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L’Unione europea riapre le frontiere, chi può entrare dal 1° luglio

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Autore: Redazione

La chiusura dei confini dell’Unione europea, a causa della pandemia, terminerà il 1° luglio. Ma resteranno in vigore alcuni vincoli legati proprio ai Paesi di provenienza dei viaggiatori, i parametri da tenere in considerazione fanno riferimento proprio al numero di contagi nella nazione di provenienza.

Come ha sottolineato il sito quifinanza.it, i paletti individuati per aprire le frontiere alle nazionalità extra Ue dovrebbero essere i seguenti:

  • tasso di nuovi contagi ogni 100mila persone nelle ultime due settimane non superiore a 16,1 (ovvero la media europea);
  • presentare un trend di contagi decrescente o quanto meno non in aumento;
  • indice di “affidabilità” del sistema sanitario superiore a 57 su 100 (voto medio Ue). Tale punteggio viene assegnato in base ai parametri fissati dall’International Health Regulations dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che misurano la capacità di risposta di una nazione ad emergenze sanitarie pubbliche di rilevanza internazionale.

I Paesi considerati sicuri e per i cui cittadini si riaprirebbero le frontiere Ue, al momento, sarebbero:

Tra i Paesi sicuri, al momento, ci sono:

  • Algeria;
  • Australia;
  • Canada;
  • Georgia;
  • Giappone;
  • Montenegro;
  • Marocco;
  • Nuova Zelanda;
  • Ruanda;
  • Serbia;
  • Corea del Sud;
  • Thailandia;
  • Tunisia;
  • Uruguay.

Resterebbero fuori dalla lista, invece:

  • Stati Uniti;
  • Russia;
  • Israele;
  • Brasile;
  • Arabia Saudita;
  • Turchia.

Non figurano in queste liste Cina e Regno Unito, anche se per motivi diversi. Il Paese asiatico, almeno ufficialmente, dichiara contagi zero. Ma le autorità prima di concedere l’ok all’ingresso di cinesi vorrebbero che la controparte facesse lo stesso con i cittadini europei. Il Regno Unito, che continua ad avere un alto numero di contagi, formalmente è ancora considerato un Paese membro in attesa che si compia la Brexit.