La Grande Mela: un soprannome iconico. Ecco l'origine di questo appellativo e perché è così legato all'identità di New York.
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L'immagine di New York dall'alto durante il tramonto con vista sull'Empire State Building
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New York è il sogno americano per eccellenza: le sue mille luci, la vita frenetica ed i molti stimoli intellettuali offerti, le hanno attribuito il titolo di “città che non dorme mai”. Ma non è certo il solo. Tra le diverse definizioni che hanno accompagnato New York nella sua evoluzione ce n’è una diventata storica e, addirittura, emblema del marketing. 

La metropoli che si affaccia sulle sponde dell’Hudson e che guarda verso l’Oceano Atlantico, infatti, è conosciuta anche come La Grande Mela. Ma perché New York si chiama La Grande Mela, da dove proviene questo nome diventato consuetudine e perché è stato attribuito proprio a New York? Proviamo a ricostruire le sue origini. 

Le origini del nome la Grande Mela

Tutto sembra avere origine intorno agli anni venti del XX secolo. In questo periodo, infatti, si hanno le prime tracce dell'espressione "The Big Apple". Ma da dove proviene effettivamente questo modo di dire? Stando alla consuetudine del tempo, sembra che, Inizialmente, il termine sia stato utilizzato per la prima volta da John J. Fitz Gerald, giornalista sportivo del New York Morning Telegraph.

L’appellativo, in particolare, viene utilizzato nel mondo delle corse dei cavalli per indicare proprio l'ippodromo di New York. Questo, infatti, era considerato il più prestigioso e ambito dagli scommettitori. Di conseguenza le corse organizzate in città erano viste come particolarmente ghiotte per la consistenza economica dei premi e per il prestigio sportivo. Una grossa e succosa mela, dunque, sinonimo di soldi e successo pronta ad essere morsa dai più fortunati amanti del rischio economico.

Un particolare del ponte di Brooklyn
Pixabay

I ruggenti anni del Jazz

Come è riuscito un termine legato al mondo del giornalismo e delle scommesse, però, a diventare rappresentazione e sintesi di una città intera, riassumendo il suo valore culturale e sociale nel mondo? Molto si deve alla scena musicale degli anni trenta e, in particolare, al successo del jazz. In questo periodo, infatti, ad appropriarsi dell’espressione Grande Mela è la comunità musicale afroamericana di Harlem. 

Questa volta, però, si attribuisce un significato leggermente diverso. Per i musicisti jazz, infatti, New York rappresentava il centro del mondo musicale, il luogo dove poter raggiungere il successo e la fama. La città viene vista come il traguardo finale, il luogo in cui i più grandi talenti potevano fare fortuna. La mela, in questo contesto, rappresentava il premio ambito, il simbolo del successo e della realizzazione artistica da afferrare sul palcoscenico di locali storici come il Cotton Club, la cui fama nasce proprio in quel periodo. 

D’altronde, il jazz degli anni '30 ha rappresentato molto più di un semplice stile musicale, dando voce ai cambiamenti sociali e culturali che stavano attraversando gli Stati Uniti. La Grande Depressione, la lotta per i diritti civili e l'ascesa del nazismo in Europa erano tutti temi che trovavano espressione nella musica.

I testi delle canzoni spesso trattano problematiche sociali e politici, dando voce alle speranze e alle frustrazioni di un'intera generazione. Il jazz diventa così uno strumento di protesta e di affermazione identitaria, contribuendo a plasmare la società americana. New York, da parte sua, acquista in modo decisamente più ampio l’appellativo di Grande Mela. 

Il marketing degli anni settanta

Un passo importante, capace di trasformare un semplice appellativo in un vero e proprio simbolo, capace anche di generare guadagni, viene fatto dal marketing. Negli anni ‘70, infatti, il termine è ripreso e reso popolare da una campagna turistica promossa dal New York Convention and Visitors Bureau. Questa ha lo scopo di rilanciare l’immagine di New York in un periodo difficile a causa della sua fama di centro impoverito e pericoloso.

Con il soprannome “La Grande Mela”, dunque, la città cerca di tornare ai fasti culturali del passato per essere rappresentata ancora come centro vibrante, ricco di opportunità e potenziale. Una visione che, dal punto di vista pratico e grafico si traduce in una serie di immagini diventate ormai iconiche come, ad esempio, quella dello skyline di Manhattan dentro una mela rossa.

La stessa che ha caratterizzato, e continua a farlo, volantini, manifesti e le immancabili t-shirt. Un’operazione perfettamente riuscita grazie anche alla successiva azione del sindaco Rudy Giuliani. Il suo scopo, infatti, è stato quello di rendere la città nuovamente sicura e vivibile, trasformandola nel sogno cinematografico di film iconici come Il Diavolo veste Prada, girato appunto a New York (e non solo). 

L'immagine in bianco e nero di un incrocio a New York con sullo sfondo il grattacielo Crysler
Pixabay

Cosa si intende con Grande Mela

Ma perché usare proprio l’immagine di una mela e cosa s’intende con questa? Per rispondere a questo interrogativo è fondamentale far riferimento alla cultura americana, ma, soprattutto, ai molti significati simbolici assunti da questo frutto nel corso del tempo. La mela, infatti, è un frutto antico, presente in molte culture e religioni. Nello specifico è associata alla conoscenza, alla tentazione, alla vita e alla morte. Nel caso di New York, dunque, la mela rappresenta:

  • Il successo: la mela è un premio ambito, un simbolo di vittoria e di realizzazione personale.
  • L’abbondanza: New York è una città ricca e diversificata, un luogo dove tutto è possibile.
  • La tentazione: la città che non dorme mai è piena di luci, colori e opportunità, ma anche di pericoli e di tentazioni.
  • L’eternità: la mela è un frutto che si conserva a lungo, un simbolo di durata e di resistenza.

Partendo da questi aspetti, dunque, il frutto rappresenta simbolicamente un elemento particolarmente gustoso, di cui godere ad ogni singolo morso. Esattamente come la città che va a rappresentare e che, nel corso dei tempi, ha evidenziato tutto il suo potenziale di modernità e trasformazione grazie ai nuovi progetti edilizi in fieri come il nuovo grattacielo che cambierà lo skyline di New York

Perché la città di New York si chiama così

Soprannomi a parte, però, quali sono le origini del nome New York e quale evoluzione ha avuto nel tempo? Tutto ha inizio nel 1624, quando i coloni olandesi fondano un piccolo villaggio fortificato proprio sull'isola di Manhattan, chiamandolo Nuova Amsterdam. Si tratta di un avamposto commerciale, dove vengono scambiate principalmente pellicce e altri beni preziosi. Un’attività, questa, capace di trasformare rapidamente il villaggio in un centro di scambi importante

Nonostante questo, però, la storia di Nuova Amsterdam è destinata a cambiare velocemente Nel 1664, infatti, gli inglesi conquistarono la città. Questi, cercando di omaggiare il duca di York e Albany, fratello del re Carlo II d'Inghilterra, decidono di ribattezzare la città New York

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