Il Cammino di San Giacomo, 130 km che ricordano Santiago nel cuore della Sicilia

Un cammino tra borghi, ferrovie dismesse e santuari. Sei tappe, segnaletica dedicata e GPX gratuiti.
cammino san giacomo
Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Una freccia gialla su una ferrovia dismessa, il profumo di terra umida, il grano mosso dal vento e l'Etna sullo sfondo. Non è la Spagna: è il Cammino di San Giacomo in Sicilia, un itinerario che unisce pellegrinaggio e trekking nell'entroterra meno raccontato dell'isola. In sei giornate si attraversano riserve naturali, vecchie linee a scartamento ridotto, borghi medievali e santuari jacopei con reliquie antiche. Il percorso è lineare, modulabile e già segnato, con acqua e servizi essenziali distribuiti lungo le tappe.

Cammino di San Giacomo: che cos'è e dove porta

Il Cammino di San Giacomo in Sicilia collega Caltagirone a Capizzi lungo circa 130 km suddivisi in 6 tappe. Si attraversano dieci comuni dell'interno, tra cui spiccano Piazza Armerina, Valguarnera, Assoro, Nissoria e Nicosia. Il fondo alterna sentieri di terra, strade bianche e tratti su vecchie ferrovie dismesse, con porzioni su asfalto: l'insieme crea una progressione varia, tra boschi, colline di cereali e panorami aperti.

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La difficoltà è media: il dislivello non è estremo ma alcune salite e discese, specie verso Nicosia e nell'ultima tappa per Capizzi, richiedono un passo regolare. Il filo conduttore è doppio: natura (Erei e Nebrodi) e spiritualità jacopea, con due comunità - Caltagirone e Capizzi - custodi di reliquie dell'apostolo.

Le tappe: dagli azulejos di Caltagirone alla "Compostela siciliana"

Il tracciato parte dalla Basilica di San Giacomo a Caltagirone, città delle ceramiche, e raggiunge Capizzi, spesso chiamata la "Compostela siciliana" per il santuario medievale dedicato all'apostolo. In particolare:

  • Tappa 1: Caltagirone - Mirabella Imbaccari. Dalla Statale 124 si entra su una ferrovia dismessa, vera porta d'ingresso del cammino. Si incontrano sorgenti e coltivi; possibile deviazione a San Michele di Ganzaria per ristoro e timbro.
  • Tappa 2: Mirabella Imbaccari - Piazza Armerina. Terra battuta e provinciali conducono all'Eremo di Leano, luogo di quiete. Arrivo a Piazza Armerina, con la Villa Romana del Casale e i mosaici UNESCO a breve distanza.
  • Tappa 3: Piazza Armerina - Valguarnera Caropepe. Immersione nella Riserva Rossomanno-Grottascura-Bellia, tra eucalipti e conifere. Lungo il percorso compaiono la Cappella della Madonna del Cammino, opere di Enzo Germanà e le rocce dette "Pupi Ballerini"; presso la Croce di Ferro si lascia spesso una pietra colorata.
  • Tappa 4: Valguarnera - Assoro. Campi di cereali e Piana di Dittaino come corridoio di passaggio, con bar e servizi. Si risale lungo un'antica ferrovia a scartamento ridotto per lo zolfo, tra ponti e gallerie in pietra; ad Assoro spiccano Palazzo della Signoria e la Basilica di San Leone (XII secolo).
  • Tappa 5: Assoro - Nicosia (via Nissoria). Tra muretti a secco e palmenti rupestri si sfiora una Qubba legata alla gestione delle acque. Sosta a Nissoria per pane e caffè; poi boschi di querce e olivastri, discesa al fiume Salso e salita verso Nicosia, con l'accoglienza del Convento dei Cappuccini.
  • Tappa 6: Nicosia - Capizzi. Tra aziende agricole e caseifici, si attraversa Contrada Albereto e la zona di San Giacomo. Poco prima dell'arrivo, la prima vista su Capizzi e il Santuario di San Giacomo, con l'Oratorio della Buona Morte e l'antica portantina.

Segnaletica, credenziale e mappe: come non perdersi

Il percorso è dotato di segnaletica dedicata e fonti d'acqua distribuite lungo le tappe. La credenziale del pellegrino, ottenibile con donazione libera, accompagna l'itinerario e permette di raccogliere i timbri nei punti di passaggio, sostenendo allo stesso tempo l'organizzazione. Per la navigazione digitale sono disponibili gratuitamente le tracce GPX ufficiali tramite l'app di Cammini d'Italia, utile per seguire con precisione la linea del percorso sullo smartphone.

Dove fermarsi e come pianificare: i servizi lungo il cammino

La presenza di dieci centri abitati consente di modulare le tappe in base al tempo e alla preparazione. Nei paesi principali si trovano bar, panifici, ristoranti e supermercati per fare scorta prima dei tratti più isolati. Sono presenti farmacie e parafarmacie; gli ospedali si trovano a Caltagirone, Piazza Armerina e Nicosia, mentre negli altri comuni opera il servizio di emergenza sanitaria regionale. 

Si può procedere in autonomia oppure affidarsi all'organizzazione del Cammino, opzione pensata per gruppi o per chi preferisce un supporto strutturato con alloggi, trasferimenti interni e contenuti formativi sulla storia e la spiritualità dell'itinerario.

Quando partire: il meteo che cambia l'esperienza

Il Cammino è praticabile tutto l'anno, ma le condizioni incidono sul ritmo e sulle soste. La primavera regala colline verdi e temperature miti, mentre l'autunno offre colori caldi e giornate ancora gestibili, soprattutto nelle aree collinari. In estate il sole è intenso: conviene partire all'alba, sfruttare i tratti ombreggiati (come nella Riserva Rossomanno) e rifornirsi d'acqua con costanza. In inverno, verso Capizzi e in zona montana, bisogna considerare freddo e meteo variabile, adeguando l'equipaggiamento.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra il Cammino di Santiago ma si trova nel cuore della Sicilia: 130 km tra borghi e vecchie ferrovie dismesse

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