Acqua color smeraldo sotto pareti di granito levigato, un fondovalle quasi piatto e un silenzio raro per una valle così famosa. La Val di Mello, laterale della Val Masino (Sondrio), è spesso paragonata allo Yosemite per i paesaggi imponenti. Dal 2009 è una Riserva naturale: qui l’accesso è regolato, i prati sono vivi di alpeggi e l’acqua taglia il paesaggio come una lama turchese. È un’esperienza da vivere a passo lento, tra mulattiere storiche e baite in pietra.
Dove si trova e perché visitarla
La Val di Mello si incunea nella Bassa Valtellina, all’interno del territorio di Val Masino. È una valle breve e sorprendentemente accessibile nel fondovalle, segnata da contrasti netti: il verde dei prati, il bianco del granito e il blu dei torrenti. Sulle sue testate s’innalzano i giganti che hanno reso celebre l’area tra arrampicatori e alpinisti di mezzo mondo, come il Pizzo Badile, mentre nel piano si susseguono baite con tetti in piode e recinti per il bestiame. La Riserva naturale, istituita nel 2009, tutela questo equilibrio con regole stringenti, evitando che il corridoio verde diventi una strada di transito.
Come arrivare in Val di Mello: regole, pass e stop alle navette
L’ingresso lungo la Via Val di Mello è contingentato. Ogni giorno possono salire al massimo 40 veicoli, con pass a pagamento rilasciato dal parcometro nel parcheggio di San Martino Valmasino, di fronte all’InfoPoint turistico. Il servizio navetta che collegava il paese all’imbocco della Riserva non è più attivo, quindi non si dovrebbe contare su mezzi interni per accorciare il tragitto. Le autorità locali raccomandano di entrare a piedi: dal centro di San Martino si raggiunge l’inizio valle in circa 25 minuti, con un centinaio di metri di dislivello.
Arrivare in zona
Per chi si muove in auto, l’itinerario risale la Valtellina da Morbegno, dopo l’asse Milano–Lecco–Colico. Con i mezzi pubblici conviene combinare il treno fino alle stazioni valtellinesi (ad esempio Morbegno) e poi gli autobus di valle. Una volta a San Martino Valmasino, si parcheggia e si prosegue a piedi, oppure – se disponibile – si acquista il pass giornaliero per uno dei pochi posti consentiti sulla strada di accesso.
L’itinerario classico: dal “Gatto Rosso” all’Alpe Pioda
Il percorso completo attraversa l’intera valle e sale fino alla conca dell’Alpe Pioda, un alpeggio luminoso intorno ai 1560 metri. Per la sola salita si considerano circa due ore, con 400 metri di dislivello concentrati nella parte finale. L’imbocco della mulattiera si trova nei pressi del locale noto come “Gatto Rosso”, in località Ca’ Panscer, raggiungibile a piedi dal parcheggio d’ingresso.
La prima breve rampa porta subito al laghetto del Qualido, nato dopo un importante crollo dalla parete omonima nel 2009: lo specchio d’acqua, fermo e metallico, riflette la muraglia di granito e introduce alle dimensioni della valle. Poco oltre scorrono le baite raccolte di Ca’ di Carna, poi compare uno degli scorci più iconici: il “Bidet della Contessa”, una pozza trasparentissima con venature turchesi e rocce lisce levigate dall’acqua. In giornate limpide si distinguono le pietre sul fondo.
Si entra quindi nell’area di Cascina Piana, il nucleo rurale più esteso, con tetti in piode, recinti e camini bassi. Qui, nelle ore di sole, si vedono spesso cordate muoversi sulle pareti sovrastanti, con il tintinnio dei moschettoni che arriva a tratti fino al sentiero. Superata Rasica, il tracciato lascia i prati aperti, si infila nel bosco e prende quota tra grandi blocchi di granito fino al ponticello sul torrente Torrone, vicino alla cascata della Chiusa, spesso avvolta da una leggera nebbiolina.
Da qui inizia il tratto più ripido verso l’Alpe Pioda, perlopiù all’ombra di abeti alti, lungo il margine inferiore delle Placche dell’Oasi. La salita, a tornanti regolari, oltrepassa una valletta umida e si addolcisce prima dell’ampia conca prativa. Un belvedere segnalato, dieci minuti prima delle baite, regala la visione completa della Val di Mello dall’alto.
Arrampicata e trekking in Val di Mello
La Val di Mello è il cuore di un territorio più ampio. La Val Masino è conosciuta in Europa per l’arrampicata su granito e per i massi da boulder disseminati sul fondovalle, con il Sasso Remenno come simbolo più noto, considerato tra i monoliti erratici più imponenti del continente. Accanto alle vie su parete, gli itinerari escursionistici spaziano dai percorsi accessibili del fondovalle fino a traversate d’alta quota come il Sentiero Roma, tra le alte vie di riferimento sulle Alpi.
Quando la neve limita le uscite lunghe, è possibile proseguire l’allenamento al Centro Polifunzionale della Montagna in località Filorera, con palestra di arrampicata indoor. L’inverno regala anche passeggiate tranquille sul fondovalle innevato, tra aria secca e rumori ovattati; in estate la vita di alpeggio e le produzioni casearie restituiscono l’anima agricola della valle, con formaggi e burro d’alpe protagonisti della tavola valtellinese insieme a piatti come pizzoccheri, sciatt e bresaola, spesso accompagnati da vini locali.



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