Lignano sorprende con laguna segreta, architettura e ciclabile vista mare

Lignano non è solo ombrelloni. Tra casoni sospesi sull’acqua, la spirale urbana firmata D’Olivo e 30 km di ciclabili, si scopre una destinazione unica.
laguna di marano
Luigi Mengato, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Si tende a pensare a Lignano come a una lunga distesa di sabbia e stabilimenti, eppure basta voltare le spalle all'Adriatico per scoprire un altro mondo. Dalla spiaggia partono barche dirette nella Laguna di Marano, dove i canali sono segnalati da dame, mede e briccole e le "strade d'acqua" cambiano con le maree. Navigando tra barene e velme affioranti, i cartelli indicano direzioni quasi incredibili: da una parte Venezia, dall'altra Trieste, più avanti Grado. In questo paesaggio liquido affiorano antichi casoni, reti calate sull'acqua e isolotti creati dall'uomo per difendersi dai flutti. 

Laguna di Marano: l'altra faccia dell'Adriatico

La navigazione nella Laguna di Marano è l'esperienza che ribalta immediatamente la percezione della località. Si attraversa un ambiente sospeso tra mare e terra, dove la luce scorre sui canneti e le bilance da pesca scandiscono il ritmo delle giornate. Le escursioni si svolgono lungo canali tracciati dai tradizionali pali di segnalazione, con lo sguardo che abbraccia in lontananza Grado, Aquileia, Monfalcone e Porto Buso. 

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Prima di scegliere un itinerario, conviene conoscere gli approdi più caratteristici e capire quale atmosfera si vuole vivere: selvaggia, lacustre o totalmente lagunare. In particolare:

  • Isola di Martignano (Isola delle Conchiglie): lingua sabbiosa tra Adriatico e laguna, prediletta da chi pratica kitesurf o cerca bagni lontani dalla folla.
  • Isola di Sant'Andrea: acque sorprendentemente quiete, quasi lacustri, con frequenti avvistamenti di aironi e cigni.
  • Riserva naturale regionale Foci dello Stella: il tratto più scenografico, dove si addensano casoni e vaste praterie di canneti.

Casoni e cucina di laguna: vita sull'acqua

Nella parte alta della Riserva Foci dello Stella si incontra il cosiddetto villaggio dei casoni. Queste costruzioni dei pescatori maranesi, in legno e canna palustre, sorgono su mote, piccoli isolotti artificiali di fango creati per resistere alle maree. Oggi i casoni sono luoghi d'incontro e convivialità, ma conservano il carattere essenziale di un'esistenza regolata dall'acqua e dalla pesca. 

La memoria è viva anche nei sapori: alla Bilancia di Bepi, tappa storica frequentata in passato da Ernest Hemingway, si dovrebbe mettere in conto una sosta per il fritto di laguna. E nella Lignano che evolve, la tradizione incontra la ricerca: al ristorante Riva Zanelli, in palafitta sospesa sull'acqua, si propongono piatti come anguilla arrostita e pescato locale abbinato a erbe agresti, fichi verdi e salse di conchiglie.

Pineta: la città-spirale di Marcello D'Olivo

Lignano non sorprende solo in laguna: l'anima architettonica si rivela a Pineta, laboratorio a cielo aperto del Novecento italiano. Qui l'architetto Marcello D'Olivo progettò negli anni Cinquanta una trama urbana a spirale che ha fatto scuola, portando strade e case a "entrare" nel verde senza spezzarlo. 

Tra Cinquanta e Settanta, giovani progettisti formati allo Iuav di Venezia hanno realizzato alcune tra le più interessanti Case al Mare italiane, residenze sperimentali perfettamente inserite nel paesaggio costiero. Spicca l'elegante villa pensata per Alberto Sordi, parte di un patrimonio che si può scoprire con i tour dell'associazione culturale "Raggi e Architetture - Ville di Lignano".

Lignano in bicicletta: 30 km di ciclabili e una festa a settembre

Le due ruote sono l'alleato ideale per attraversare le molte Lignano in un'unica giornata, collegando la laguna ai viali di Pineta fino alla foce del Tagliamento. La rete offre oltre 30 chilometri di percorsi ciclabili e permette trasferimenti fluidi senza stress da parcheggio. A fine settembre, la kermesse "Sandy Wheels" richiama chi ama il cicloturismo e la mobilità lenta, trasformando strade e lungomare in un palcoscenico diffuso. 

Spiaggia che cambia: sport, yoga e benessere tra i pini

Gli otto chilometri di spiaggia restano la grande scenografia, ma oggi si presentano con un taglio più attivo. La nuova area "Sport & Fun" integra campi da padel e beach volley, spazi fitness e attività d'acqua, creando un'offerta capace di riempire anche le ore lontane dal bagno. Tra spiaggia e pineta si sperimentano pratiche come l'Odaka Yoga, ispirato al moto delle onde, oltre a forest bathing e nordic walking. 

Articolo visto su (corriere.it) L'altra Lignano, tra laguna, architettura e biciclette

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