Sila, la Calabria “scandinava” con laghi, lupi e borghi da vedere ora

Foreste monumentali, laghi da Nord Europa e borghi d’altopiano. Quando andare, cosa fare e come pianificare un viaggio nella Sila.
Sila
Antonio Martino, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

In Sila, i laghi hanno riflessi freddi, i pini larici svettano come cattedrali verdi e, nelle giornate terse, dalle cime si distinguono Ionio, Tirreno e perfino l'Etna all'orizzonte. È un altopiano che cambia volto a ogni stagione: d'inverno si scia, in estate si cammina tra specchi d'acqua e boschi fittissimi, in autunno esplode il foliage, in primavera fioriscono i prati. La Sila è un luogo da vivere, dove treni storici, riserve monumentali e abbazie medievali costruiscono un viaggio sorprendente. E con un dettaglio non secondario: servizi diffusi e costi di soggiorno generalmente accessibili.

Dove si trova la Sila

La Sila è un altopiano montuoso nel cuore della Calabria, riconosciuto come Riserva della Biosfera UNESCO. Si estende per oltre 150.000 ettari e comprende Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. Le cime sono ampie e tondeggianti: il Monte Botte Donato raggiunge i 1.928 metri e, con cielo limpido, permette di abbracciare con lo sguardo i due mari. Questo mix di orizzonti larghi, aria fresca e natura integra è il motivo per cui la zona viene spesso descritta come la "Scandinavia d'Italia".

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Tra tarda primavera e inizio autunno si dovrebbero privilegiare trekking e vita all'aria aperta, con giornate lunghe e sentieri agibili. In inverno l'altopiano si trasforma in un comprensorio per gli sport sulla neve; l'autunno è la stagione dei colori intensi e dei funghi. Gli aeroporti calabresi sono i riferimenti principali, con proseguimento in auto verso località come Camigliatello Silano, Lorica, San Giovanni in Fiore o Villaggio Mancuso. 

Il "Gran bosco d'Italia": paesaggi e biodiversità

La Sila è dominata da foreste continue dove il protagonista è il pino laricio calabrese, affiancato da faggi e abeti bianchi. Nel sottobosco, tra felci e muschi, in primavera spuntano orchidee selvatiche e specie endemiche. L'impatto visivo, lungo le strade che costeggiano i grandi bacini, è quello di un altopiano verde scuro punteggiato da malghe e radure.

La fauna conferma il valore naturalistico del parco: qui vive il lupo appenninico, insieme a cervi, caprioli e gatti selvatici. Gli appassionati di birdwatching possono osservare rapaci come aquila reale, biancone e nibbio reale, oltre a specie come il picchio nero e, in aree idonee, la cicogna nera.

Laghi da cartolina: Arvo, Cecita, Ampollino e Ariamacina

I grandi laghi della Sila, creati nel Novecento e ormai fusi nel paesaggio, sono il cuore delle attività outdoor. Il Lago Arvo, incorniciato da faggete e rive facilmente accessibili, è ideale per canoa, vela leggera, pesca sportiva e camminate costanti a bordo acqua. Il Cecita, il più esteso, regala ampie vedute e silenzio, con spazi perfetti per soste e picnic.

L'Ampollino, tra Sila Grande e Sila Piccola, è più raccolto e adatto a chi cerca angoli tranquilli. L'area umida di Ariamacina, invece, è un riferimento per l'osservazione degli uccelli acquatici, soprattutto nelle mezze stagioni. Accanto ai laghi si trovano corsi d'acqua freddi e limpidi che alimentano piccole cascate e pozze naturali.

I Giganti del Fallistro: una cattedrale verde del FAI

Nel cuore della Sila, la Riserva Naturale "I Giganti della Sila" (o del Fallistro), gestita dal FAI, custodisce oltre cinquanta pini larici ultracentenari, con alcuni esemplari che raggiungono età stimate fino a diverse centinaia di anni e chiome che toccano altezze notevoli. Insieme ad antichi aceri montani, formano un ambiente quasi sacrale.

Borghi d'altopiano e un'abbazia che ha fatto scuola

La Sila non è solo natura. Camigliatello Silano e Lorica sono le basi più strutturate: in inverno c'è lo sci a portata di mano, d'estate partono i sentieri e le attività sul lago. 

  • Villaggio Mancuso sorprende con case in legno dai tetti spioventi e vedute ampie sull'altopiano.
  • San Giovanni in Fiore, il centro più popoloso, ruota attorno all'Abbazia Florense, fondata nel XII secolo da Gioacchino da Fiore: un riferimento per l'architettura romanica in granito e per itinerari culturali che uniscono fede, pensiero e paesaggio.
  • Completano il quadro Acri, spesso definita "porta della Sila", e Taverna, paese natale di Mattia Preti, con museo dedicato.

Il treno storico e 600 km di sentieri

Il Treno della Sila è un viaggio nel tempo: locomotive a vapore e carrozze d'epoca percorrono tratti della storica Cosenza-San Giovanni in Fiore tra Moccone, Camigliatello Silano e San Nicola Silvana Mansio, una stazione posta oltre i 1.400 metri e considerata tra le più alte d'Europa per lo scartamento ridotto. 

Per chi vuole muoversi a piedi, il Parco Nazionale della Sila offre circa 600 km di sentieri. I riferimenti sono i Centri Visita Cupone (sul Cecita, vicino a Camigliatello) e "A. Garcea" (Monaco-Villaggio Mancuso), dove si trovano mappe aggiornate e guide ufficiali. Tra gli itinerari più apprezzati si segnalano la traversata di Montenero, con visuali ampie sull'Arvo, il Sentiero del Capriolo immerso nella foresta, gli itinerari gioachimiti legati all'abbazia e, per i più allenati, il CAI da Lorica al Botte Donato.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra la Scandinavia ma siamo nel cuore della Calabria: il paradiso tra laghi e foreste giganti da scoprire subito

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