Scarico dei fumi della stufa a pellet, quali obblighi serve rispettare

Per lo scarico dei fumi della stufa a pellet serve esclusivamente una canna fumaria a tetto, utilizzando un condotto delicato
Scarico a muro della stufa a pellet
Unsplash

Le soluzioni di riscaldamento autonome alternative, come quelle a biomassa, rappresentano oggi una scelta domestica sempre più popolare. Oltre all’efficienza energetica e al possibile risparmio economico, prima di installare questi apparecchi è però indispensabile valutare le modalità di evacuazione dei prodotti della combustione. Ad esempio, come funziona lo scarico dei fumi della stufa a pellet? Tra sicurezza degli ambienti abitativi, tutela della qualità dell’aria, canne fumarie conformi e rispetto delle norme condominiali, sono diversi i fattori da prendere in debita considerazione.

Quali sono le regole per lo scarico di una stufa a pellet

Il primo passaggio per poter indagare la possibile installazione di una stufa a pellet è conoscere le normative di riferimento per la gestione dei fumi. La più importante è la norma tecnica UNI 10683, che opera in sinergia con il D.Lgs. 152/2006 - ovvero il Testo Unico Ambientale - e il D.P.R. 412/1993. Al fine di garantire un corretto flusso delle emissioni, nonché il massimo della sicurezza sia per i proprietari degli apparecchi che per i loro vicini, è necessario rispettare:

Pubblicità
  • l’obbligo di utilizzo esclusivo del condotto di scarico, senza la possibilità di allacciare più apparecchi alla medesima canna fumaria, per evitare ritorni di fiamma e monossido di carbonio;
  • l’impiego di materiali provvisti di marchio CE e rigorosamente incombustibili, di classe A1, per le tubazioni e le canne fumarie, affinché resistano alle alte temperature e all’acidità della condensa;
  • la scomposizione dell’impianto in tre porzioni, cioè il canale da fumo - ovvero, il tubo che collega la stufa al camino vero e proprio - il camino verticale e il comignolo;
  • un canale da fumo sempre ispezionabile e coibentato, se passa in ambienti non riscaldati;
  • il posizionamento del comignolo fuori dalla zona di reflusso, per evitare che il vento spinga i gas di scarico all’interno delle abitazioni.

A queste norme di base, si possono aggiungere specifici obblighi definiti a livello locale, anche in relazione alla distanza degli impianti dalle aperture nell’edificio.

Quando è necessario scaricare i fumi sul tetto

Nella grande maggioranza dei casi, lo scarico dei fumi di una stufa a pellet deve terminare sopra la copertura dell’edificio, oltre il colmo del tetto, a un’altezza sufficiente a garantire la diluizione dei fumi e a ridurre il rischio di ristagni. È quanto prevede il D.P.R. 412/1993, con la formulazione introdotta dalla Legge 90/2013, nello specificare che questa misura vale sia per le nuove installazioni che per quelle realizzate dopo il 31 agosto 2013.

Canna fumaria per la stufa a pellet
Magnific

In riferimento alla norma tecnica UNI 10683, il sistema di evacuazione dei fumi dovrà:

  • avere un’altezza minima calcolata in funzione della pendenza del tetto e della vicinanza a eventuali ostacoli;
  • prevedere tratti orizzontali limitati, che devono comunque mantenere una lieve pendenza verso l’alto;
  • rispettare le previsioni di legge anche in presenza di un abbattitore di fumi per stufa a pellet o di un filtro ad acqua, che servono per ridurre le emissioni ma non permettono di usufruire di soluzioni alternative per lo scarico dei fumi.

Quando è consentito lo scarico a parete

Al fine di risparmiare sui costi d’installazione, ed evitare gravosi lavori per la predisposizione di canne fumarie che conducano al tetto, in molti si chiedono se sia possibile procedere allo scarico dei fumi della stufa a pellet a parete.

Per quanto soluzione apparentemente pratica, la norma UNI 10683 vieta esplicitamente lo scarico diretto a parete, o verso spazi chiusi, anche per i generatori a biomassa. Questi ultimi non rientrano infatti nelle deroghe previste dal D.P.R. 412/1993.

A differenza degli apparecchi a gas, per i quali la legge prevede specifiche eccezioni in caso di impossibilità tecnica, per i generatori a biomassa solida - e, quindi, anche per lo scarico dei fumi orizzontale per la stufa a pellet - la normativa è chiara: i fumi devono essere sempre convogliati a tetto. Si ricorda, inoltre, che eventuali abbattitori o sistemi ad acqua non escludono gli obblighi di legge, perché pensati per ridurre particolato e altri inquinanti, non per l’evacuazione dei fumi in sé.

È possibile scaricare i fumi di una stufa a pellet in facciata?

Strettamente collegato alla questione precedente, spesso sorge il dubbio se sia possibile procedere all’evacuazione in facciata. È il caso, ad esempio, dello scarico dei fumi della stufa a pellet sul balcone o, ancora, con un foro orizzontale sul muro affacciato sulla strada dell’edificio.

Anche in questo caso, valgono le medesime disposizioni di legge: lo scarico per gli impianti a biomassa deve sempre essere portato a tetto, senza le possibilità di deroga previste invece per alcune specifiche caldaie a gas. Sulla facciata, tuttavia, bisogna fare delle considerazioni ulteriori:

  • la quota di evacuazione potrebbe essere troppo bassa, causando disagi come il ritorno dei fumi in casa o nelle proprietà dei vicini, violando così i limiti sulle immissioni oltre la normale tollerabilità previsti dall’articolo 844 del Codice Civile;
  • in condominio, non è possibile procedere a danneggiare il decoro, la sicurezza e la stabilità dell’edificio, di conseguenza qualsiasi installazione di dispositivi in facciata è fortemente limitata, quando non addirittura vietata dal regolamento.

Inoltre, è bene ricordare che nemmeno le soluzioni di scarico della stufa a pellet senza canna fumaria sono ammesse, perché comunque prevedono un’evacuazione - per quanto con tubi di dimensione ridotta e poco ingombranti - direttamente a parete.

È necessario un permesso per installare una canna fumaria esterna?

Quando non è fisicamente possibile ricorrere a un condotto di scarico preesistente, è necessario predisporne uno ex novo, che raggiunga il tetto. Ma quali sono i requisiti autorizzativi per l’installazione di una nuova canna fumaria?

La normativa per la canna fumaria esterna per la stufa a pellet richiede non solo le accortezze sui fumi già viste con la norma tecnica UNI 10683, ma anche l’ottenimento dei dovuti titoli edilizi, ai sensi del D.P.R. 380/2001. In particolare:

  • nella maggior parte dei casi, anche a seconda delle disposizioni previste dal Comune, è sufficiente presentare una CILA o una SCIA, firmata da un geometra o un architetto abilitato;
  • per opere dall’impatto maggiore, con ingenti opere di muratura, potrebbe essere invece richiesto il permesso di costruire.

Tuttavia, se l’edificio è sottoposto a specifici vincoli storici o paesaggistici, si renderà indispensabile anche il parere della Soprintendenza. Ancora, l’ufficio tecnico del Comune potrebbe avanzare richieste specifiche, come il rispetto di precise distanze dai confini delle proprietà o dalle porte e le finestre altrui, con metrature che possono variare molto a seconda dei regolamenti locali approvati.

In ogni caso, l’intervento deve essere eseguito da un’impresa abilitata, ai sensi del D.M. 37/2008, e dovranno essere impiegati materiali marchiati CE, che rispettino le dovute classi di resistenza al fuoco. Infine, l’impianto dovrà essere dotato dell’apposita certificazione di conformità.

Quali autorizzazioni servono per la canna fumaria in condominio

Oltre alle principali disposizioni di legge, per chi vive in stabili condivisi potrebbe rendersi necessario il rispetto di ulteriori obblighi. Ad esempio, quando si può installare una stufa a pellet in condominio, realizzando una canna fumaria dedicata?

Caricare la stufa a pellet
Magnific

In linea generale, la normativa sulla canna fumaria della stufa a pellet in condominio si riferisce principalmente all’articolo 1102 del Codice Civile, che permette al singolo di avvalersi delle parti comuni, purché non impedisca ad altri di fare altrettanto ed evitando di modificarne la destinazione d’uso. 

Nel rispetto di questi principi, l’installazione di un nuovo condotto di scarico non è quindi soggetta ad autorizzazione assembleare. Tuttavia, è utile sapere che:

  • l’impianto non può compromettere la stabilità, la sicurezza e il decoro dello stabile;
  • il regolamento di natura contrattuale, ovvero quello predisposto dal costruttore e accettato da ogni condomino al momento dell’atto d’acquisto, può includere limitazioni o divieti ulteriori.

In caso si rischi di alterare il decoro architettonico, l’assemblea non può autorizzare a maggioranza l’intervento: deve infatti prima derogare al vincolo di decoro stesso, raggiungendo l’unanimità formale di tutti i condomini.

La certificazione per la canna fumaria è obbligatoria?

Infine, non bisogna dimenticare che al termine dei lavori per l’installazione dell’impianto, e della relativa canna fumaria, il tecnico abilitato deve rilasciare la dichiarazione di conformità. Quest’ultima dovrà essere completa di allegati tecnici, libretto d’uso e manutenzione, nonché di documentazione fotografica della placca camino, quando prevista. In particolare:

  • la placca camino deve riportare i dati identificativi del sistema fumario;
  • la manutenzione periodica deve essere sempre regolarmente annotata.

Senza la certificazione obbligatoria, l’impianto è da considerarsi abusivo, indipendentemente sorga sul tetto di un’abitazione di proprietà o, ancora, di un condominio.

per commentare devi effettuare il login con il tuo account

Segui tutte le notizie del settore immobiliare rimanendo aggiornato tramite la nostra newsletter quotidiana e settimanale. Puoi anche restare aggiornato sul mercato immobiliare di lusso con il nostro bollettino mensile dedicato al tema.