Perché il 1° novembre si va al cimitero e non il 2?

Dalla festa di Ognissanti a Odilone di Cluny, origini, tradizioni e consigli pratici per la visita.
perché si va al cimitero il 1 novembre
Cimitero Pere Lachaise, Parigi Pexels

Ogni anno, tra la fine di ottobre e i primi di novembre, i viali dei cimiteri italiani si riempiono di fiori, di vasi di crisantemi e di piccole luci accese. Eppure la ricorrenza dedicata ai defunti cade il 2 novembre, mentre la fila davanti ai cancelli si forma quasi sempre il giorno prima. Quindi, perché si va al cimitero il 1 novembre? Il 1° novembre è Ognissanti, una festa religiosa che in Italia è anche giorno di riposo per legge. Capire come due date vicine si siano fuse in un unico gesto popolare aiuta a leggere meglio una delle usanze più sentite del Paese.

Quando si va al cimitero 1 o 2 novembre?

Il motivo più concreto per il quale si visitano i cimiteri aperti il 1 novembre è molto pratico: il 1° novembre è festivo, il 2 no. Chi lavora o studia ha quindi a disposizione l'intera giornata per raggiungere il cimitero, spesso anche fuori città, e ritrovarsi con parenti che vivono lontano. La visita ai defunti, però, appartiene per tradizione alla Commemorazione dei defunti del 2 novembre, anche detta "Festa dei Morti", che la Chiesa celebra il giorno dopo Ognissanti. 

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Le due ricorrenze sono state pensate come un unico percorso, dalla gloria dei santi al ricordo di chi non c'è più. Nel sentire comune, di conseguenza, i due giorni si sono sovrapposti e il 1° novembre è diventato la data della visita.

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La festività del 1° e 2 novembre in Italia

Il 1° novembre è una festività nazionale riconosciuta dall'articolo 2 della legge 27 maggio 1949, n. 260, che elenca i giorni festivi della Repubblica. Insieme a molte altre feste, Ognissanti fa parte di un gruppo di date in cui scuole e uffici restano chiusi. 

La Commemorazione dei defunti, invece, è una ricorrenza religiosa e popolare molto sentita, ma non è una festività civile. Il 2 novembre si lavora e si studia come in un giorno qualsiasi, salvo eventuali ponti decisi da singole aziende o istituti. Chi vuole recarsi al cimitero in quella data deve quindi ritagliarsi uno spazio fuori dall'orario di lavoro.

Le origini di Ognissanti: da Roma al 1° novembre

La festa di Tutti i Santi ha radici nei primi secoli del cristianesimo, quando diverse comunità ricordavano i martiri in giorni dedicati. Un passaggio chiave è legato a Roma: papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon in un luogo di culto cristiano, dedicandolo alla Vergine e a tutti i martiri. 

Il trasferimento della festa al 1° novembre viene attribuito a papa Gregorio IV, che intorno all'835 chiese al re dei Franchi Ludovico il Pio di renderla una festa di precetto in tutto il suo regno. Sul perché della scelta autunnale circola l'ipotesi di un collegamento con feste pagane del periodo, come il Samhain celtico, ma si tratta di una teoria diffusa e non di un dato certo. 

Più tardi la festa divenne obbligatoria per tutta la cristianità. Da allora il 1° novembre è rimasto nel calendario come giorno dedicato a tutti i santi, noti e sconosciuti.

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Il 2 novembre e l'idea di Odilone di Cluny

La data del 2 novembre come giorno dei defunti nasce nel mondo monastico benedettino. Nel 998 Odilone, quinto abate di Cluny, in Borgogna, stabilì che nei monasteri della sua congregazione si celebrasse una commemorazione per i defunti di ogni tempo e di ogni luogo. 

La scelta di collocarla il giorno dopo Ognissanti era simbolica: alla festa dei beati faceva seguito il ricordo di chi ancora attendeva la purificazione. Il progetto di Odilone ebbe un successo enorme e superò presto i confini di Cluny.

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