Sei indirizzi italiani, a segnalarli è il The Times, che punta su città d'arte poco scontate, colline disegnate dal vento e un'isola vulcanica che sembra un altro pianeta. L'elenco è un invito a rivedere la mappa dei prossimi viaggi, passando dalle logge rinascimentali ai muretti a secco in pochi giorni. Si tratta di mete capaci di unire bellezza e ritmo lento, spesso con periodi consigliati fuori picco e dettagli pratici che fanno la differenza.
- Genova, tra palazzi monumentali e ritorno al mare
- Pienza e Val d'Orcia: Rinascimento tra colline vive
- Sicilia interna: Mussomeli e Sutera tra rocce e piazze
- Valtiberina tra Toscana e Umbria: l'arte come filo conduttore
- Urbino: il Rinascimento da esplorare a piedi
- Pantelleria: vento, lava e passito tra Sicilia e Tunisia
Genova, tra palazzi monumentali e ritorno al mare
Il primo colpo d'occhio si deve a Via Garibaldi, la storica Strada Nuova: facciate ornate, portali scolpiti, cortili con logge e giardini raccontano l'epoca in cui le grandi famiglie investivano per stupire mercanti e ambasciatori. I Palazzi dei Rolli, ancora oggi aperti in occasioni speciali, trasformano il centro in una galleria diffusa. Nei musei affiora il legame con i fiamminghi e con Rubens, mentre il Palazzo Ducale ospita grandi temporanee, incluse iniziative su Antoon van Dyck, consolidando il ruolo culturale della città.
Scendendo verso il porto, gru e navi lasciano spazio a passeggiate contemporanee, poi la costa conduce a Boccadasse, borgo marinaro raggiungibile a piedi. Case pastello, barche a secco e onde sui ciottoli cambiano il ritmo.
Pienza e Val d'Orcia: Rinascimento tra colline vive
Pienza occupa una posizione scenografica nel cuore della Val d'Orcia, tra onde morbide di colline, filari di cipressi e poderi isolati. Il centro storico compatto custodisce piazze rinascimentali e vicoli ordinati, esito di un'urbanistica sorprendentemente moderna per l'epoca.
Da Pienza si raggiungono agevolmente altri borghi della valle, alternando soste nei punti panoramici a tavole dove ordinare pici tirati a mano con sugo di aglione, aglio locale meno pungente e quasi cremoso. Il tempo minimo per godersela? Si dovrebbero prevedere almeno due giorni.
Sicilia interna: Mussomeli e Sutera tra rocce e piazze
Lontano dalle coste più note, intorno a Mussomeli le colline si fanno irregolari e la roccia affiora in pareti scenografiche. Il paesaggio, meno battuto dai flussi principali, sorprende per forme e atmosfere. Anche Sutera sembra adagiata lungo un crinale, con case che si sviluppano in verticale per assecondare la pendenza. Questo angolo di Sicilia si gusta su strade panoramiche, con soste nei bar di piazza per un caffè deciso e dolci alle mandorle.
Valtiberina tra Toscana e Umbria: l'arte come filo conduttore
In Valtiberina il paesaggio mostra colline dolci, campi coltivati e una costellazione di borghi come Anghiari, Citerna, Monterchi e Sansepolcro. Anghiari colpisce per la forma compatta, con case addossate su un'altura da cui si domina la vallata; in certe ore i vicoli profumano di legna e sughi che sobbollono.
L'arte qui è concreta: a Monterchi si incontra un'importante opera legata a Piero della Francesca, mentre Sansepolcro, sua città natale, conserva la celebre "Resurrezione", spesso citata come una delle immagini più potenti del Rinascimento. Poco sopra, tra i faggi e gli abeti dell'Appennino, il Santuario della Verna emerge in pietra, luogo di raccoglimento legato alla tradizione delle stimmate di San Francesco.
Urbino: il Rinascimento da esplorare a piedi
L'arrivo avviene spesso dal basso: torri, tetti in cotto e mura si alzano dal pendio come una scenografia. Dentro le mura, le strade diventano strette e ripide, con scorci su cortili, chiese e palazzi. Il fulcro è il Palazzo Ducale, residenza dei Montefeltro con torri gemelle e logge interne: dietro le facciate, una raccolta di capolavori firmati Piero della Francesca, Tiziano, Raffaello e altri maestri.
Pochi passi separano la casa natale di Raffaello, con ambienti domestici e una piccola corte interna, dall'itinerario principale. Urbino si visita bene a piedi, ma bisogna mettere in conto salite continue. La primavera e l'inizio dell'autunno offrono temperature miti, ideali per percorrere le mura panoramiche e osservare campagne che alternano campi e boschi. In tavola compaiono crescione e piadina, formaggi di fossa e paste all'uovo condite generosamente, con calici di Bianchello del Metauro o Verdicchio.
Pantelleria: vento, lava e passito tra Sicilia e Tunisia
In mezzo al mare, Pantelleria ha regole proprie: coste frastagliate di basalto nero, scogliere che cadono in un'acqua profonda e un interno punteggiato da coni vulcanici. Si arriva via mare o in aereo da alcuni aeroporti italiani e, una volta a terra, si percepisce il vento come compagno costante. Un lago vulcanico cambia colore con la luce, mentre sorgenti termali naturali creano nuvole di vapore che contrastano con la brezza.
L'isola è celebre per il passito, vino da dessert intenso e aromatico, frutto di una tecnica di coltivazione tradizionale riconosciuta dall'UNESCO. L'architettura racconta la stessa tenacia: i dammusi, costruzioni in pietra lavica con tetti a cupola, raccolgono l'acqua piovana e custodiscono frescura.
Articolo visto su (travel.thewom.it) L’Italia che non ti aspetti: i 6 luoghi magici scelti dal The Times per un viaggio fuori dalle solite rotte








per commentare devi effettuare il login con il tuo account