Esattamente davanti le coste sarde si trova Carloforte, comune che comprende la bellissima Isola di San Pietro nella zona del Sulcis. Non distante da Sant’Antioco, questa località ha una particolarità molto rilevante. È infatti molto diffusa la cultura tabarchina: di origine ligure, fa capolino soprattutto nella lingua. Ecco, allora, cos’è il tabarchino e perché a Carloforte si parla una lingua simile al genovese.
Le origini storiche di Carloforte
Nonostante Carloforte sia stata abitata già da epoche antichissime, nel 1738 fu fondata da pescatori e commercianti di Pegli, quartiere genovese, precedentemente insediatisi a Tabarka, in Tunisia. Costretti a spostarsi per via di problemi economici e politici, i tabarchini chiesero al Re Carlo Emanuele III di trasferirsi in un luogo più tranquillo. Fu Carloforte il luogo prescelto che, nonostante le numerose vicende storiche, conserva ancora una forte impronta ligure.
Il tabarchino: un dialetto genovese in Sardegna
Il tabarchino, parlato a Carloforte, è quindi una variante del dialetto ligure molto simile al genovese antico. Questa lingua è un retaggio culturale tramandato attraverso generazioni, mantenendo viva l'identità linguistica della comunità.
A differenza della lingua parlata oggi in Liguria, però, comprende anche termini di origine francese e araba, visti i numerosi contatti commerciali in passato, ma anche termini genovesi oggi ritenuti arcaici. Nonostante ciò, si tratta di una lingua molto attiva e diffusa fra gli abitanti di Carloforte e di Calasetta, comune a nord di Sant’Antioco.
Ma quali sono gli altri luoghi dove si parla il genovese attualmente? Oltre a Carloforte, ci sono forti influenze liguri anche a Bonifacio, in Corsica, nel Principato di Monaco e in alcune zone francesi immediatamente confinanti con la Liguria.
Tradizioni e cultura genovese
Nonostante l'appartenenza geografica ed amministrativa alla Sardegna, Carloforte conserva una forte impronta genovese in cucina, tradizioni e linguaggio. Il legame con Genova è stato rafforzato nel 2004 quando Carloforte è stato nominato comune onorario di Genova.
In particolare, le tradizioni culinarie carlofortine riflettono questa eredità, con piatti che fondono sapori liguri e influenze locali sarde. Molto popolare è infatti il pesto che si accompagna a diversi tipi di pasta, come ad esempio le trofiette. In comune con la regione d’origine dei primi abitanti si trova anche la focaccia, la panissa e il fainò.
Tra i piatti più tipici, poi, c’è ovviamente il tonno, di cui viene usata ogni parte in diverse ricette e preparazioni. Non a caso uno degli eventi più noti sull’isola è il Girotonno, una tradizione totalmente incentrata sul prodotto tipico della zona.
Cosa c’è da vedere a Carloforte?
Oltre alla lingua e alle tradizioni culturali ben radicate, ci sono anche tante altre cose da fare e da vedere. Fra queste c’è la Piazza Carlo Emanuele, l’Archiotto di Via Solferino e la Chiesa di San Carlo Borromeo. Naturalmente anche il mare è meraviglioso, diventando una popolarissima meta estiva. In particolare, da visitare sono la Spiaggia del Lucchese, la Spiaggia di Geniò, la Spiaggia di Girin e la Spiaggia La Bobba.
Vivere a Carloforte
Carloforte, con la sua unica fusione di cultura genovese e tradizioni sarde, offre un'esperienza di vita ricca di storia, cultura e bellezze naturali. La qualità della vita a Carloforte è elevata grazie alla combinazione di un ambiente tranquillo e paesaggi mozzafiato. L’isola è collegata alla terraferma tramite i porti di Calasetta e Portoscuso, entrambi raggiungibili facilmente in auto da Carbonia o Iglesias, i principali centri della zona.



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