C'è l'Hanami alpino in Valtellina: dove e quando vedere le fioriture

La primavera qui non scoppia una volta sola: risale la valle a ondate. Meleti, crochi e rododendri creano settimane di colore e sentieri perfetti.
hanami Valtellina
Getty images

Sembra Giappone, ma è Italia. In Valtellina la primavera non arriva tutta insieme: sale di quota lentamente, dal fondovalle all’alta montagna, e regala fioriture che si susseguono per settimane. Il risultato è un paesaggio in movimento, ideale per camminare tra meleti, pascoli e boschi senza la pressione dell’alta stagione. A ogni livello altimetrico cambia il quadro: prima i ciliegi e i meli, poi i crochi tra i pascoli, infine le prime specie alpine. Ecco come orientarsi con l'hanami in Valtellina per cogliere il momento giusto, gli itinerari più semplici e le esperienze che meritano il viaggio.

Hanami alpino tra ciliegi e meleti

Il primo atto della stagione è nei fondovalle e sui versanti vicini ai borghi. Qui compaiono i ciliegi selvatici, piantati nell’Ottocento per consolidare i pendii e oggi simbolo discreto ma inconfondibile della primavera valtellinese. La fioritura diffusa crea quell’atmosfera da “hanami” che sorprende chi si aspetta solo neve e cime.

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Accanto ai ciliegi c’è il grande mosaico dei meleti, concentrato nella media valle. Con oltre mille ettari coltivati, l’area tra Ponte in Valtellina, Tirano e i comuni vicini diventa per giorni una distesa punteggiata di bianco e rosa. Per una visione d’insieme si dovrebbe seguire la Strada del Vino, un itinerario di circa 67 km che corre a mezza costa tra vigne e frutteti, che si può percorrere a piedi, in bici o in auto con soste mirate. 

Da Sondrio parte anche il percorso DiVino, che entra nei terrazzamenti vitati e porta a conoscere i muretti a secco riconosciuti dall’UNESCO, autentico tratto identitario della valle.

I pascoli si accendono di crochi

Salendo di quota, la primavera arriva più tardi ma stupisce con i primi segnali del disgelo. Tra fine marzo e aprile, dove la neve si ritira compaiono i crochi: piccoli fiori che in poche ore trasformano i prati in tappeti chiari, un fenomeno effimero e per questo affascinante.

Un itinerario adatto anche a chi viaggia con bambini è nei boschi di Bondeno, in Alta Valchiavenna: sentiero dolce, radure ampie e un belvedere sulla Valle Spluga. Più in alto, l’altopiano degli Andossi sopra Madesimo offre spazi larghi e un tracciato piacevole lungo il torrente Scalcoggia, con vista sul Pizzo Spadolazzo. Per un quadro diverso, da Albaredo per San Marco il percorso verso il Rifugio Alpe Piazza alterna prati e boschi con scorci sulle Orobie e fioriture diffuse lungo il cammino.

A Maggio si sale di quota: primule, genziane e rododendri

Con l’avanzare di maggio la fascia delle fioriture si alza ancora. Entrano in scena primule, genziane e rododendri, mentre i boschi riallacciano i colori della stagione. La Riserva Naturale di Pian di Gembro, tra Aprica e Trivigno, è tra i luoghi più accessibili: ambiente tranquillo, sottobosco ricco e percorsi che permettono di osservare la ripresa vegetativa senza affollamenti.

Chi preferisce la vista in continuo movimento può contare sul Trenino del Bernina: la ferrovia storica che parte da Tirano regala finestre costanti su vallate, versanti fioriti e cime ancora innevate. Nell’Alta Valtellina, il Parco dei Bagni di Bormio, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, invita a passeggiare tra larici e abeti con eriche e orchidee spontanee nel sottobosco.

Livigno, una fioritura lenta ma intensa

Verso Livigno la primavera arriva più tardi ma si fa sentire con decisione. La ciclabile pianeggiante della conca attraversa prati dove spuntano dente di leone, anemoni e ranuncoli, in un contesto aperto e rilassante. 

Per un’immersione maggiore si dovrebbe puntare alla Val Federia, tra le aree più naturali del territorio, dove i fiori accompagnano il ritiro della neve. Chi desidera camminare di più trova nella Val delle Mine un ambiente più selvaggio e una sorprendente varietà botanica lungo il percorso, con calendule, felci e sambuchi.

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