C'è una Piccola Thailandia sul lago d’Iseo, 4 km che sembrano Asia

Tutte le info per scoprire la Baia del Bogn in sicurezza, con percorso, accessi e consigli pratici.
Baia del Bogn
Vid Pogacnik, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Sembra un fotomontaggio, invece è Lombardia. In molti la chiamano "Piccola Thailandia" e non senza motivo: qui l'acqua si fa trasparente, le rocce scendono verticali e il paesaggio cambia tono a ogni curva. Sulla sponda del lago d'Iseo, tra Riva di Solto e Castro, la Baia del Bogn si raggiunge con due ore di cammino su un anello di 4 chilometri, per entrare in un set tropicale senza timbrare il passaporto. 

Dove si trova la Baia del Bogn e perché "Piccola Thailandia"

Un'insenatura incastonata tra Riva di Solto e Castro disegna una delle quinte più scenografiche del Sebino. La Baia del Bogn colpisce per il contrasto tra le scogliere verticali e la calma dell'acqua, che con la luce giusta vira su tonalità chiare e inattese per un lago alpino. 

Pubblicità

L'effetto "tropicale" arriva proprio da qui: pareti rocciose che abbracciano la riva e riflessi che ricordano mete lontane, ma raggiungibili senza ore di viaggio.

Il percorso ad anello: distanza, tempi, difficoltà

L'itinerario consigliato è un anello di circa 4 chilometri, da coprire mediamente in 2 ore, soste incluse. Il tracciato è breve ma non banale: si incontrano passaggi con pendenze marcate e segmenti senza protezioni, per cui prudenza e calzature con suola scolpita fanno la differenza. 

La partenza da Riva di Solto

Si parte dalla piazza del porto di Riva di Solto, affacciata sul Sebino. Si imbocca la passeggiata sul lungolago in direzione della chiesa parrocchiale, lasciando alle spalle i rumori del centro. Fin dai primi minuti l'acqua si fa protagonista, con le scogliere che iniziano a stringere la visuale. 

Tra galleria e ponte: i primi scorci sul Bogn

Raggiunta l'area del Bogn, si prosegue verso la baia attraversando una piccola galleria legata all'antica strada lacuale. All'uscita, il primo impatto visivo è netto: pareti che scendono a picco e acqua che cambia colore con il cielo. Vale la pena indugiare sul ponte per ammirare i dettagli del paesaggio: la roccia, le increspature, le ombre che scolpiscono le anse. 

Ritorno lungo l'Orrido e Zorzino

Superata la zona chiusa al traffico, un sentiero immerso nella vegetazione introduce ai primi veri belvedere dell'itinerario. Le indicazioni riportano verso il sentiero 565, riferimento utile nella parte centrale del giro. Per il rientro si costeggia l'area dell'Orrido e si attraversa la zona di Zorzino, su un tracciato che alterna tratti più agevoli ad altri in cui serve passo fermo. 

Come arrivare e dove parcheggiare

Il punto di partenza più comodo resta Riva di Solto, raggiungibile lungo la SP 469 sia da Sarnico sia da Lovere. Da Bergamo il tragitto su strada richiede in media circa 40 minuti, salvo traffico.

Una volta in paese, conviene cercare posto in via Porto, area utilizzata come riferimento per chi si mette in cammino verso la baia. Da lì si procede a piedi sul lungolago seguendo le indicazioni descritte. 

Articolo visto su (turistipercaso.it) Solo 4 chilometri a piedi per arrivare in Asia: l’oasi segreta soprannominata la “Piccola Thailandia” d’Italia

per commentare devi effettuare il login con il tuo account