C'è un paese in Brasile dove si parla dialetto veneto, come mai?

Esiste in Brasile un paese dove si parla talian, riconosciuto come patrimonio culturale nazionale nel 2014: com'è possibile?
La valle del Rio Grande Del Sol
atramos - CC BY 2.0 - Wikimedia Commons

Nel sud del Brasile, tra le colline della Serra Gaúcha, esiste un comune dove basta salire su un autobus o entrare in un negozio per sentire parole che suonano stranamente familiari a chi viene da Venezia, Treviso o Vicenza. Si tratta di un fenomeno linguistico che ha attraversato l'oceano insieme a milioni di emigranti italiani, radicandosi in una terra lontana fino a diventare patrimonio ufficiale di una comunità intera. La cittadina in questione porta il nome di Serafina Corrêa, conosciuta come il paese in Brasile dove si parla veneto.

Cos'è il Talian e perché il dialetto veneto fu portato in Brasile

Il "talian" non è una semplice esportazione del dialetto veneto, ma una lingua a sé nata dalla fusione di idiomi diversi. Tutto ebbe inizio nel 1875, quando migliaia di contadini lasciarono il Veneto, ma anche il Trentino, il Friuli e la Lombardia, imbarcandosi dal porto di Genova per cercare fortuna nelle terre del Rio Grande do Sul.

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L'Italia si era unificata da pochi anni e l'italiano standard era ancora sconosciuto ai più: trevigiani, vicentini, bellunesi e bergamaschi non si riconoscevano in una lingua comune. Riuniti negli stessi insediamenti rurali, questi coloni trovarono nel dialetto veneto, parlato dalla maggioranza, il collante necessario per comprendersi a vicenda.

Tra le tante comunità italo-brasiliane nate dopo l'emigrazione veneta in Brasile, una in particolare ha fatto la storia del talian: Serafina Corrêa, comune di poco più di 15.000 abitanti la cui popolazione è per il 90% di origine italiana, è diventata nel 1988 la prima località al mondo a dichiarare il talian lingua ufficiale accanto al portoghese.

Nel 2009, un consigliere comunale ha fatto approvare una legge che ne ha rafforzato lo status di idioma co-ufficiale del municipio, tanto che oggi gran parte della segnaletica stradale della città è scritta proprio in talian.

Per questo, ogni fine luglio, Serafina Corrêa dedica un'intera settimana di celebrazioni a questa identità linguistica, mentre il centro cittadino conserva monumenti come La Nave degli Immigranti, che racconta il viaggio dei coloni veneti verso il Sud America, e la Via Gênova, fiancheggiata da repliche di edifici storici italiani come la Rotonda di Vicenza.

Una cittadina a Rio Grande del Sol
Ricardo André Frantz- CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons

Dove si trova Serafina Corrêa e come arrivare

Serafina Corrêa si trova in Brasile e più precisamente nello stato del Rio Grande do Sul, nella regione della Serra Gaúcha, tra vallate, vigneti e un paesaggio collinare che ricorda da vicino certi scorci veneti. Fondata nel 1875, la cittadina dove si parla il dialetto veneto accoglie oggi 74 proprietà vitivinicole e attira più di un milione di visitatori l'anno, attratti tanto dal paesaggio quanto dalla cultura italo-brasiliana ancora viva nelle strade del paese.

Per raggiungere Serafina Corrêa, il punto di riferimento più comodo è l'aeroporto internazionale di Porto Alegre, capitale dello stato, da cui la cittadina dista circa 200 km, percorribili in auto o tramite autobus regionali che collegano le principali località della Serra Gaúcha, tra cui Bento Gonçalves e Caxias do Sul, cuore del turismo enogastronomico della regione.

Quante persone parlano il Talian oggi e dove

Il talian sarebbe ancora parlato come lingua madre da circa mezzo milione di persone, distribuite in 133 città del sud del Brasile; considerando anche chi lo comprende senza parlarlo correntemente, si arriva a 4 milioni di abitanti.

La diffusione del talian, però, riguarda principalmente tre stati federali, accomunati dalla forte presenza di discendenti di immigrati veneti, trentini e lombardi giunti tra fine Ottocento e inizio Novecento:

  • Rio Grande do Sul: qui si concentra la maggior parte delle comunità storiche, tra cui Serafina Corrêa, Bento Gonçalves e Caxias do Sul;
  • Santa Catarina: è lo stato in cui il talian è stato dichiarato patrimonio linguistico ufficiale nel 2009, insieme al Rio Grande do Sul;
  • Paraná: qui ci sono presenze più isolate ma comunque significative;
  • Espírito Santo e Minas Gerais: sono aree minori dove sopravvivono piccoli nuclei.

Il talian non è presente solo nella comunicazione orale tra anziani: viene trasmesso in decine di programmi radiofonici e televisivi locali, compare su giornali e riviste dedicate, viene insegnato in alcune scuole ed è perfino pronunciato durante le funzioni religiose nelle chiese delle comunità di origine italiana.

Esiste anche una piccola letteratura in talian, il cui primo romanzo, Vita e storia de Nanetto Pipetta, è stato pubblicato a puntate negli anni Venti del Novecento e resta tuttora un riferimento culturale per chi studia questa eredità linguistica.

Le zone dove si parla il talian
Andrevruas - CC BY-SA 4.0 - Wikimedia Commons

Perché il Talian ha rischiato di scomparire: storia e censura

La storia del talian non è stata lineare, ma segnata da una frattura profonda: negli anni Quaranta, durante il regime dittatoriale di Getúlio Vargas, venne dichiarato illegale parlare lingue straniere in Brasile, in nome di una politica di nazionalizzazione forzata che colpiva proprio le comunità di immigrati tedeschi e italiani.

In particolare, le scuole italiane delle colonie vennero chiuse, i giornali pubblicati in lingua soppressi e chi veniva sorpreso a parlare talian in pubblico rischiava sanzioni e umiliazioni: parlare talian diventò sinonimo di vergogna e arretratezza, al punto che molte famiglie smisero di trasmetterlo ai figli, pur di favorirne l'integrazione nella società brasiliana.

Solo a partire dagli anni Settanta e Ottanta, complice anche il centenario dell'immigrazione italiana celebrato nel 1975, iniziò un lento percorso di riscoperta che portò ai riconoscimenti ufficiali del 2009, quando il talian divenne Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile.

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