Brunate: ville Liberty, faro tricolore e la vista più ampia sul Lago di Como

Un borgo a 715 metri sopra Como, raggiungibile in pochi minuti di funicolare. Tra ville Liberty, un faro e belvedere che arriva fino al Monte Rosa.
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Luca Casartelli, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Brunate è quel punto esatto dove la villeggiatura di inizio Novecento incontra un faro che accende la notte con luci tricolori. Qui si mescolano architettura Liberty, percorsi brevi ma scenografici e storie che portano dritto ad Alessandro Volta. Il tutto si concentra in poche ore, senza auto e con una passeggiata alla portata di molti. Ecco, allora, cosa non perdere a Brunate.

Come arrivare in quota: la funicolare storica

Per raggiungere Brunate si dovrebbe puntare sulla funicolare Como–Brunate, in servizio dalla fine dell’Ottocento. Nata per superare l’antica mulattiera, oggi offre un percorso rapido con finestre sul porto, sui tetti del centro e sulle prime curve del lago. Le corse coprono l’arco della giornata e, in certi periodi, si estendono con orari più lunghi. 

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Punti panoramici da non perdere

Dai belvedere di via Pirotta si legge dall’alto la pianta del centro storico di Como, con il primo bacino del lago che disegna una mezzaluna tra le montagne. Proseguendo per una decina di minuti verso via Pissarottino, lo sguardo si allarga ancora: nelle giornate più limpide si distinguono le cime alpine e, a nord-ovest, il profilo innevato del gruppo del Monte Rosa. Quando la visibilità aiuta, a sud si riconoscono anche le sagome dei grattacieli milanesi.

La salita al Faro Voltiano

La passeggiata classica parte dal paese e sale verso la cima del Monte Tre Croci. In media si impiegano 20–30 minuti con passo tranquillo, ma il tracciato è in salita costante: meglio prendersi il proprio tempo, specie nelle giornate calde. La strada è asfaltata, con punti di ristoro lungo il percorso e segnaletica chiara. 

Il Faro Voltiano si trova in località San Maurizio, frazione di Brunate. È una torre ottagonale in cemento alta 29 metri, firmata dall’ingegnere Gabriele Giussani e inaugurata nel 1927 per il centenario della morte di Alessandro Volta. Di notte illumina la convalle con fasci bianco, rosso e verde, visibili anche dalla riva di Como. Per salire in cima si affrontano 143 gradini a chiocciola; in vetta, la balconata circolare apre un panorama integrale.

Tra fede, scienza e una fontana “pubblicitaria”

Nel cuore del borgo, lungo via Roma, resiste una delle pochissime fontane Campari realizzate negli anni Trenta. Progettata dallo scultore Giuseppe Gronchi, combina graniglia di marmo e cemento in un linguaggio tra classico e déco: era un manifesto tridimensionale, oggi è un dettaglio curioso e fotogenico. 

Poco più su si incontra la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, documentata dal Trecento e rimaneggiata nel tempo: interno ricco, organo ottocentesco, facciate con stilemi differenti e lapidi esterne che ricordano la “Terra dei Santi”, anche per la presenza delle reliquie della Beata Maddalena Albrici. 

Le ville della villeggiatura e gli hotel che fecero notizia

Camminando tra le vie emergono ville eclettiche e liberty che raccontano la villeggiatura tra XIX e XX secolo. Si riconoscono balconate in ferro battuto, vetrate policrome e motivi floreali sulle facciate, come nel caso di Villa Pirotta Bonacossa o di Villa Ghezzi Antonelli. 

La stagione dorata si riflette anche negli antichi alberghi. Il Grand Hotel Milano, oggi chiuso, fu tra i primi in Italia a installare un ascensore Stigler Otis importato dagli Stati Uniti e, in seguito, ospitò il primo apparecchio televisivo di Brunate, un 17 pollici in bianco e nero allora d’avanguardia.

Quando andare e quanto tempo serve

Per una visita essenziale si dovrebbero considerare un paio d’ore per centro, belvedere e tappe culturali; per includere la salita al faro, fotografie e una sosta in terrazza è prudente aggiungere qualche ora. A fine inverno e inizio primavera la visibilità verso le Alpi tende a migliorare, offrendo orizzonti più nitidi. In estate l’altitudine mitiga il caldo cittadino ma aumentano i visitatori. L’autunno, con i boschi intorno al faro che virano al ramato, regala contrasti cromatici e una luce pomeridiana che valorizza dettagli e decorazioni liberty.

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