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Da cantine per il vino a paesaggio fiabesco: alla scoperta del Parco dei Palmenti di Pietragalla

Roberto Pellecchia - rosmarinonews.it
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Autore: floriana liuni

La veduta aerea di questo luogo evoca racconti di Tolkien o favole antiche: si tratta invece dei Palmenti Ipogei di Pietragalla, in Basilicata. Luoghi nati per creare il vino, si trasformano in uno scenario atavico, che trasporta in atmosfere lontane. Scopriamoli insieme.

Fondoambiente.it
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I palmenti non sono altro che casette in pietra costruite per trasformare l’uva in mosto e poi in vino, e per travasarla nelle botti. A Pietragalla, in Basilicata, i palmenti sono scavati nella pietra e sono ricoperti d’erba, formando un vero e proprio parco, appunto il Parco Urbano dei Palmenti, che oggi si offre alla vista dei visitatori. Le casette sembrano infatti spuntare dall’erba con un effetto molto suggestivo, quasi ci si aspettasse di vederne spuntare fuori dei nanetti o delle creature incantate.

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Il visitatore può camminare sopra i tetti di queste circa duecento casette, che di fatto sono semplici avvallamenti sotto i propri piedi. Ma abbassandosi si notano le porte, e dietro di esse un locale di pietra, dalla giusta umidità per creare uno dei prodotti migliori del sud Italia.

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I palmenti risalgono al sedicesimo secolo, importati dall’invasione francese, e sono rimasti in uso fino all’inizio del Novecento. Qualcuno viene ancora utilizzato. Il Parco dei Palmenti Ipogei è al 786° posto tra i luoghi del cuore del Fai.