C'è differenza nel consumo di energia in estate e in inverno?

Si consuma di più in estate o in inverno? Ecco come cambiano luce e gas, perché la bolletta non si azzera e come risparmiare.
giovane coppia legge la bolletta
Magnific

Quando si parla di gestione dei costi casalinghi e in particolare delle bollette luce e gas, una delle domande che ci si può porre spesso è quale sia la stagione più dispendiosa; l’interrogativo porta a riflettere su come tenere sotto controllo le spese ed evitare così salassi non richiesti. Chiedersi se ci sia differenza nel consumo di energia in estate e in inverno è quindi un punto di partenza utile per gestire nel modo migliore entrate e uscite.

Si consuma di più in estate o in inverno? La differenza tra luce e gas

Non esiste una risposta univoca alla domanda relativa ai consumi stagionali, poiché molto dipende dal tipo di energia utilizzata e dalle abitudini domestiche. In generale, però:

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  • in estate aumenta il ricorso all’elettricità, soprattutto per il funzionamento dei climatizzatori;
  • mentre in inverno è il gas a incidere maggiormente sui consumi.
donna che legge la bolletta
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In estate: l'impatto dei condizionatori sulla bolletta dell’energia

In estate i consumi di elettricità possono aumentare sensibilmente, soprattutto in seguito all’utilizzo dei climatizzatori; complice l’innalzamento costante delle temperature e i forti picchi di calore registrati negli scorsi mesi, il ricorso agli apparecchi che rinfrescano la casa è cresciuto e, anche se restano attivi per poche ore al giorno, il loro impatto sui consumi di energia in estate può essere significativo.

A preoccupare, inoltre, è anche l’uso simultaneo dei condizionatori, fattore che può contribuire a far salire i prezzi dell’elettricità all’ingrosso; si tratta anche di una delle ragioni per cui d'estate ci sono più blackout rispetto al resto dell'anno.

Consumi invernali: il falso mito dell’inverno e la realtà del gas

La convinzione che l’inverno sia la stagione in cui si consuma più energia nasce dall’idea che le necessità domestiche aumentino in maniera inevitabile in questa parte dell’anno: in realtà, non è automaticamente il periodo in cui i consumi sono più elevati, poiché questi cambiano in base al tipo di energia utilizzata.

Nei mesi freddi è il consumo di gas che tende ad aumentare, soprattutto per riscaldare gli ambienti e produrre acqua calda: secondo l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), una famiglia con riscaldamento autonomo consuma all’incirca 1.400 m3 di gas all'anno, equivalenti a quasi 15.000 kWh, mentre il consumo annuo di elettricità del cliente tipo è pari a 2.700 kWh.

Il condizionatore consuma di più a caldo o a freddo?

Per capire se un condizionatore a pompa di calore consumi più energia in modalità riscaldamento o raffrescamento, bisogna considerare la differenza tra la temperatura interna desiderata e quella esterna: più la distanza è grande, più la macchina deve lavorare per spostare il calore da un ambiente all’altro. 

In inverno, quando la temperatura esterna è molto bassa, la macchina può dover lavorare più intensamente e perdere efficienza; a parità di ore di funzionamento, quindi, la modalità riscaldamento può comportare consumi maggiori, anche se il consumo di una pompa di calore resta generalmente inferiore di quello di una stufa elettrica tradizionale.

uomo con telecomando del condizionatore
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Perché i consumi cambiano con le stagioni?

I consumi energetici cambiano con le stagioni perché variano le esigenze della casa e il lavoro richiesto agli impianti per mantenere una temperatura confortevole; a incidere sulle bollette, però, ci sono anche fattori legati alle caratteristiche dell’abitazione e al clima:

  • un isolamento non corretto: se la casa è poco o male isolata, il calore si disperde più facilmente in inverno, mentre in estate il caldo esterno penetra con maggiore facilità;
  • l’umidità dell’ambiente esterno: nei mesi caldi il condizionatore consuma energia anche per rimuovere parte del vapore acqueo presente nell’aria, oltre che per raffreddarla. In inverno, invece, l’aria più secca può accentuare la sensazione di freddo, spingendo ad alzare la temperatura del termostato e aumentando così i consumi;
  • la differenza di temperatura: più è ampio lo scarto tra la temperatura esterna e quella desiderata in casa, maggiore può essere il lavoro richiesto agli impianti, con conseguenze tangibili sui consumi.

Confrontare le bollette di mesi diversi: perché è un errore comune

Comparare bollette di stagioni diverse o mesi diversi rischia di confondere l’utente perché si hanno risposte parziali: possono infatti cambiare la durata della fatturazione, il tipo di lettura dei consumi e i prezzi dell’energia.

L’atteggiamento più corretto per monitorare i consumi domestici, quindi, è quello di paragonare i kWh di elettricità e i metri cubi di gas utilizzati al giorno, confrontandoli con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente, prendendo in esame lo stesso mese di anni diversi o stagioni simili.

donna che fa calcoli
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Mezze stagioni e costi fissi: perché la bolletta non si azzera mai

Può apparire paradossale ma in primavera e in autunno, quando riscaldamento e condizionatore vengono utilizzati meno, i consumi energetici diminuiscono senza che la bolletta si riduca: il motivo è che una parte della spesa non dipende dall’energia consumata, ma da costi fissi legati alla fornitura, alla potenza impegnata e alla gestione della rete e del contatore.

coppia alle prese con le spese domestiche
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Come ridurre i consumi e risparmiare in bolletta

Risparmiare soldi in bolletta e ridurre i consumi di energia è del tutto possibile, purché si seguano delle indicazioni specifiche per ogni stagione: per ridurre i consumi in estate è buona norma impostare il climatizzatore tra i 26 e i 27 °C, cercando di isolare la casa dal calore esterno abbassando le tapparelle; è utile anche pulire con regolarità i filtri, così da mantenere efficiente l’apparecchio. 

In inverno, cronotermostato e valvole termostatiche aiutano a regolare il riscaldamento in base alle necessità, senza sprechi; per limitare le dispersioni di calore può aiutare anche lasciare liberi i radiatori e arieggiare le stanze di casa per pochi minuti.

In autunno e in primavera, quando si utilizza meno energia, è utile verificare che il contratto sia adatto alle proprie esigenze e comunicare i dati reali del contatore, così da individuare eventuali costi non necessari e limitare gli errori di fatturazione.

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