Si attraversa un torrente e, invece di cambiare città, se ne scoprono due in una sola. È l’effetto Imperia, nata ufficialmente quando un decreto reale del 21 ottobre 1923, firmato da Vittorio Emanuele III, unì Oneglia e Porto Maurizio. Il nome stesso fu scelto come punto d’incontro, riprendendo il torrente Impero che taglia in due il tessuto urbano. Oggi quell’unione si legge nei dettagli: portici sabaudi da una parte, carruggi panoramici dall’altra; musei dedicati all’olio e al mare; una vocazione turistica che ha preso il posto di quella industriale.
Come nasce Imperia: quando due borghi diventano una città
L’attuale assetto urbano di Imperia è frutto di una scelta amministrativa precisa. Con il regio decreto del 21 ottobre 1923, Oneglia e Porto Maurizio vennero fuse in un unico comune.
La denominazione “Imperia” riprende il torrente Impero, elemento naturale che attraversa e, al tempo stesso, collega i due centri storici. La doppia identità non si è dissolta: si legge negli spazi, nelle architetture e perfino nelle abitudini, offrendo a chi arriva un itinerario in due atti senza mai lasciare la città.
Due anime divise dall’acqua: Oneglia e Porto Maurizio
A sinistra del torrente si incontra Oneglia, storicamente l’anima più commerciale. Qui il segno sabaudo è evidente nei portici di via Bonfante, in Piazza Dante e lungo via della Repubblica. Accanto a questa impronta ottocentesca, si riconosce un nucleo tipicamente ligure che gravita attorno alla Collegiata di San Giovanni Battista e scende fino ai portici di Calata Cuneo, affacciati sul porto dei pescherecci. È una città nella città, dove mercati, botteghe e architetture dialogano con l’acqua.
Dalla parte opposta dell’Impero si sale verso Porto Maurizio, arroccato sul promontorio del Parasio. Prima di Imperia, fu capoluogo di provincia e la sua storia è antica: insediamenti locali precedettero la conquista romana nel II secolo a.C. Nel XIII secolo, insieme ad Albenga, affrontò senza successo la Repubblica di Genova; dal 1241 entrò nell’orbita genovese con lo status di città suddita e convenzionata, assumendo un ruolo politico-amministrativo di riferimento nel Ponente.
Cosa vedere: musei, piazze e scorci da cartolina
Negli ultimi anni, la spinta turistica ha valorizzato luoghi simbolo e collezioni uniche. A Oneglia, Villa Grock accoglie il Museo del Clown in una dimora scenografica con giardini eleganti: un omaggio sorprendente alla storia dell’arte circense. Sempre sul lato orientale, il Museo dell’Olivo racconta una delle filiere più identitarie del territorio. Sul versante di Porto Maurizio, il Museo Navale custodisce memorie marittime e rotte che hanno segnato il Mediterraneo occidentale.
Tra un’esposizione e l’altra, si dovrebbe ritagliare tempo per i luoghi all’aperto. A Oneglia, la Collegiata di San Giovanni Battista e Piazza Dante introducono ai portici colorati di Calata Cuneo, dove la vita della pesca detta i ritmi del molo. Sul Parasio, a Porto Maurizio, la Basilica Concattedrale di San Maurizio, riedificata in stile neoclassico tra XVIII e XIX secolo, domina un dedalo di case tinte e prospettive sul blu, regalando un colpo d’occhio che resta impresso.
Dal Parasio al mare: logge, borghi e un grande porto turistico
Dalla sommità del Parasio si scende verso il mare attraversando le Logge di Santa Chiara, poi tra scalinate e carruggi che si aprono in piccoli affacci. In basso, si incontrano borgo Prino e borgo Foce; una breve passeggiata, chiamata degli Innamorati, li collega a borgo Marina, cuore della nautica da diporto.
Qui sorge uno dei porti turistici più grandi del Mediterraneo, punto di partenza per uscite in barca e per vivere l’atmosfera del lungomare tra barche storiche e ormeggi. Per chi cerca un punto panoramico insolito, il Monte Calvario regala una vista d’insieme su Imperia e sulle due sponde del torrente.
Outdoor tutto l’anno: ciclovie, spiagge e Vele d’Epoca
Imperia si vive anche all’aperto, con proposte in ogni stagione. La pista ciclabile sul mare collega la città verso ovest fino a Sanremo e a Ospedaletti, ritagliando tratti scenografici a picco sull’acqua. Nell’entroterra partono circuiti per mountain bike che permettono di cambiare ritmo e paesaggio in pochi minuti.
Lungo la costa, si alternano spiagge di ciottoli e scogli a tratti sabbiosi, così da scegliere in base a meteo e preferenze del giorno. Il calendario segna un momento clou a settembre: le Vele d’Epoca, raduno di imbarcazioni storiche che dal 1986 richiama appassionati e curiosi.
Articolo visto su (turistipercaso.it) Liguria, qui 100 anni fa due borghi divisi dal fiume si sono uniti per formare una sola (e incredibile) città








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