Sulla Costa Viola esiste una caletta che continua a sfuggire alla folla: non ci sono stabilimenti, né passerelle: solo ciottoli chiari, falesie verticali e barche che spengono il motore prima di raggiungere la riva. Il dettaglio che fa la differenza? Non si può arrivare in auto. Questa è Cala Janculla, uno dei tratti più sorprendenti del litorale tirrenico calabrese tra Scilla e Bagnara Calabra.
Cala Janculla: dove si trova e le sue caratteristiche
La caletta si affaccia sul Tirreno meridionale, lungo la Costa Viola in provincia di Reggio Calabria, nel tratto compreso tra Scilla e Bagnara Calabra. È una striscia di ghiaia e ciottoli incastonata tra alte pareti rocciose, con alle spalle i versanti che risalgono verso l’Aspromonte. Questa morfologia crea un luogo raccolto: vento spesso attenuato, mare subito profondo e una percezione di quiete.
Proprio perché non ci sono stabilimenti, conviene pensare alla caletta come a una breve escursione. Le scarpe da scoglio sono fortemente consigliate, così come un ombrellone, dato che quella naturale cambia con il movimento del sole lungo la falesia.
Come arrivare: perché il mare è la via più semplice
In estate la soluzione più pratica è il trasferimento in barca, con partenze dai porti di Scilla (ai piedi del Castello Ruffo), da Chianalea e da Bagnara Calabra. Le uscite organizzate spesso combinano più soste lungo la Costa Viola: tratti irraggiungibili da terra, ingressi alle grotte marine quando le condizioni lo consentono e tempo dedicato al bagno nella cala.
Arrivare a piedi: il sentiero che scende dalla costa
Chi cerca un approccio più avventuroso può scegliere i sentieri. Il tracciato più usato parte dall’area di Torre Ruffo, non lontano da Scilla: si tratta di un percorso di media difficoltà, con tratti ripidi e potenzialmente scivolosi se ha piovuto di recente. La discesa richiede all’incirca tre quarti d’ora, ma è la risalita, spesso sotto il sole, a chiedere più energie.
Cosa vedere nei dintorni: grotte, borghi sul mare e belvedere
Poco oltre la caletta si apre uno dei tratti più spettacolari della Costa Viola: le grotte marine. La più nota è la Grotta delle Rondini, raggiungibile in barca, con pareti modellate dall’erosione e giochi di luce che tingono l’acqua di verde acceso nei punti dove il sole filtra.
Tornando a terra, Scilla regala due volti complementari: il Castello Ruffo, balcone naturale sullo Stretto di Messina e sulla stessa Costa Viola, e Chianalea, il quartiere dove le case sembrano toccare l’acqua e i vicoli si chiudono in piccole darsene. Più a nord, Bagnara Calabra mantiene vivo il legame con la pesca del pesce spada. Per un cambio di prospettiva, vale la salita al Monte Sant’Elia, che domina il tratto tra Scilla e Palmi.



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