Tra bianchi e rossi la regione marchigiana vanta una produzione vinicola di primo livello: ecco quali provare.
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vini tipici marchigiani
idealista/Freepik

Nelle Marche si producono molti vini che uniscono le caratteristiche della costa e delle zone appenniniche. Dal Verdicchio di Jesi ai rossi del Conero e del Piceno, i vini tipici marchigiani hanno sempre qualcosa da offrire. Da questa terra nascono bianchi salini e longevi, rossi dal frutto scuro e dai tannini fini, ma anche altre tipologie di vino da scoprire. Ecco, quindi, tutto quello che c’è da sapere.

Conero DOCG

Il Conero DOCG è uno dei rossi più identitari delle Marche: nasce sul promontorio che domina la baia di Ancona e ha nel Montepulciano la sua anima. È un vino profondo, mediterraneo, con grande affinità alla cucina di terra regionale e un certo potenziale d’invecchiamento.

Le vigne affacciate sul mare (Camerano, Sirolo, Numana, Offagna) beneficiano di estati asciutte e notti fresche che preservano aromi e acidità, fondamentali per l’equilibrio del Montepulciano. In particolare, questo vino si può abbinare a ricette come:

  • Vincisgrassi alla marchigiana
  • Coniglio in porchetta, erbe di campo e finocchietto
  • Cinghiale in umido o pappardelle al ragù di lepre
  • Costate e grigliate miste
  • Pecorino dei Sibillini stagionato, tra i formaggi tipici marchigiani più noti.
vini tipici marchigiani
Bigstones, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Rosso Piceno DOC

Il Rosso Piceno DOC è tra i vini “di tutti i giorni” nelle Marche meridionali: nasce da Montepulciano e Sangiovese in proporzioni variabili secondo disciplinare, ha un gusto fruttato e speziato. Il suo colore è rubino, il tannino è abbastanza fine e regala un finale fresco.

Le uve crescono tra le colline anconetane, le province di Fermo e Ascoli Piceno. Per questo, il suo sapore unico è anche dato dai relativi suoli argillo-calcarei e sabbiosi. Le influenze marine temperano le estati e mantengono il vino piacevole da bere. Naturalmente, anche il Rosso Piceno va abbinato ai sapori tipici marchigiani, fra cui:

  • Olive all’ascolana e fritti misti
  • Chiuscoli e salumi locali, pane e crescia
  • Tagliatelle al ragù bianco marchigiano
  • Spiedini e arrosti di maiale

Offida DOCG

La denominazione Offida DOCG comprende tre tipologie: Pecorino, Passerina e Rosso (a base Montepulciano). Il territorio di riferimento è quello delle colline tra Offida, Ripatransone e Acquaviva Picena, suoli calcareo-argillosi, altitudini fino a 500 m e brezze costanti. 

L’Offida DOCG si abbina perfettamente a piatti tipici della cucina marchigiana, come zuppe di pesce, primi a base di verdure e formaggi freschi. Le sue versioni bianche esaltano il sapore di crostacei e preparazioni delicate di pesce, mentre la variante rossa si sposa bene con carni bianche, salumi e piatti strutturati.

vini tipici marchigiani
Paulacastelli, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC

Forse uno dei vini bianchi marchigiani più famosi in assoluto: il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC vanta sia vini freschi che altri inclini all’invecchiamento. Accanto alla DOC, poi, esiste la Riserva DOCG, più complessa e longeva. 

Prodotto in provincia di Ancona e in due comuni del maceratese, il Verdicchio offre un profumo raffinato: fiori di campo, erbe fini, scorza di agrume, anice, pietra focaia e la tipica mandorla amara nel finale. È tra i pochi bianchi italiani capaci di evolvere e invecchiare fino a 6-10 anni. Con il Verdicchio puoi coprire dall’aperitivo al secondo di mare. In particolare:

  • Crudi di mare, ostriche, tartare di ricciola
  • Brodetto all’anconetana
  • Spaghetti alle vongole o allo scoglio
  • Stoccafisso all’anconetana
  • Formaggi caprini e pecorini giovani
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Luca Boldrini, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Colli Pesaresi DOC

Nell’estremo nord della regione, i Colli Pesaresi DOC offrono rossi e bianchi che nascono nella valle del Metauro e fra le alture di Urbino. Tra i vini tipici marchigiani, qui regna il Sangiovese affiancato da bianchi moderni. In particolare: 

  • Il Colli Pesaresi Sangiovese mette in primo piano ciliegia, violetta e spezie leggere, con corpo medio e tannino sottile.
  • I bianchi (anche da Chardonnay, Pinot e altre varietà) presentano sfumature di mela verde, fiori, erbe e una vena salina.

Tra gli abbinamenti consigliati considera piatti come crescia sfogliata con casciotta d’Urbino DOP, tagliatelle al ragù, coniglio in porchetta e pollo in potacchio, pesci azzurri alla griglia (per i bianchi). Le temperature di servizio ideali per i rossi sono a 15–17 °C, mentre per i bianchi l’ideale sarebbe 10–12 °C. 

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Enrico Strocchi, CC BY-SA 2.0 Flickr

Le strade del vino nelle Marche

Per vivere i vini tipici marchigiani sul territorio, esistono anche itinerari appositi fra cantine accoglienti, panorami tra mare e colline, borghi storici e trattorie. Tra le zone da non perdere:

  • Castelli di Jesi: colline intorno a Jesi, Staffolo, Cupramontana.
  • Parco del Conero: Sirolo, Numana, Camerano.
  • Piceno: Offida, Ripatransone, Montalto.
  • Pesaro e Urbino: entroterra e litorale.
  • Matelica e Alta Vallesina: dove degustare l’”altro volto” del Verdicchio.

Le Marche, oltre a essere rinomate per l’eccellenza dei loro vini, rappresentano anche una regione ideale per chi desidera cambiare vita e trasferirsi. Le città principali offrono un’ampia scelta di servizi pensati per rispondere a qualsiasi necessità. Su idealista puoi scoprire le destinazioni più interessanti dove vivere nelle Marche e trovare le proposte immobiliari più recenti, sia in vendita che in affitto:

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