Tra gole, castagneti e cucine di tradizione: un itinerario nell’entroterra del Parco Nazionale del Cilento per chi cerca silenzio, natura e sapori veri.
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Il Cilento ha un volto quieto e profondamente autentico: colline coltivate, boschi di castagni. Nell’entroterra del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, tra la valle del Calore e i rilievi che guardano a Paestum, si nascondono paesi ricchi di storia, agricoltura e una cucina identitaria da scoprire con calma. Ecco, allora, 5 borghi del Cilento da scoprire durante quest'estate.

Felitto: le gole del Calore e il fusillo fatto a mano

Un borgo circondato da uliveti e vallate, celebre per le sue spettacolari Gole del Calore, uno dei percorsi d’acqua più suggestivi del Sud. Sentieri ben segnati costeggiano il fiume tra ponti medievali, marmitte dei giganti e terrazze naturali su cui fermarsi ad ascoltare il rumore dell’acqua.

  • Da non perdere: trekking nella gola; kayak o escursioni guidate in estate; il centro storico con vicoli in pietra.
  • Da assaggiare: il fusillo felittese fatto a mano, sughi, olio extravergine del Cilento e formaggi di capra.

Roscigno Vecchia: il borgo-museo dove il tempo si è fermato

Abbandonato a inizio Novecento a causa di frane, Roscigno Vecchia è oggi un rarissimo esempio intatto di paese rurale cilentano. La grande piazza con la fontana ottocentesca, le case in pietra, le aie e i granai sono luoghi ideali per una passeggiata fotografica e meditativa.

  • Da non perdere: la chiesa di San Nicola, il piccolo museo etnoantropologico, la visita al “nuovo” abitato di Roscigno a poca distanza..

Morigerati: l’oasi WWF e le Grotte del Bussento

A pochi chilometri dal mare ma immerso nella natura più selvaggia, Morigerati custodisce l’Oasi WWF Grotte del Bussento, un percorso ad anello che scende tra mulini ad acqua, ponticelli e forre spettacolari fino al fiume sotterraneo. Un paradiso per chi ama il trekking in un contesto incontaminato.

  • Da non perdere: il belvedere sul borgo, la discesa all’oasi (meglio con scarpe da trekking), i piccoli musei della civiltà contadina.
  • In tavola: soppressata cilentana, verdure di stagione e pane cotto a legna con olio EVO locale.

Castelcivita: grotte millenarie ai piedi degli Alburni

Alle pendici dei Monti Alburni si apre l’ingresso delle Grotte di Castelcivita, un vasto sistema carsico visitabile con percorsi guidati tra stalattiti e stalagmiti. Il borgo, raccolto e panoramico, è un ottimo punto base per esplorare anche le vicine valli del Calore e di Controne.

  • Da non perdere: visita alle grotte; passeggiata nel centro storico; escursioni naturalistiche nei boschi limitrofi.
  • Tipicità: legumi locali, formaggi e piatti poveri della tradizione, perfetti dopo una giornata all’aria aperta.

Laurino: balcone sul Calore tra chiese e ruderi

Arroccato su uno sperone roccioso, Laurino domina la valle del Calore con una trama di vicoli, portali in pietra e affacci. Resti del castello, chiese antiche e palazzi nobiliari raccontano un passato importante, ma sono da esplorare anche i sentieri.

  • Da non perdere: il centro storico con i suoi punti panoramici; i percorsi lungo il Calore; eventi culturali estivi che animano il borgo.
  • Sapori: caciocavallo podolico, salumi artigianali e dolci alle castagne in autunno.

Quando andare e come arrivare

Ma qual è il periodo ideale per organizzare una visita ai borghi più autentici del Cilento? Ecco tutti i consigli per una gita indimenticabile:

  • Quando andare: da aprile a giugno e da settembre a ottobre si trovano temperature miti, fioriture, boschi che cambiano colore e meno affollamento. L’estate è ideale per bagni nel fiume e attività all'aperto; l’autunno per castagne, funghi e sagre.
  • Come arrivare: in auto, A2 Autostrada del Mediterraneo (uscite consigliate: Battipaglia/Eboli per chi proviene da nord, o Petina/Polla per l’area Alburni-Vallo di Diano), quindi strade statali interne. In treno, fermate utili: Agropoli-Castellabate, Paestum, Sapri, da cui proseguire con bus locali o auto a noleggio.

Itinerario suggerito di 3 giorni

Queste cinque tappe restituiscono l’anima profonda del Cilento: natura protetta, ospitalità genuina, tradizioni agricole e una cucina che nasce dal territorio. Ecco, allora, come dividerle al meglio:

  • Giorno 1: arrivo e visita di Castelcivita (grotte + borgo). Trasferimento a Laurino per il tramonto e cena tipica.
  • Giorno 2: mattina a Felitto con trekking alle gole del Calore; pomeriggio degustazioni e relax in agriturismo.
  • Giorno 3: partenza per Roscigno Vecchia; rientro passando da Morigerati per l’Oasi del Bussento.
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