Ingresso gratis e 102 scalini, torna l’Eremo di San Colombano

Riaperto dopo tre anni di lavori, il santuario sospeso nella roccia accoglie di nuovo i visitatori: 102 gradini, orari e info utili.
eremo di san colombano
Gmahlert at Italian Wikipedia, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Un santuario sospeso nella roccia che sembrava irraggiungibile torna finalmente visitabile. L'Eremo di San Colombano, incastonato sopra il torrente Leno a pochi chilometri da Rovereto, ha riaperto al pubblico il 14 agosto 2026 dopo tre anni di lavori. La scalinata di 102 gradini scavati nella montagna conduce a un luogo che unisce storia, leggenda e panorami vertiginosi. La riapertura porta con sé novità concrete: restauri, orari mirati e ingresso gratuito per la stagione in corso. Un'occasione rara per vedere da vicino un'icona del Trentino, tra fede antica e abilità costruttiva fuori dall'ordinario.

Dove si trova e perché stupisce

Arroccato nella parete calcarea che domina il corso del Leno, l'Eremo di San Colombano si trova nel comune di Trambileno, a pochi minuti da Rovereto lungo la Strada Statale 46 del Pasubio. L'insieme di chiesetta e romitorio appare come sospeso, protetto da un grande tetto naturale di roccia che lo ripara dalle intemperie. L'accesso avviene tramite un percorso a piedi e una scalinata nella roccia: un'ascesa breve ma intensa che culmina su un terrazzo naturale affacciato nel vuoto. 

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Dalla leggenda del drago alle origini millenarie

La memoria dell'eremo intreccia documenti e racconti popolari. La traccia più antica è un'iscrizione del 753 d.C., incisa nella pietra accanto al campanile, che attesta il primo insediamento eremitico nel "covelo", la cavità naturale che ospita il santuario. La tradizione lega il luogo alla leggenda del drago che infestava le acque del Leno, domato da San Colombano prima di ritirarsi in preghiera nella grotta. Per secoli, fino al 1782, eremiti hanno custodito il sito, finché il decreto dell'imperatore Giuseppe II abolì la pratica del romitaggio nel territorio asburgico.

Riapertura 2026 e restauri: cosa è cambiato

Dal 14 agosto 2026 l'eremo è di nuovo accessibile, grazie a un intervento di tutela e messa in sicurezza sostenuto dalla Provincia Autonoma di Trento. Il cantiere, durato tre anni, ha consolidato il tetto naturale in roccia e gli intonaci, adeguato gli impianti e avviato un restauro conservativo degli interni. Particolare attenzione è stata dedicata agli affreschi, inclusi quelli che raffigurano il confronto tra il santo e il drago, e a una rara croce longobarda di tradizione celtica. La stagione in corso è la prima occasione per vedere l'eremo dopo i lavori, con un percorso di visita che valorizza il racconto storico e la lettura degli spazi. 

Come arrivare: il percorso e i famosi 102 gradini

L'accesso in auto segue la SS 46 del Pasubio in direzione Vallarsa/Vicenza; si può sostare nelle aree segnalate lungo la statale o nei pressi della diga idroelettrica. Da lì, un sentiero ombreggiato scende a zig-zag verso il fondovalle fino a un ponticello che supera le acque del Leno. Oltre un piccolo cancello inizia la parte più iconica del tragitto: la scalinata di 102 gradini ricavati a mano nella parete. Il tracciato è breve ma richiede passo sicuro e scarpe adatte, soprattutto nell'ultimo tratto in pendenza. Non è indicato per chi ha gravi difficoltà di deambulazione o soffre di forti vertigini, e non risulta adatto a passeggini.

Orari, costi e regole della visita 2026

La gestione ordinaria dell'eremo è affidata ai volontari del Comitato Amici di San Colombano, che garantiscono l'apertura nella stagione post-restauro. Le modalità sono state tarate per favorire un flusso ordinato dei visitatori e preservare gli ambienti interni, molto raccolti. Prima di programmare la visita conviene considerare i punti chiave di seguito, utili per evitare attese o rinvii non necessari.

  • Calendario 2026: aperto dal 14 agosto fino all'ultima domenica di settembre, nei soli weekend (venerdì-domenica), orario continuato 10:00-18:00.
  • Ingresso: gratuito e senza prenotazione per l'intera fase di riapertura estiva 2026.
  • Visita: percorso in autonomia; le visite guidate di gruppo sono sospese. Pannelli informativi in loco accompagnano la fruizione.
  • Accesso con cani: non ammessi all'interno; è consentita la sosta all'ombra alla base dell'ultima rampa in roccia.

Cosa vedere nei dintorni: il Lago di San Colombano

Una volta completata la visita, si può proseguire lungo il tracciato segnalato SAT verso il Lago di San Colombano, bacino artificiale che nasce dallo sbarramento del Leno. Il colore turchese accentua il contrasto con i pendii boscosi e regala scorci fotogenici in ogni stagione. Il sentiero pianeggiante che lo costeggia permette una passeggiata distensiva e una sosta panoramica, ideale per chi desidera prolungare l'uscita. 

Articolo visto su (travel.thewom.it) In Trentino c’è un eremo costruito nella parete di roccia e sembra impossibile

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