Sembra un tetto verde sospeso tra due mondi: da un lato i boschi fitti del Casentino, dall’altro le colline lavorate del Valdarno. In mezzo, una croce rosso vivo che si scorge da chilometri e una spada conficcata nella roccia che richiama leggende cavalleresche. Ma che cos'è il Pratomagno? Non solo un punto panoramico: è un itinerario completo, con sentieri adatti a ogni camminatore, un racconto di storia recente e un colpo d’occhio che, nelle giornate nitide, abbraccia Arezzo, Firenze e perfino il Trasimeno.
Dove si trova e che cos'è il Pratomagno
Il Pratomagno è un massiccio dell’Appennino toscano che separa il Casentino dal Valdarno superiore. La sua cima raggiunge i 1.592 metri, ma ciò che colpisce non è il numero: è l’altopiano erboso che corre lungo la dorsale, come un grande tetto verde che in estate profuma di fiori e in autunno vira ai toni ocra.
La vista è a 360°: quando l’aria è tersa si riconoscono i profili di Arezzo e Firenze, i paesi distesi lungo l’Arno, le foreste del Casentino e, verso sud-est, il blu del Lago Trasimeno.
La Croce del Pratomagno: simbolo rosso tra storia e restauri
La grande Croce metallica, dipinta di rosso e alta quasi 20 metri, è il segno che definisce il crinale. La croce è stata installata tra il 1927 e il 1928 su iniziativa religiosa e civile delle due valli, in occasione del settimo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, con una piccola cappella alla base dedicata al Santo.
L’inaugurazione richiamò migliaia di persone dal Casentino e dal Valdarno, fissando una tradizione che continua ogni estate con una festa sul crinale. Il clima di quota, però, non ha fatto sconti: vento, ghiaccio e tempeste hanno imposto più interventi di restauro. Tra il 5 e il 6 novembre 1966, nelle stesse ore dell’alluvione di Firenze, le raffiche spezzarono la struttura. La ricostruzione arrivò nell’agosto 1969, con un basamento più robusto e un’altezza leggermente inferiore.
La “Spada nella Roccia” e il cippo Hinkler
Il Pratomagno custodisce due dettagli che aggiungono fascino al paesaggio. Il primo è la Spada nella Roccia, un’installazione posata lungo il crinale che richiama immediatamente le leggende arturiane. Dalla Croce si raggiunge con circa un’ora e mezza di cammino seguendo le indicazioni in loco, ideale per costruire un anello di giornata.
Il secondo è il cippo Hinkler, una lapide poco distante che ricorda l’incidente del pilota australiano Herbert Hinkler, precipitato qui nel 1933 durante un tentativo di volo tra Londra e l’Australia.
Sentieri e anelli: dal parcheggio alla dorsale
La rete di sentieri è semplice da leggere: molti percorsi partono nei pressi del ristorante Da Giocondo, punto di riferimento per chi sale verso il crinale. Chi cerca il minimo dislivello può raggiungere un piccolo parcheggio vicino a un rifugio attrezzato con griglie, quindi proseguire a piedi su prato con un sentiero in salita fino alla dorsale: una volta in quota, la Croce appare a sinistra e si raggiunge seguendo la linea del crinale.
Per un’opzione di media lunghezza, conviene lasciare l’auto sempre in zona Da Giocondo e imboccare un tracciato nel bosco: l’ombra accompagna il primo tratto, poi il percorso sbuca nell’erba alta e prosegue verso la Croce.
Come arrivare al Pratomagno
La zona della Croce è raggiungibile in auto dai paesi del Casentino e del Valdarno.
- In auto la segnaletica per il Pratomagno guida fino al ristorante Da Giocondo, utile come riferimento per orientarsi tra i sentieri.
- Chi preferisce il treno può utilizzare la linea Firenze–Arezzo–Cortona, scendere in una delle stazioni di valle e proseguire con auto a noleggio o mezzi locali fino ai paesi di base: la salita al crinale richiede comunque un ultimo tratto in auto o con transfer privato.
- Per arrivi da lontano, gli aeroporti più vicini sono Firenze e Pisa; da lì si prosegue verso Arezzo e il Valdarno con treni o auto.



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