In quest'aeroporto è vietato guardare fuori dal finestrino, ecco perché

Succede in Corea, dove in uno dei principali aeroporti del paese le tendine dei finestrini devono rimanere chiuse.
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La regola generale, poco prima dell’atterraggio di qualsiasi volo, prevede di tenere le tendine dei finestrini alzate. Eppure, esiste uno scalo dove la richiesta dell'equipaggio è esattamente l'opposto: abbassare le tendine e non guardare fuori. In Corea del Sud, all'aeroporto internazionale di Busan-Gimhae la convivenza tra aviazione civile e infrastrutture militari ha prodotto una regola che sorprende chiunque la incontri per la prima volta. 

Il caso dell'aeroporto di Busan

L'aeroporto di Busan-Gimhae non è uno scalo ordinario: piste e spazi operativi sono condivisi tra il traffico commerciale e la Republic of Korea Air Force, l'aeronautica militare sudcoreana. A fianco del terminal passeggeri sorge una base aerea attiva.

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Questa coesistenza ha una conseguenza diretta per chi vola: durante le fasi di decollo e atterraggio, gli assistenti di volo chiedono a tutti i passeggeri di abbassare le tendine oscuranti. L'annuncio parla genericamente di "motivi di sicurezza aeroportuale", ma il vero scopo è impedire che i viaggiatori possano osservare, fotografare o filmare le installazioni militari, i velivoli dell'aeronautica e le aree classificate come sensibili. 

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Cosa comporta questa norma durante il volo?

La "finestra cieca" dura generalmente pochi minuti, il tempo necessario per completare le manovre nelle vicinanze dello scalo. La regola si applica a tutte le compagnie che operano sullo scalo, nazionali e internazionali. Inoltre, anche al di fuori del momento dell'atterraggio, scattare foto alle aree operative della base militare dall'interno del terminal o dalle zone pubbliche dello scalo è proibito. 

Dove si trova e quale città serve l'aeroporto

L'aeroporto di Gimhae si trova nel distretto di Gangseo-gu, nella parte occidentale di Busan, a circa 25 chilometri dal centro città. Busan è la seconda città più grande della Corea del Sud dopo Seoul, con una popolazione che supera i 3,4 milioni di abitanti. Città portuale affacciata sullo stretto di Corea, è un polo economico, turistico e culturale di primo piano nel Nord-Est asiatico. Le sue spiagge i mercati del pesce come il celebre Jagalchi, i templi arroccati sulla costa come Haedong Yonggungsa e una scena gastronomica vivacissima la rendono una meta sempre più popolare tra i viaggiatori europei. 

Lo scalo serve non solo la città metropolitana, ma anche l'intera regione del Gyeongsang, fungendo da porta d'accesso per destinazioni come Ulsan e Gyeongju, l'antica capitale del regno di Silla.

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Minseong Kim, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Succede anche in Italia?

A oggi, non esistono aeroporti italiani dove i passeggeri devono chiudere i finestrini per ragioni militari. Tuttavia, il sistema aeroportuale italiano conta numerosi aeroporti a doppio uso civile-militare. Alcuni dei più noti sono:

  • Pisa-San Giusto "Galileo Galilei": di proprietà dell'Aeronautica Militare, sede della 46ª Brigata Aerea.
  • Trapani-Birgi "Vincenzo Florio": infrastruttura militare sede del 37° Stormo, aperta al traffico civile. 
  • Roma Ciampino "G.B. Pastine": aeroporto civile, commerciale e militare, il secondo scalo della capitale.
  • Napoli Capodichino: storicamente nato come aeroporto militare, oggi classificato come scalo a uso misto.

In tutti questi casi, le aree civili e quelle militari sono fisicamente separate e gestite da enti diversi. Le piste possono essere condivise, ma le infrastrutture sensibili sono schermate alla vista dei passeggeri già dalla progettazione dello scalo. 

Perché in aereo non si possono chiudere i finestrini?

Se a Busan l'equipaggio chiede di chiudere le tendine, nel resto del mondo succede il contrario. Prima di decollo e atterraggio, su quasi tutti i voli europei (e nella maggior parte del mondo), gli assistenti passano tra le file chiedendo di alzare le tendine oscuranti. Le ragioni sono le seguenti:

  • In primo luogo, la visibilità esterna diventa un sistema di sicurezza. Passeggeri ed equipaggio possono accorgersi di anomalie e segnalarle tempestivamente. 
  • C'è poi la questione dell'adattamento degli occhi alla luce. Se durante il volo la cabina è in penombra e all'esterno c'è pieno giorno (o viceversa), tenere le tendine alzate nelle fasi finali permette agli occhi di abituarsi gradualmente alle condizioni luminose reali. In caso di evacuazione d'emergenza, i passeggeri non si troverebbero accecati dalla luce o disorientati dal buio improvviso.
  • Anche i soccorsi esterni traggono vantaggio dai finestrini aperti. Le squadre di emergenza aeroportuale possono valutare rapidamente la situazione all'interno della cabina dall'esterno. 
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