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Uno chalet in legno prefabbricato che imita le montagne con i suoi tetti irregolari

Luca Compri Architetti
Luca Compri Architetti
Autore: Vicent Selva (collaboratore di idealista news)

Se Platone avesse ragione e tutte le realtà del mondo in cui viviamo fossero solo il riflesso imperfetto di un'idea perfetta, senza dubbio il Cervino sarebbe l'ideale di montagna perfetto a cui tutti gli altri tenderebbero. La sua forma rappresenta perfettamente il concetto di montagna. Il monte Cervino è considerato da molti il più bello e perfetto del mondo. Il motivo? La sua forma piramidale molto pronunciata, che si distingue in modo eccezionale dal gruppo a cui appartiene.

A 4.478 metri sul livello del mare, il Cervino è la quinta vetta più alta delle Alpi. La sua storia è sempre stata avvolta da un alone di mistero. Raggiungere il suo apice non è un compito facile. E' solo nel 14 luglio 1865 che Edward Whymper e altri compagni di arrampicata ci sono riusciti per la prima volta. E purtroppo alcuni di loro vi hanno lasciato la vita durante la discesa.

E' proprio ai piedi di questo luogo magico, nella stazione sciistica di Cervinia, che è stato realizzato il "Climber's Refuge": una casa turistica, ecologicamente sostenibile, progettata dallo studio dell'architetto Luca Compri, aperta al pubblico con il nome di Chalet Blanc.

A prima vista, risalta il suo profilo. In primo luogo, per il soffitto a "W" rovesciato; in secondo luogo, perché i suoi due tetti a due spioventi hanno altezze diverse. Il risultato è un profilo irregolare "che è un omaggio all'orizzonte e alla maestosità delle vette che incoronano la valle, e rappresenta il tentativo di avviare un dialogo diretto con la meraviglia della natura circostante", sono le parole dell'architetto.

La casa si basa su una struttura in legno prefabbricata, il cui design è considerato dal suo creatore "come un'interpretazione contemporanea delle tipiche case di montagna della regione". Lo chalet si presenta diverso nei differenti lati, le sue caratteristiche rispondono all'orientamento e alle funzioni interne di ogni parte dell'edificio. Le facciate esposte a nord-ovest sono progettate per proteggere l'edificio dai venti freddi dominanti e dal rigido clima invernale del luogo. La pannellatura verticale su questi lati crea un ritmo ripetitivo interrotto da piccole finestre disposte in modo irregolare che incorniciano viste specifiche.

Gli altri due prospetti sono molto diversi. Nell'angolo sud-est, le pareti sono caratterizzate da nervature ritmiche realizzate con travi di legno verticali. Le finestre e le rispettive cornici variano di dimensioni e si aprono in modo più libero e asimmetrico, incorniciando scorci di paesaggio. La facciata orientale è riconoscibile dalla grande loggia e dalla cornice che la circonda al piano sottotetto.

Dalle stanze si accede alle terrazze a zig zag, dove è possibile godere di una zona parzialmente ombreggiata grazie al brise soleil in legno. La struttura in legno del fabbricato poggia su un basamento in muratura rifinito esternamente con pietra a secco. Qui si trovano tre locali ad uso garage, locale tecnico e deposito sci. Una scala centrale collega il piano terra con il primo piano, dove si trova l'ingresso principale. Questo piano ha un piccolo soggiorno che funge da ingresso, una camera da letto e un'area benessere con spa, vasca idromassaggio, docce, sauna, bagno turco e sala relax.

Al piano superiore si trovano altri spazi comuni come il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e un grande camino in pietra e ferro. Ci sono anche quattro camere da letto, tutte con bagno e ampie finestre esposte a sud, dalle quali si può godere del panorama offerto dalle alte montagne che la circondano. La sostenibilità è uno dei principi che governano questo progetto. Lo chalet è stato realizzato utilizzando per lo più materiali naturali da fonti rinnovabili, come il legno a basso consumo e bassissime emissioni di CO2.