Nel panorama economico italiano del terzo trimestre 2026, segnato dal conflitto in Medio Oriente, dal rialzo delle materie prime energetiche e da un generalizzato senso di incertezza tra le imprese, il settore delle costruzioni mostra una relativa tenuta rispetto agli altri comparti produttivi. È quanto emerge dall’Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta dalla Banca d’Italia tra il 25 agosto e il 18 settembre 2026 su un campione di 2.494 imprese con almeno 50 addetti, di cui 242 operanti nel settore delle costruzioni.
Domanda positiva e in miglioramento
Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione della domanda nel terzo trimestre si attesta a 13 punti percentuali per le costruzioni — un risultato nettamente superiore a quello dell’industria in senso stretto, che scende a -5, e in linea con i servizi a +7. Sul fronte delle previsioni per il quarto trimestre, le costruzioni migliorano ulteriormente: il saldo sale a 28 punti percentuali da 21 del trimestre precedente, il dato più alto tra i tre comparti monitorati. Un segnale di aspettative positive che si accompagna a un miglioramento del saldo sulle condizioni operative previste a tre mesi, che sale a -11 punti da -19 del trimestre precedente — una dinamica più favorevole rispetto a industria e servizi, entrambi fermi intorno a -15.
I prezzi di vendita nelle costruzioni restano i più elevati ma iniziano a scendere
Sul fronte dei prezzi, il settore delle costruzioni continua a distinguersi nettamente dagli altri comparti, ma con segnali di decelerazione. Nei dodici mesi precedenti al terzo trimestre 2026, i prezzi di vendita praticati dalle imprese di costruzione sono cresciuti del 3,9%, contro il 2,6% dell’industria in senso stretto e l’1,9% dei servizi. Guardando ai prossimi dodici mesi, le imprese del settore prevedono una dinamica ancora sostenuta ma in attenuazione: +4,5% atteso, in calo rispetto al 5,1% indicato nel trimestre precedente. Rimane comunque il divario più ampio tra i tre settori — quasi il doppio rispetto alle previsioni di industria e servizi, entrambe intorno al 2,1-2,4%. L’evoluzione attesa è influenzata soprattutto dall’andamento delle materie prime, i cui rincari legati al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz hanno colpito trasversalmente tutti i comparti produttivi.
Piani di investimento espansivi, ma condizioni ancora difficili
I programmi di investimento per il 2026 risultano espansivi in tutti i comparti, con le costruzioni che esprimono un saldo positivo intorno ai 16 punti percentuali — superiore all’industria in senso stretto (circa 4 punti) ma inferiore ai servizi (circa 20 punti). Nel confronto tra secondo e primo semestre 2026, il saldo sulle previsioni di spesa per investimenti si attesta a 19,5 punti per le costruzioni, in linea con la dinamica espansiva del settore.
Tuttavia le condizioni per investire restano valutate negativamente: il saldo tra giudizi positivi e negativi per le costruzioni è a -20,3 punti nel terzo trimestre, in miglioramento rispetto al -30,5 del secondo, ma ancora profondamente in territorio negativo. Il dato è leggermente più favorevole rispetto all’industria (-25,0) e ai servizi (-23,2), ma conferma che nessun settore percepisce ancora un contesto favorevole all’investimento. Le condizioni di accesso al credito si mantengono stabili — quasi il 90% delle aziende non rileva cambiamenti — e la posizione di liquidità è valutata nel complesso adeguata.
Occupazione: aspettative positive ma in leggero calo
Sul fronte dell’occupazione le costruzioni mostrano prospettive ancora positive per il quarto trimestre, con un saldo tra previsioni di aumento e diminuzione tra i più elevati del campione. Tuttavia, come negli altri settori, il dato è in modesta diminuzione rispetto ai trimestri precedenti: il saldo complessivo per tutte le imprese scende a 6 punti percentuali dal 7 dello stesso trimestre del 2025 e dall’8 del 2024. Un rallentamento graduale che non segnala una inversione di tendenza, ma una normalizzazione delle aspettative di crescita occupazionale dopo un biennio particolarmente dinamico.








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