Un'isola carcere dove si può camminare tra vigneti terrazzati, torri medievali e macchia mediterranea, ma senza telefono in tasca: a Gorgona il trekking è possibile, però a condizioni rigidissime. L'accesso è contingentato, l'itinerario si percorre soltanto con guide autorizzate e le regole si applicano come in un penitenziario attivo. In cambio si ottiene un'esperienza rara: natura intatta e panorami sul Tirreno. Per molti è la gita più insolita dell'Arcipelago Toscano. Ecco cosa sapere per riuscire davvero a entrare nel 2026.
- Come si visita: permesso, gruppo e tracciato obbligatorio
- Il percorso ad anello: dove porta e cosa si vede
- Come arrivare da Livorno: imbarchi e navigazione
- Regole e divieti: cosa è imposto prima dello sbarco
- Prenotazioni 2026: posti limitati e controlli di sicurezza
- Attrezzatura obbligatoria e cosa mettere nello zaino
- Quando andare e cosa aspettarsi lungo i sentieri
Come si visita: permesso, gruppo e tracciato obbligatorio
L'esplorazione è consentita esclusivamente tramite visite ufficiali e accompagnate. Il trekking segue un anello di circa 7 chilometri, con 300 metri di dislivello positivo complessivo e classificazione escursionistica medio-facile. Il tempo di cammino effettivo è intorno alle 3 ore, inserito in una permanenza sull'isola di 4-5 ore. L'intero percorso si svolge in gruppo, senza possibilità di muoversi autonomamente né di abbandonare i sentieri indicati dalla guida.
Il percorso ad anello: dove porta e cosa si vede
L'itinerario tocca i punti più rappresentativi dell'isola, alternando tratti esposti al sole e passaggi nella macchia mediterranea. La traccia è panoramica, con affacci che spaziano sul Tirreno e sulla costa toscana. Lungo la marcia si incontrano elementi storici e naturalistici che raccontano la stratificazione millenaria di Gorgona.
- Cala dello Scalo: piccolo porticciolo incastonato in una stretta insenatura, oggi fulcro della vita della colonia penale.
- Resti della Villa Romana (Villa Margherita): testimonianza della frequentazione d'élite tra I sec. a.C. e I sec. d.C.; l'edificio soprastante ospita funzioni amministrative del penitenziario.
- Belvedere: terrazza naturale da cui osservare il paesaggio selvaggio del Parco Nazionale.
- Fortificazioni: dalla Torre Nuova di epoca medicea si prosegue verso la scenografica Torre Vecchia di origine pisana, arroccata a guardia dalle incursioni piratesche.
- Punta Paratella: balcone privilegiato su Cala Maestra, tra i punti più suggestivi del versante nord.
Come arrivare da Livorno: imbarchi e navigazione
I collegamenti turistici per Gorgona partono esclusivamente da Livorno, con imbarco al Porto Mediceo su motonavi autorizzate e in coordinamento con le guide. Le partenze avvengono al mattino, in genere tra le 8:15 e le 8:45 a seconda della stagione. L'isola dista circa 36 chilometri dalla costa (circa 19 miglia nautiche) e si raggiunge in all'incirca 75 minuti di navigazione. Durante la tratta non è raro osservare delfini e altri cetacei che frequentano le acque del Santuario Pelagos.
Regole e divieti: cosa è imposto prima dello sbarco
Visitare Gorgona significa accettare un codice rigoroso, essenziale per convivere con un carcere attivo e con un'area naturale delicata. Le prescrizioni vengono illustrate dalle guide prima della partenza e ribadite allo sbarco. Il mancato rispetto comporta l'interruzione della visita.
- Divieto di dispositivi elettronici: telefoni, tablet e macchine fotografiche non possono entrare; vanno consegnati alle guide in sacchetti sigillati e restituiti al rientro.
- Movimento sempre in gruppo: è vietato allontanarsi dai sentieri o dalla guida, anche per brevi tratti.
- Balneazione proibita: non si può fare il bagno né scendere autonomamente al mare.
- Animali non ammessi: l'accesso con cani o altri animali domestici non è consentito.
Prenotazioni 2026: posti limitati e controlli di sicurezza
L'accesso all'isola è contingentato a 100 persone al giorno. Per la stagione 2026 le uscite sono programmate in date limitate, concentrate nei periodi più adatti al cammino. L'apertura delle prenotazioni avviene in genere a fine febbraio, tramite il portale del Parco Nazionale Arcipelago Toscano o contattando le Guide Ambientali Escursionistiche convenzionate.
La prenotazione va effettuata con almeno 14 giorni di anticipo: il tempo serve alla Direzione e alla Polizia Penitenziaria per i controlli anagrafici e di sicurezza su ogni partecipante. In presenza di carichi pendenti l'autorizzazione allo sbarco non viene concessa.
Attrezzatura obbligatoria e cosa mettere nello zaino
L'idoneità dell'equipaggiamento viene verificata prima dell'imbarco e può determinare l'esclusione dalla visita. L'isola non dispone di servizi di ristorazione o punti vendita per i visitatori, quindi bisogna organizzarsi in autonomia e con anticipo. Il percorso presenta tratti esposti al sole, per cui la protezione è fondamentale soprattutto nei mesi caldi.
- Calzature: obbligatorie scarpe da trekking o escursionismo con suola scolpita. Sandali o sneakers lisce non sono ammessi.
- Abbigliamento: vestizione a strati con capi tecnici leggeri; preferibili colori chiari nelle giornate più calde.
- Protezione: cappellino, occhiali da sole e crema solare, considerati i tratti completamente esposti.
- Viveri e acqua: pranzo al sacco e 1,5-2 litri d'acqua a persona; i rifiuti vanno riportati a bordo.
Quando andare e cosa aspettarsi lungo i sentieri
Le uscite concentrate nelle mezze stagioni consentono di camminare con temperature più gestibili e una luce che valorizza la vegetazione mediterranea. L'itinerario alterna profumi di cisto, lentisco e mirto a tratti di macchia più fitta, con scorci improvvisi sul mare cristallino. La componente più inattesa, però, è la disconnessione totale: senza smartphone e fotocamere si osserva con maggiore attenzione, si ascoltano i suoni dell'isola e si percepisce il ritmo di una comunità penitenziaria che lavora all'aperto.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Italia c’è un’isola carcere dove si può fare trekking (ma solo con permesso)








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