I 4 formaggi tipici del Friuli-Venezia Giulia: ecco quali provare

Dai pascoli della Carnia alle malghe delle Alpi Giulie: i formaggi del Friuli-Venezia Giulia tra storia, sapori e abbinamenti tipici.
formaggi tipici friuli venezia giulia
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Il Friuli-Venezia Giulia è una terra che può vantare un’incredibile ricchezza enogastronomica. Uno dei settori da non trascurare è infatti quello caseario: i formaggi tipici del Friuli-Venezia Giulia raccontano secoli di transumanza, di malghe in alta quota, di piccole latterie cooperative di paese e di famiglie che hanno tramandato ricette uniche. Ecco, allora, quali sono i formaggi più noti e come abbinarli al meglio alla cucina locale.

​Asìno PAT

L’Asìno è uno dei formaggi tipici del Friuli-Venezia Giulia più curiosi e meno conosciuti fuori dai confini regionali. È un prodotto dalla lunghissima tradizione contadina, nato per conservare il formaggio avanzato all’interno di una pasta morbida e saporita, spesso immersa in olio o in salamoia. Il nome, secondo alcuni, deriverebbe da “aseïno” (vaso, contenitore).

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L’Asìno si presenta come una pasta morbida o semimorbida, spalmabile o leggermente elastica, di colore che varia dal bianco avorio al giallo paglierino intenso a seconda della maturazione. La produzione dell’Asìno PAT è concentrata soprattutto nelle Valli del Natisone e nelle Valli del Torre, in provincia di Udine, con una tradizione viva anche nelle aree di Cividale del Friuli e nei piccoli borghi di montagna vicini al confine sloveno. Nella cucina friulana l’Asìno può essere spalmato su pane casereccio caldo, sulle tipiche fette di polenta abbrustolita, oppure usarlo per mantecare.

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Montasio DOP

Il Montasio DOP è probabilmente il primo formaggio più noto della regione. Già documentato nel XIII secolo presso i monaci dell’altopiano del Montasio è uno dei simboli della casearia friulana, ma prodotto anche in Veneto. Il Montasio è un formaggio a pasta cotta e semidura, ottenuto da latte vaccino, con forma cilindrica, crosta sottile e pasta compatta, di colore dal bianco paglierino al giallo dorato. 

La vera particolarità del Montasio DOP sta nelle diverse stagionature: fresco (da 60 a 120 giorni), mezzano (da 5 a 10 mesi), stagionato (oltre 10 mesi) e talvolta “stravecchio” (oltre 18 mesi). Il Montasio fresco è ottimo a cubetti nelle insalate, è anche l’ingrediente base di una delle ricette più celebri del Nord-Est: il frico.

Con il Montasio mezzano si possono arricchire risotti, gnocchi, lasagne e torte salate, oppure usarlo per preparare cialde di formaggio da servire come antipasto o contenitore croccante per altri ingredienti. Il Montasio stagionato, invece, si presta benissimo a essere grattugiato su minestre di orzo e fagioli, sulle paste al forno o tagliato a scaglie su carpacci di carne, funghi porcini e insalate di stagione.

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Formadi Frant PAT

Il Formadi Frant è un autentico formaggio di recupero e oggi è diventato una specialità ricercata. Il nome in friulano significa letteralmente “formaggio rotto”, e descrive perfettamente la sua origine: veniva prodotto frantumando formaggi avanzati o parzialmente difettosi, per poi impastarli con panna o burro, creando un prodotto morbido e gustosissimo.

Oggi si caratterizza per una pasta morbida, compatta ma spalmabile, di colore variabile dal bianco al giallo ambrato, con profumi intensi e complessi. Strettamente legato alla Carnia, l’area montana del Friuli nord-occidentale famosa per le sue malghe e i pascoli d’alta quota. 

In cucina il Formadi Frant è estremamente versatile. Si può gustare al naturale, a temperatura ambiente, su pane di segale o su fette di polenta grigliata. È straordinario per mantecare risotti e gnocchi, oppure per preparare creme di formaggio da servire come antipasto con verdure crude o patate lesse. 

Tabor PAT

Merita poi anche attenzione il Tabor PAT, specialità legata soprattutto alle zone di confine orientali della regione. È un formaggio che riflette l’incontro tra culture gastronomiche italiana e slovena, con tecniche casearie che si sono influenzate a vicenda nel corso dei secoli. 

Il Tabor è in genere un formaggio a pasta semidura o semimorbida, di forma cilindrica, con crosta sottile e pasta compatta, leggermente occhiata. Il colore va dal bianco avorio al giallo paglierino, mentre il profumo è delicato ma caratteristico, con note di yogurt e di erbe di prato. 

Per degustarlo, va tagliato a fette sottili o a cubetti: si accompagna bene a salumi locali, come il prosciutto di San Daniele, la pitina affumicata o i salumi di Sauris, oltre che a verdure sott’olio e sottaceto della tradizione casalinga. Per gli abbinamenti con i vini regionali, ci si potrà orientare verso bianchi freschi e sapidi oppure rossi giovani e non troppo strutturati. 

Dove degustare i migliori formaggi in Friuli-Venezia Giulia?

Per degustare i formaggi della zona, il primo punto di riferimento sono le malghe di montagna, aperte nel periodo estivo nelle zone della Carnia, delle Alpi Giulie e delle Prealpi. Durante tutto l’anno, i caseifici cooperativi e le latterie turnarie rappresentano un’altra tappa fondamentale. Non mancano poi gli agriturismi e le aziende agricole che producono latte e formaggi in proprio. 

Il Friuli-Venezia Giulia, inoltre, offre un contesto naturale che spazia dalle montagne al mare. La presenza di poli come Trieste, Udine e Pordenone garantisce interessanti opportunità lavorative e percorsi formativi qualificati, oltre a un vivace panorama culturale. Su idealista puoi consultare gli annunci più recenti di case in vendita o in affitto in Friuli-Venezia Giulia e individuare la soluzione abitativa più adatta alle tue esigenze:

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Airboss87, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

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