Il luogo più freddo del mondo è la stazione di ricerca di Vostok, in Antartide, dove nel 1983 è stata misurata la temperatura più bassa mai registrata sulla Terra: -89,2 °C. Tra i centri abitati tutto l'anno il primato spetta alla Siberia orientale, con Yakutsk, Oymyakon e Verchojansk. Il freddo estremo non è però soltanto una questione di latitudine: nella classifica dei luoghi più freddi del mondo contano l'altitudine, la distanza dal mare e le conche che intrappolano l'aria gelida. Per questo temperature da record compaiono anche in Groenlandia, in Mongolia e in alcune valli europee.
I record delle basi scientifiche
I valori più bassi arrivano da stazioni costruite sulle grandi calotte di ghiaccio, a oltre tremila metri di altezza e senza residenti stabili. Qui l'aria è sottile e secca, il suolo è coperto di ghiaccio e nelle notti polari il calore si disperde senza ostacoli.
I primati ufficiali si dividono tra l'Antartide, per il record mondiale, e la Groenlandia, per quello dell'emisfero nord. Si tratta di luoghi frequentati soltanto da ricercatori e tecnici. Le misure, riconosciute dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), sono il riferimento per ogni classifica seria.
Stazione Vostok, Antartide: -89,2 °C
La base russa di Vostok sorge nel cuore dell'Antartide orientale, a circa 3.488 metri sul livello del mare. Il 21 luglio 1983, in pieno inverno australe, il termometro ha toccato -89,2 °C, valore mai più battuto da una misura ufficiale a terra.
Sotto la stazione si trova uno dei più grandi laghi subglaciali conosciuti, studiato dai glaciologi per ricostruire il clima del passato. Anche d'estate le temperature restano molto al di sotto dello zero.
Klinck, Groenlandia: -69,6 °C
Nell'emisfero nord il record appartiene alla stazione meteorologica automatica di Klinck, sulla sommità della calotta glaciale della Groenlandia, a circa 3.105 metri. Il valore di -69,6 °C è stato rilevato il 22 dicembre 1991. Per quasi trent'anni il dato è rimasto in sospeso e solo nel 2020 la WMO lo ha riconosciuto ufficialmente come minimo dell'emisfero settentrionale.
La Groenlandia, isola artica appartenente alla Danimarca, è coperta per la gran parte da ghiaccio permanente. Le stazioni automatiche come Klinck permettono di raccogliere dati continui senza presenza umana.
Le città e i villaggi più freddi del mondo abitati tutto l'anno
Oltre ai laboratori polari esistono luoghi dove la vita quotidiana prosegue anche a temperature che in Italia sembrano impensabili. Le località abitate più fredde si concentrano in Siberia, in Asia centrale e nel Nord Europa, spesso in aree raggiungibili con difficoltà.
Le comunità locali hanno sviluppato soluzioni architettoniche e abitudini precise: palazzi rialzati, riscaldamento centralizzato, abbigliamento a più strati. Le scuole, i negozi e i trasporti restano aperti, salvo soglie di temperatura molto basse. Ecco i casi più celebri.
Yakutsk, Russia: la città più fredda del mondo
Yakutsk, capoluogo della Repubblica di Sacha nella Siberia orientale, è considerata la città più fredda del pianeta, con un minimo storico di circa -64,4 °C. Sorge sulle rive del fiume Lena e conta circa 373.000 abitanti, richiamati in gran parte dall'industria mineraria, in particolare dai diamanti.
A gennaio le temperature scendono spesso sotto i -50 °C: il terreno resta gelato in profondità tutto l'anno, il cosiddetto permafrost, per cui molti edifici poggiano su pilastri che impediscono al calore delle abitazioni di sciogliere il suolo. Le scuole chiudono solo quando il freddo supera i -45 °C circa.
Oymyakon e Verchojansk: i poli del freddo
Nella stessa regione, a circa 900 chilometri da Yakutsk, si trova Oymyakon, considerato il villaggio abitato più freddo del pianeta, con un minimo ufficiale di -67,8 °C. Vi risiedono circa 500 persone, in case di legno riscaldate da una centrale a carbone.
Verchojansk, più a nord, condivide lo stesso valore di -67,8 °C, registrato già nel 1892. Il clima della zona è estremamente continentale, tanto che d'estate Verchojansk può arrivare a circa +38 °C, un record di caldo per l'Artico. Le due località si contendono da decenni il titolo di polo del freddo dell'emisfero nord.
Ulaanbaatar e Astana: le capitali più fredde
Ulaanbaatar - o Ulan Bator - capitale della Mongolia, è considerata la capitale più fredda del mondo. Si trova a circa 1.350 metri di quota, in una valle circondata da montagne che trattengono l'aria gelida, con una temperatura media annua attorno a -1,3 °C.
Astana, capitale del Kazakistan, sorge invece in una vasta pianura esposta ai venti siberiani, con un record nazionale di -51,6 °C. Neve e ghiaccio coprono le sue strade per circa sei mesi l'anno. Le due città dimostrano che l'inverno estremo riguarda anche grandi centri urbani moderni.
Paesi più freddi d'Europa: record e temperature minime
In Europa il freddo più intenso si registra a nord e a est, dove l'influsso mitigatore dell'Atlantico si affievolisce. Il minimo europeo è stato misurato in Russia, a Ust-Shchugor, nella Repubblica di Komi, dove il 31 dicembre 1978 sono stati toccati -58,1 °C.
Subito dopo si collocano i paesi scandinavi, con minimi nazionali tra -51 e -53 °C. Nelle capitali la situazione è meno estrema, ma gli inverni restano lunghi e rigidi.
Russia europea e Bielorussia
Il record continentale di -58,1 °C a Ust-Shchugor resta il riferimento per l'intero continente. Più a ovest, Minsk, capitale della Bielorussia, ha toccato un minimo storico di circa -40 °C.
Nella pianura dell'Europa orientale gli inverni sono lunghi e le masse d'aria artica arrivano senza barriere montuose. Le nevicate abbondanti rendono la neve una presenza stabile per mesi e, anche per questo, l'Europa orientale è la parte del continente con le oscillazioni termiche più marcate.
Svezia, Finlandia e Norvegia
La Svezia detiene il record scandinavo con -52,6 °C a Vuoggatjålme, registrato il 2 febbraio 1966. La Finlandia segue con -51,5 °C a Kittilä nel 1999, mentre la Norvegia ha toccato -51,4 °C a Karasjok nel 1886, un primato ancora imbattuto.
Helsinki, affacciata sul Golfo di Finlandia, ha raggiunto -34,3 °C nel 1987, con medie invernali attorno ai -5 °C. Nella Lapponia scandinava il freddo si accompagna alla notte polare e a lunghe stagioni innevate. Le tre nazioni si preparano al gelo con infrastrutture molto efficienti, dai trasporti pubblici agli edifici ben isolati.
Posti freddi nel mondo da conoscere: Canada, Alaska e Italia
Anche il Nord America ospita località con inverni estremi, più accessibili di quelle siberiane. Tra Canada e Alaska le temperature minime raggiungono valori attorno ai -37 °C, con stagioni fredde molto lunghe.
In Italia i gradi sotto zero non arrivano ai livelli artici, ma alcune conche montane registrano minimi sorprendenti.
Canada e Alaska
Ottawa, capitale canadese, ha medie invernali intorno ai -10 °C, con picchi che possono arrivare a circa -20 °C. Più a nord, Yellowknife, capoluogo dei Territori del Nord-Ovest, e Iqaluit, sull'isola di Baffin, affrontano inverni lunghi e poveri di luce.
In Alaska, Utqiagvik, un tempo chiamata Barrow, trascorre circa due mesi l'anno senza vedere il sole. Queste comunità sono spesso raggiungibili solo in aereo. Il turismo invernale vi è legato ad aurore boreali e attività sulla neve.
Le località più fredde d'Italia
Tra i capoluoghi, Aosta e Bolzano sono quelli con la temperatura media annua provinciale più bassa, rispettivamente circa 3,6 °C e 4,6 °C. Valori molto più rigidi si registrano però in alcune conche di montagna. Nelle Dolomiti, Busa Fradusta, sulle Pale di San Martino, in Trentino, detiene il record nazionale con -49,6 °C, misurato nel febbraio 2013, in una zona disabitata.
In Abruzzo, ai Piani di Pezza, nell'altopiano delle Rocche vicino a Rocca di Mezzo, sono stati rilevati -37,4 °C nel febbraio 2012. In Alta Val Pusteria, a Dobbiaco e San Candido, i minimi arrivano a circa -23 °C.








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