Per molte persone, l’idea di cambiare l’aspetto del pavimento di una stanza è associata a dei pesanti lavori di ristrutturazione e ai conseguenti possibili disagi affrontati a malincuore pur di non continuare a convivere con piastrelle vecchie o con un parquet ormai opaco. Eppure le alternative esistono, e sapere come rinnovare il pavimento senza sostituirlo apre almeno tre strade: appoggiare una pavimentazione nuova sopra quella esistente, coprirla con un rivestimento continuo, oppure recuperare il materiale che già c'è. La scelta dipende da tre fattori principali: lo stato del fondo, i millimetri disponibili sotto le porte e il risultato estetico desiderato.
Quando è possibile coprire un pavimento vecchio senza demolire
Qualunque soluzione sovrapposta regge solo se la pavimentazione di base è sana: un massetto lesionato o con piastrelle che si staccano rende indispensabile un intervento sul supporto, mentre negli altri casi il lavoro resta alla portata anche di chi non è un professionista.
I preliminari controlli sul pavimento da rinnovare sono principalmente:
- verificare che la pavimentazione esistente sia stabile e ben ancorata al sottofondo;
- verificare la planarità con una staggia, restando nelle tolleranze indicate dal produttore;
- pulire e sgrassare il pavimento a fondo, eliminando cere e residui grassi;
- stuccare le fughe profonde e livellare gli avvallamenti, quando il rivestimento scelto lo esige;
- calcolare lo spazio sotto porte e porte-finestre, che i millimetri eventualmente aggiunti rischiano di bloccare.
Pavimento sopra pavimento: le migliori soluzioni flottanti
La posa flottante di un pavimento consiste nella collocazione di elementi come pannelli o doghe che si agganciano tra loro a incastro, come i pezzi di un puzzle, senza colla sul fondo: è il sistema più indicato per chi vuole preservare il pavimento originale in vista di un eventuale recupero futuro.
Per chi vuole coprire il pavimento con questo sistema, è utile seguire due accorgimenti: assicurarsi di interporre il materassino sottopavimento e lasciare un giunto di dilatazione lungo le pareti.
Pavimento in SPC su vecchie piastrelle: vantaggi e posa
L'SPC (Stone Polymer Composite) è un rivestimento vinilico rigido che deve la sua stabilità a un'alta percentuale di polveri minerali mescolate ai polimeri. I punti di forza dell’SPC sono lo spessore ridotto, l'impermeabilità totale - che lo rende adatto anche a bagno e cucina - e l'assenza di emissioni di VOC (Composti Organici Volatili).
Un pavimento in SPC può essere posato su ceramica, gres, marmo, cemento e persino vecchi pavimenti in legno, purché stabili, non sollevati e privi di avvallamenti marcati.
La sequenza di posa consiste nel pulire e sgrassare il fondo, correggere le irregolarità, acclimatare le confezioni seguendo le indicazioni del produttore, montare le doghe (fila dopo fila) con i giunti sfalsati, tagliare a misura l'ultima fila e concludere con il battiscopa; con questo sistema una stanza può essere rinnovata anche nell'arco di una sola giornata.
Posa del laminato su pavimento esistente
Il laminato unisce un'anima in fibra di legno pressata (HDF) impregnata di resine a uno strato superficiale melamminico molto resistente ai colpi, e presenta delle decorazioni stampate con effetto legno, pietra o cemento.
L’aspetto critico è lo spessore del pavimento laminato: si parte da 8 mm e si arriva a 12, ai quali va sommato il materassino (un sottopavimento compatto aggiunge poco più di 1 mm); proprio per questo, dove i millimetri sono contati, questo materiale si rivela meno adatto di quelli vinilici.
Un parametro da leggere sempre in scheda tecnica è la classe di abrasione del laminato: si va dalla AC2 alla AC6, con la AC4 già considerata buona, la AC5 ottima e la AC6 al vertice. La posa di un pavimento in laminato ricalca quella dell'SPC, con una regola in più: il battiscopa va fissato alla parete e mai al pavimento, che deve restare libero.
Rinnovare il pavimento senza cambiarlo, coprendolo
Quando l'obiettivo è far sparire del tutto il disegno delle piastrelle senza guadagnare quota, entrano in gioco i rivestimenti a basso spessore, che vengono applicati direttamente sulla superficie esistente del pavimento.
Applicare resina e microcemento sulle vecchie piastrelle
Con circa 3 millimetri di spessore, resina e microcemento sono in grado di trasformare un pavimento piastrellato in una superficie continua, priva di fughe e quindi più facile da pulire.
Le rese possibili di questi materiali sono molte - lucida, opaca, marezzata, spatolata - e con le versioni trasparenti si possono inglobare sassi, foglie, stoffe o fotografie per un risultato unico e originale; è utile anche conoscere le differenze tra resina e microcemento e il diverso impatto che hanno sullo stile della casa.
Lame in PVC adesivo: la soluzione fai da te ed economica
I listoni sottili in PVC con retro adesivo rappresentano l'opzione più accessibile per rinnovare un pavimento senza cambiarlo: costano poco, si tagliano con un semplice taglierino e non richiedono attrezzature particolari.
Quanto alla posa delle lame in PVC, il fondo va sgrassato e lasciato asciugare, le fughe riempite e i dislivelli corretti; poi si traccia una linea di riferimento per mantenere dritta la prima fila, si rimuove la pellicola protettiva e si incollano le lame una alla volta, rifilando quelle a ridosso delle pareti prima di rimontare il battiscopa.
Va detto che parte degli operatori del settore considera le soluzioni autoadesive efficaci nell'immediato, ma poco affidabili alla lunga distanza.
Recuperare e verniciare un pavimento esistente senza coprirlo
Se il pavimento esistente è integro e soltanto invecchiato, è possibile rinnovarlo intervenendo nel modo meno invasivo possibile e agendo sulla superficie che c'è già, a spessore praticamente nullo. Di seguito, le principali soluzioni suddivise per tipologia di materiale.
Smaltare un vecchio pavimento in ceramica o gres porcellanato
Anche nel caso della verniciatura di un pavimento in ceramica o gres, il lavoro parte dalla manutenzione e preparazione: bisogna pulire la superficie con un detergente specifico, rimuovere le porzioni deteriorate delle fughe e stuccarle nuovamente, e cambiare le eventuali piastrelle rotte facendo attenzione a non compromettere quelle adiacenti.
Solo dopo si applica uno smalto per pavimenti, disponibile in moltissime tonalità e facile da stendere, seguendo le istruzioni del produttore. Il disegno originale resta leggibile, mentre il colore cambia completamente e si possono realizzare anche delle decorazioni con motivi geometrici.
Come rinnovare un parquet rovinato: levigatura e vetrificazione
Sul parquet la procedura di rinnovo del pavimento è più articolata: prevede infatti una pulizia con detergente specifico per legno e pochissima acqua, la stuccatura di graffi e piccole imperfezioni, la carteggiatura (praticabile solo se tipologia e spessore la consentono, cosa che esclude gli impiallacciati con appena 0,6 mm di legno nobile) e un'accurata rimozione della polvere così prodotta.
A questo punto lo smalto per parquet uniforma o modifica il colore della superficie, mentre il vetrificatore (o vetrificante) crea sul pavimento una finitura protettiva che resiste all'usura; alcuni vetrificatori arrivano a trasformare radicalmente l'aspetto del legno, fino a ottenere degli effetti metallici.








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