Sembra un set da fiaba: un prato che si apre all'improvviso, il profilo scuro del Monviso sullo sfondo e, davanti, torrette e finestre che richiamano il neogotico. È il Castello di Miradolo con il suo Parco, a San Secondo di Pinerolo, una residenza ottocentesca trasformata in centro culturale dalla Fondazione Cosso. Qui si intrecciano arte contemporanea, storia nobiliare e botanica d'autore. E nel parco, oltre a camelie e alberi monumentali, cresce un inaspettato bosco di bambù giganti.
- Dove si trova il Castello di Miradolo
- Gli interni: sale storiche e mostre site-specific
- Il parco: 6 ettari, 1.700 alberi e un bosco di bambù
- La Citroniera dell'Ottocento, oggi spazio per eventi
- Una storia nobiliare che incrocia la nascita della Fiat
- Quando andare: fioriture, ortensie e foliage
- Biglietti e gratuità
- Come arrivare a San Secondo di Pinerolo
- Vivere a San Secondo di Pinerolo
Dove si trova il Castello di Miradolo
Miradolo si trova a pochi chilometri da Pinerolo, nel Torinese, ai piedi delle Alpi piemontesi. Il complesso è composto da ambienti storici, spazi espositivi e un parco disegnato tra Settecento e Ottocento. L'edificio si presenta in mattoni rossi, aperture ad arco e torrette che spiegano perché, pur essendo una residenza aristocratica legata a terre agricole, si continui a chiamarlo "castello".
L'ingresso al parco segna l'inizio di una visita che alterna sale storiche e una natura progettata, con prospettive sempre diverse. Un luogo ideale per una gita culturale breve e scenografica.
Gli interni: sale storiche e mostre site-specific
Gli interni raccontano funzioni e stili diversi: sale nobili, ambienti di servizio, l'antica cappella e l'atelier di pittura della contessa Sofia di Bricherasio. L'aspetto attuale è una compagine di trasformazioni iniziate negli anni Venti dell'Ottocento con Maria Elisabetta Ferrero della Marmora e culminate nel 1866, in occasione del matrimonio tra Teresa Massel e Luigi Cacherano di Bricherasio.
Le mostre contemporanee non si limitano a "stare dentro" al castello: vengono curate per dialogare con affreschi, decori, finestre e memoria dei luoghi. Nell'autunno 2026 le sale del primo piano ospitano "Grazia Toderi. Teatro Terra" (10 ottobre - 8 dicembre 2026), con oltre sessanta opere tra video, fotografie, disegni, installazioni luminose, argille e terrecotte, distribuite in tredici ambienti.
Il parco: 6 ettari, 1.700 alberi e un bosco di bambù
All'esterno il Parco storico supera i sei ettari e conserva l'impianto paesaggistico sviluppato tra Settecento e Ottocento: un grande prato centrale con attorno boschetti, quinte vegetali e panorami studiati per diversificarsi durante la passeggiata. Oggi si contano oltre 1.700 alberi e cinque esemplari monumentali, con specie introdotte nell'Ottocento come ginkgo biloba, liriodendri, sequoie e numerose essenze esotiche.
La sorpresa maggiore è un fitto bosco di bambù giganti, possibile grazie al microclima della zona. A questo si aggiungono camelie storiche, cipressi calvi, ortensie e aree che cambiano carattere con le stagioni.
La Citroniera dell'Ottocento, oggi spazio per eventi
Lungo la facciata sud-occidentale si trova la Citroniera, voluta nel 1831 da Maria Elisabetta Ferrero della Marmora per proteggere in inverno gli agrumi della proprietà. I documenti d'archivio attestano che intorno al 1870 ospitava circa 1.300 piante da fiore in vaso e 48 casse per il trasporto dei limoni, una vera macchina stagionale del verde.
Dopo usi diversi, tra cui la mensa, e un lungo periodo di degrado, la Citroniera è stata recuperata dalla Fondazione Cosso nel 2010. Oggi è un luogo di concerti, incontri, installazioni ed esposizioni, che estende la visita oltre le sole sale storiche.
Una storia nobiliare che incrocia la nascita della Fiat
La tenuta è documentata prima dell'Ottocento, ma la spinta decisiva arriva con Maria Elisabetta, detta Babet: nata nel 1790, sposa nel 1811 il marchese Maurizio Massel di Caresana. Rimasta vedova nel 1816 con tre figli, assume la gestione delle proprietà familiari e avvia importanti interventi su Miradolo, trasformando residenza e parco secondo il gusto del tempo.
Nel 1866 la nipote Teresa Massel sposa Luigi Cacherano di Bricherasio: il palazzo viene riplasmato in chiave neogotica e assume l'aspetto attuale. Dall'unione nascono Emanuele e Sofia. Emanuele Cacherano di Bricherasio è tra i soci fondatori della Fiat e figura tra i principali azionisti, prima di morire prematuramente nel 1904. Sofia coltiva invece un forte rapporto con l'arte, allieva del pittore Lorenzo Delleani, e trasforma Miradolo in un luogo frequentato da artisti e intellettuali.
Tra gli ospiti abituali si ricorda Federico Caprilli, ufficiale di cavalleria e innovatore dell'equitazione moderna legato alla Scuola Militare di Cavalleria di Pinerolo. Dopo la morte di Sofia, nel 1950, il complesso diventa casa per esercizi spirituali e parte del patrimonio arboreo si compromette. Il recupero successivo restituisce autenticità all'impianto storico e all'identità del luogo.
Quando andare: fioriture, ortensie e foliage
La primavera è tra i momenti migliori per il parco, con camelie e nuove fioriture. Tra fine primavera ed estate spiccano le ortensie, a cui la Fondazione dedica anche visite specifiche: nel luglio 2026, per esempio, è stata organizzata una guida all'"Ortensieto del Parco Storico di Miradolo".
In autunno cambia il motivo della visita: il grande prato resta verde, mentre le chiome virano verso gialli, aranci e ramati. Il calendario include appuntamenti dedicati al foliage, un classico per fotografi e famiglie.
Biglietti e gratuità
Il biglietto ordinario comprende Castello, parco storico e mostre quando allestite, con audioguide e supporti per la visita inclusi. Le tariffe per il 2026 sono le seguenti.
- Intero: 15 euro.
- Ridotto 12 euro: over 65, gruppi e convenzioni.
- Ridotto 10 euro: 12-26 anni e studenti universitari.
- Ridotto 5 euro: studenti delle scuole secondarie di secondo grado e possessori tessera PineCult.
- Gratuito: bambini fino a 11 anni, abbonati Abbonamento Musei, titolari Torino+Piemonte Card, persone con Disability Card con accompagnatore e altre categorie previste.
Come arrivare a San Secondo di Pinerolo
Il Castello di Miradolo si trova in via Cardonata 2, a San Secondo di Pinerolo (TO).
Da Torino la soluzione più lineare è l'auto, seguendo la direttrice per Pinerolo e poi le indicazioni per San Secondo.
Vivere a San Secondo di Pinerolo
San Secondo di Pinerolo è un piccolo borgo del Piemonte occidentale, immerso nella pianura pinerolese, a pochi chilometri da Pinerolo e con le Alpi che fanno da sfondo all’orizzonte. Il paese è molto tranquillo ma, al tempo stesso, la vicinanza a Pinerolo garantisce servizi, scuole e collegamenti verso Torino. Se cerchi casa in un ambiente accogliente e familiare, guarda tra gli annunci di idealista:








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