Si può ascoltare il bramito dei cervi, leggere le montagne come un libro aperto e osservare impronte di dinosauri risalenti a oltre 210 milioni di anni fa. Tutto nello stesso territorio, l'Alta Valtellina, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. In questa stagione, i larici accendono la valle di giallo e rame, mentre Bormio e Santa Caterina Valfurva offrono un'agenda che alterna escursioni, geologia e cultura. Il risultato è un autunno breve ma intensissimo, in cui ogni giornata regala un motivo diverso per uscire.
Foliage e bramito: lo spettacolo d'autunno nello Stelvio
I versanti del Parco Nazionale dello Stelvio, in Alta Valtellina, vivono il picco del foliage con i larici che virano sulle tonalità calde tipiche di fine stagione. In Val Zebrù, una delle valli più caratteristiche dell'area protetta, la tavolozza autunnale accompagna il cammino tra boschi e baite tradizionali.
Qui l'elemento che sorprende è il bramito del cervo, il richiamo dei maschi in amore, si può udire fino alla fine di ottobre.
Val Zebrù, il sentiero geologico in 7 tappe
Per chi vuole comprendere il paesaggio con uno sguardo scientifico, in Val Zebrù è stato inaugurato nel 2025 il Sentiero geologico dedicato alla storia delle Alpi. Il tracciato si sviluppa in sette tappe tematiche e illustra la formazione delle montagne, i movimenti delle placche tettoniche e gli effetti delle glaciazioni. La narrazione sul campo permette di collegare ciò che si vede con i processi che lo hanno generato, rendendo l'escursione un vero laboratorio all'aria aperta.
Quando le condizioni lo consentono, l'itinerario può proseguire verso il Rifugio Quinto Alpini e il Passo Zebrù, portando l'esperienza in un ambiente d'alta quota. Anche senza salire oltre, il percorso offre punti di osservazione utili per comprendere come acqua, ghiaccio e tempo plasmino il paesaggio.
Dinosauri sopra i Laghi di Cancano: tante impronte, sguardi da lontano
Cambiando valle, in Valle di Fraele lungo la strada che costeggia i Laghi di Cancano, le rocce raccontano un'altra storia: quella dei dinosauri. Sulle pareti dolomitiche delle Cime di Plator e della Cima Doscopa sono state individuate decine di migliaia di impronte, datate a oltre 210 milioni di anni fa.
Le superfici con le tracce non sono accessibili direttamente, una scelta che tutela un patrimonio estremamente delicato: l'osservazione avviene da alcuni punti panoramici dedicati, dove un cannocchiale permette di cogliere i dettagli principali.
Meteo incerto? Terme e Museo per non fermarsi
Quando entra una perturbazione, la giornata non è persa. A Bormio, le acque calde delle Terme Bagni Nuovi offrono una parentesi di benessere subito dopo un'uscita sul territorio.
Poi c'è il Museo Mineralogico e Naturalistico di Bormio: la collezione conta oltre 14.000 cristalli e minerali, una massa critica che consente di collegare la visita alle evidenze incontrate sui sentieri.
Neve in anticipo: a Santa Caterina si scia dal 31 ottobre
L'inverno bussa già alla porta. A Santa Caterina Valfurva, il 31 ottobre è prevista la riapertura della pista Valtellina per lo sci di fondo. Si tratta di un anello di 1,8 chilometri preparato grazie alla tecnica di conservazione dello snowfarming, che permette di mantenere e riutilizzare la neve.
Questo appuntamento segna il passaggio di stagione con anticipo, offrendo agli appassionati una prima uscita sugli sci mentre in valle i larici hanno ancora colori pieni.








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