Per scegliere Roma ci ha messo poco, anzi pochissimo. È bastata una telefonata di Gian Piero Gasperini, suo mentore calcistico, per convincerlo che sarebbe stata la scelta giusta. Nonostante fosse ormai una bandiera dell’Atalanta, nonostante l’aspra rivalità sul campo e qualche sfottò maldigerito dalla tifoseria romanista nelle stagioni passate. Per il primo episodio della quarta stagione della rubrica A casa dei campioni, Marten De Roon si è raccontato a idealista/news tra rettangolo di gioco e vita fuori dal campo.
La Roma è la squadra a cui hai segnato più gol in carriera. Hai detto che la trattativa con la Roma è stata un blitz, c’è stato un istante in cui hai pensato al peso che avrebbe potuto avere il rapporto con i tuoi nuovi tifosi?
“Sì. Quando mi ha chiamato il mister già sapevo che sarebbe stato un passaggio difficile, un po’ per la storia di Roma e Atalanta, un po’ per la storia sui social con la Roma; ma a un certo punto avevamo deciso, non ho avuto dubbi. È poi il campo a parlare".
"Non ho avuto dubbi, volevo dimostrare in campo la mia volontà di essere qui. Lo dimostra anche Gasperini, contano i fatti, c’è tempo”.
Hai la fama di essere il capitano che tutti gli allenatori vorrebbero, ma anche un trascinatore simpatico e molto fuori dagli schemi del cliché del calciatore moderno. Puoi raccontarci in che modo vivi il calcio, dentro e fuori dal campo?
“In due modi diversi. In campo voglio vincere a tutti i costi. La mia qualità principale, quello che mi piace fare, è vedere il gioco, tatticamente sono preparato, è la mia forza: vedo dove possiamo attaccare bene, dove difendere meglio, dal centrocampo mi piace gestire la squadra, chiamare le marcature. Fuori dal campo mi piace scherzare, parlare, osservare soprattutto".
"Mi piace provare a dare una mano ai miei compagni; sono un professionista, anche fuori dal campo cerco di essere d’aiuto, alla mia età e con la mia esperienza”.
Nello spogliatoio della Roma c’è un giocatore simpatico come o più di te?
“Sono in tanti a essere simpatici. Sto ancora cercando il mio ruolo, quindi non scherzo tantissimo, ma l’ambiente è sano, mi sembra uno spogliatoio “facile”. Anni fa pensavo fosse uno spogliatoio molto difficile, anche giocandoci contro; adesso sono entrato e ho visto che è sano, caldo, accogliente. Conoscevo già qualcuno, ovviamente Malen, Rensch, Mancini, Gollini, Cristante. Questo aiuta ovviamente, ha reso le cose più semplici”.
Gasperini ha confessato di averti chiamato prima di prendere Malen, si fida molto di te. Puoi raccontarci il vostro rapporto? Vi siete sentiti spesso anche durante la scorsa stagione?
“Abbiamo fatto 8 anni insieme, abbiamo vissuto il periodo più bello con l’Atalanta, abbiamo fatto tante battaglie insieme e l’ho sempre ringraziato. Il rapporto è soprattutto professionale, se è il tuo allenatore non lo vedi durante la settimana fuori dal campo. Lo scorso anno ogni tanto mi chiamava, mi ha chiesto di Malen, ma voleva più che altro una conferma, era già convinto. Non avevo dubbi. Sta facendo abbastanza bene, no?” (ride, ndr).
Conoscevi già la città? Che effetto ti fa ora viverci da giocatore della Roma?
“Negli ultimi quattro anni sono stato spesso qua a Roma. Il clima è meraviglioso, mi è piaciuta sempre la città, c’è tanta cultura, il cibo è incredibile. Viverci è diverso. Abito un po’ fuori, il traffico la mattina è diverso, ma mi piace molto”.
Hai già una zona preferita? Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Il centro, ovviamente, in particolare la zona intorno a Villa Borghese, puoi girare in bicicletta e vedere posti bellissimi. Nel tempo libero leggo tantissimo, soprattutto gialli in lingua olandese. Gioco molto a scacchi, sul telefono o sull’ipad. Adesso sto pensando di fare un piccolo studio per me".
"Mi piace molto anche fare le passeggiate al mare con la mia famiglia, ora che sono vicino al mare è più facile”.
Come hai cercato la tua abitazione a Roma?
“Ho sentito i ragazzi qui nello spogliatoio, Pellegrini mi ha aiutato a conoscere la città, mi ha dato una mano per tantissime cose, insieme alla società”.
C'è un oggetto o un elemento che hai portato con te nel trasloco e che "fa subito casa" ovunque tu vada?
“Sono arrivato qui da solo, quindi ho portato delle foto della mia famiglia. Mia moglie poi ha portato dei profumi per la casa che abbiamo sempre usato, per me quello è odore di casa. Poi abbiamo portato giù a Roma il nostro divano, il nostro letto, ed altri oggetti a cui teniamo”.
Quando torni a casa dopo una partita intensa all'Olimpico, qual è il primo gesto che fai per staccare la testa dal calcio e ritrovare la pace con la tua famiglia?
“Do sempre un bacio alla mia famiglia, a prescindere dal risultato; se è andata male mi serve ancora di più, mi aiuta a gestire lo stress e la tensione di quei momenti”.
Roma è una delle città più amate al mondo anche dagli investitori immobiliari. Ti vedi come un potenziale acquirente nel mercato romano in futuro, o per ora pensi solo al campo?
“Al momento penso al campo, non ci ho pensato, ma in futuro perché no? Roma è la città più bella del mondo, con calma ci pensiamo”.








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