Paesi Ue a rischio povertà, il divario tra regioni

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Nel 2025, 92,7 milioni di persone nell’UE erano a rischio di povertà o esclusione sociale, il 20,9% della popolazione. Secondo Eurostat, su 243 regioni di livello NUTS 2 con dati disponibili, 24 hanno una quota di popolazione a rischio pari ad almeno il 31,5%. Sono soprattutto regioni del Sud, dell’Est e delle zone ultraperiferiche dell’Unione: 5 in Spagna, 4 ciascuna in Bulgaria, Grecia e Italia, 3 regioni d’oltremare francesi e 2 in Romania. Ci sono anche due aree urbane dell’Europa occidentale: Bruxelles-Capitale e Brema.

Eurostat
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In 5 regioni la quota supera il doppio della media UE. Il valore più alto è nella Guyane francese (54,8%). Seguono Calabria (45,3%) e Sicilia (44,0%), poi Ciudad de Melilla in Spagna (43,7%) e La Réunion in Francia (42,3%).

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All’estremo opposto, 24 regioni hanno meno del 13% di persone a rischio. Tra queste ci sono 5 regioni capitali dell’Est (Bratislava, Varsavia, Praga, Budapest, Zagabria), 6 regioni del Nord Italia, 4 altre regioni ceche, 4 nel Belgio settentrionale, 2 in più in Ungheria e in Polonia e 1 in Austria.

Nel 2025 la quota di popolazione a rischio in Italia scende al 22,6%, dal 23,1% del 2024, pari a circa 13,2 milioni di persone. Resta quindi sopra la media UE (20,9%), ma in calo. Il miglioramento viene soprattutto dal lavoro: la quota di persone in famiglie a bassa intensità lavorativa è scesa all’8,2% dal 9,2%. Non tutto va nella stessa direzione, perché la grave deprivazione materiale e sociale è salita al 5,2% dal 4,6% e il rischio di povertà reddituale resta stabile al 18,6%. 

Secondo l’Istat, il Nord-est ha l’incidenza più bassa (11,3%), mentre nel Mezzogiorno il valore resta al 38,4%. È la stessa frattura che emerge da Eurostat, con Calabria e Sicilia tra le regioni più a rischio d’Europa e sei regioni settentrionali tra le meno a rischio.

Il rischio supera il 30% tra i monogenitori (31,6%) e le coppie con tre o più figli (30,6%). Avere figli a carico pesa: in Italia il tasso è del 25,5% per chi vive in famiglie con figli a carico, contro il 20,2% per chi non ne ha. Anche la povertà minorile resta alta: nel 2024 era al 27,1%. C’è un miglioramento rispetto al passato: il rischio era al 28,4% nel 2015, contro il 22,8% del 2023. 

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