Cento Laghi d’autunno, quando andare e dove trovare i colori più belli

Faggete rosse e laghi glaciali: guida pratica a tempi, luoghi e percorsi nel Parco dei Cento Laghi.
Cento Laghi d’autunno: quando andare e dove trovare i colori
Photo by David Bartus on Pexels

In poche settimane, tra le valli del Cedra e del Parma, il bosco cambia pelle: il verde lascia spazio a gialli intensi, rame e rossi scuri, mentre l'acqua dei laghi riflette le chiome accese. È lo spettacolo più atteso dell'Appennino parmense e non dura a lungo. Per coglierlo al meglio, si dovrebbe scegliere il momento giusto e sapere dove indirizzare i passi. Ecco quando partire, quali laghi mettere in agenda e come muoversi tra faggete, castagneti e crinali. Con un'attenzione speciale a meteo, accessi e difficoltà dei percorsi, perché in autunno la montagna sorprende anche oltre i colori.

Dove si trova e perché è unico

Il Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, noto come Parco dei Cento Laghi, si estende in provincia di Parma, vicino ai confini con Reggio Emilia e Massa-Carrara. Il territorio protetto coinvolge i comuni di Corniglio, Monchio delle Corti, Tizzano Val Parma e Neviano degli Arduini, con l'area più montana concentrata attorno a Corniglio e Monchio delle Corti. Qui il paesaggio sale dalle colline fino a circa 1.650 metri, dove il parco regionale fa da cerniera naturale con il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Il risultato è un mosaico modellato dalle glaciazioni: laghi, torbiere, torrenti e grandi faggete, collegati da una fitta rete di sentieri e dall'Alta Via dei Parchi.

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Quando andare per il foliage

La finestra più favorevole cade di norma tra la metà e la fine di ottobre. Alle quote elevate i faggi cambiano colore prima, mentre nelle zone più basse il foliage può proseguire fino ai primi giorni di novembre. Non esiste però una settimana "giusta" valida sempre: temperature, piogge e vento possono accelerare o ritardare l'esplosione dei colori. In questo periodo l'aria profuma di castagne e funghi e nei paesi tornano iniziative legate ai prodotti del bosco, aggiungendo atmosfera alla visita.

I laghi simbolo: Lago Ballano e Lago Verde

Nell'Alta Val Cedra, nel comune di Monchio delle Corti, si trovano due riferimenti del parco regionale. Il Lago Ballano (circa 1.341 m) è tra i bacini più accessibili: il bosco lambisce le sponde e lungo la riva sono presenti aree attrezzate per la sosta. La sua origine glaciale è evidente, anche se una diga storica ne ha modificato nel tempo il livello dell'acqua. Più in alto si apre il Lago Verde (circa 1.507 m), altro specchio glaciale da cui partono itinerari che risalgono verso il crinale, in direzione dei laghi di Compione, dei laghi del Sillara e del Monte Sillara.

Il richiamo del Lago Santo Parmense e Lagdei

C'è una chicca spesso associata ai "Cento Laghi", pur ricadendo oggi nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano: il Lago Santo Parmense (circa 1.508 m), il più grande lago naturale dell'Appennino settentrionale. L'accesso più battuto parte da Lagdei, sopra Bosco di Corniglio: un sentiero sale nel bosco fino alla conca del lago, dove si incontra lo storico Rifugio Mariotti affacciato sull'acqua. Nelle giornate calme, le faggete colorate si specchiano sulla superficie, offrendo uno dei quadri più fotogenici dell'autunno appenninico.

Prato Spilla e gli itinerari di crinale

Chi cerca più laghi nella stessa giornata può orientarsi sul settore di Prato Spilla, nell'Alta Val Cedra. Da qui si raggiungono il Lago Verde e le quote del crinale, con percorsi che toccano il Monte Sillara (1.861 m) attraversando l'area dei laghi di Compione, dei laghi del Sillara e del Lago Martini. Si tratta però di una vera escursione di montagna, con diverse ore di cammino e dislivello significativo, da programmare con attenzione alla stagione.

Castagneti e sapori d'autunno

Scendendo di quota, il paesaggio cambia ancora aspetto. Tra Bosco di Corniglio, Casarola, Riana e Montebello resistono antichi castagneti da frutto: alcuni sono stati abbandonati, altri continuano a essere curati e raccontano la storia agricola di queste valli. Tra settembre e ottobre la castagna torna protagonista, con raccolte e passeggiate che riavvicinano i paesi ai loro boschi.

A tavola, la stagione porta funghi porcini, castagne, tortelli e polenta, accanto a due simboli del territorio: Parmigiano Reggiano DOP e Prosciutto di Parma DOP. Dopo ore tra i sentieri, un piatto caldo in rifugio o in trattoria diventa parte dell'esperienza, saldando il legame tra natura e cucina di montagna.

Fauna e buone pratiche sul sentiero

I boschi del parco ospitano caprioli, cervi e cinghiali; il lupo è ormai una presenza stabile nell'Appennino settentrionale, anche se gli avvistamenti sono poco frequenti. Tra i rapaci si osservano aquila reale, falco pellegrino, astore, sparviere, poiana e gheppio. La convivenza passa dal rispetto: si dovrebbe rimanere sui sentieri, evitare di avvicinarsi agli animali e osservarli senza interferire, soprattutto nelle aree più isolate.

Come arrivare e consigli utili

Non esiste un unico ingresso al Parco dei Cento Laghi: l'accesso cambia in base alla meta. Per Corniglio, Bosco di Corniglio e Lagdei si parte solitamente da Parma e si risale la Val Parma, con Lagdei tra i principali punti di partenza verso il Lago Santo Parmense. Per Lago Ballano, Lago Verde e l'area del Monte Sillara conviene puntare su Monchio delle Corti e Prato Spilla, nell'Alta Val Cedra. Chi proviene da Lunigiana o Liguria può utilizzare l'A15 Parma-La Spezia e proseguire poi sulle strade appenniniche.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Il Parco dei Cento Laghi cambia colore in autunno ed è uno degli angoli più sorprendenti dell’Emilia

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