Una torre squadrata che buca l'orizzonte, mura che disegnano un'ellisse perfetta sulla collina e un silenzio che ricorda il ritmo delle pattuglie medievali. In Valdichiana, tra Castiglion Fiorentino e Cortona, il Castello di Montecchio Vesponi riconquista l'attenzione: è tra i complessi fortificati trecenteschi più integri della Toscana e rientra in una candidatura UNESCO. La sua sagoma, visibile anche dalla regionale SR71, ha sedotto registi e documentaristi, ma oggi il fascino non si esaurisce nello scenografico.
Com'è fatto il Montecchio Vesponi in provincia di Arezzo
Il castello non è un rudere isolato: è un organismo difensivo ancora visibile in tutte le sue parti principali. La cinta muraria, lunga oltre 200 metri, avvolge la collina con andamento quasi circolare e integra piccole torri di guardia che scandiscono il perimetro. All'interno, la struttura conserva elementi rari per completezza: il Cassero del Trecento, compatto e funzionale, la cosiddetta Casa del Giusdicente - nota anche come Palazzo del Tribunale - e una torre duecentesca che dialoga con la torre maestra.
Questa verticalità, un parallelepipedo di pietra che svetta ben oltre la cortina, rende la rocca visibile da chilometri e spiega il controllo visivo sulla Val di Chio e sulla Valdichiana. Non stupisce, quindi, che il sito rientri in un percorso di valorizzazione che punta al riconoscimento UNESCO.
Cosa si vede durante la visita
Grazie ai proprietari e alle associazioni del territorio, il castello ospita rievocazioni, iniziative didattiche e campagne di scavo che aggiornano lo studio del sito. Con le visite guidate si accede alle aree conservate, si percorrono cortili e ambienti interni e si ricostruiscono funzioni, tecniche e trasformazioni.
L'osservazione ravvicinata della muratura - ruvida, funzionale, priva di orpelli - fa emergere la logica militare: spigoli studiati per la difesa, feritoie calibrate sul controllo dei transiti. Dalla base della torre principale lo sguardo abbraccia coltivi, filari e crinali fino a Cortona e Castiglion Fiorentino.
Mille anni di passaggi, assedi e restauri
La documentazione porta indietro al 1014, quando il Castrum Montis Guisponi è citato in un atto dell'imperatore Enrico II a favore dell'abbazia benedettina di Farneta. Il nome "Montecchio" rimanda a un piccolo rilievo, mentre "Vesponi" è ricondotto ai Guasconi, famiglia aretina che controllava l'area nell'XI secolo. La svolta arriva nel 1234: il complesso passa al Comune di Arezzo, che lo amplia e rafforza.
Nel pieno Trecento compare la figura destinata a fare scuola nelle cronache italiane, il capitano di ventura inglese John Hawkwood, conosciuto come Giovanni Acuto: nel 1384, anno della sottomissione definitiva di Arezzo a Firenze, ottiene il riconoscimento formale del possesso del castello da parte della città gigliata.
Dopo la morte del condottiero, la vedova Donnina Visconti cede la rocca alla Repubblica Fiorentina, che affida la gestione a Ludovico Racaniello fino alla metà del Quattrocento. Inizia poi un declino lento, interrotto nel Seicento con il marchesato Capponi e nell'Ottocento con il banchiere senese Giacomo Servadio. Tra XIX e XX secolo il castello cambia più volte mano fino all'acquisto, a fine anni Settanta del Novecento, da parte degli attuali proprietari, che attivano un recupero progressivo.
Come arrivare senza perdersi
Il castello sorge nel territorio di Castiglion Fiorentino (Arezzo), affacciato sulla SR71 Umbro Casentinese. La sua posizione lo rende visibile e facilmente individuabile anche durante gli spostamenti tra Castiglion Fiorentino e Cortona.
- In auto: per chi viaggia in auto, l'Autostrada del Sole (A1) è l'asse principale: si dovrebbero utilizzare i caselli di Arezzo o della Valdichiana e proseguire poi sulla rete regionale e provinciale fino alla SR71.
- In treno: la stazione di riferimento è Castiglion Fiorentino, lungo la direttrice ferroviaria Firenze-sud. Dalla stazione, il tratto finale verso la collina richiede un trasferimento con taxi, auto a noleggio o mezzi pubblici locali.
- In aereo: gli aeroporti più utilizzati per raggiungere l'area sono Firenze e Pisa; per l'asse umbro-toscano è utile anche Perugia. Dallo scalo si prosegue in treno o con auto a noleggio verso la Valdichiana.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra uscito da un film: è il castello medievale più intatto della Toscana (e ora punta all’UNESCO)







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