Sembra una scenografia costruita in studio, invece è tutto naturale: rumore d'acqua, luce che filtra tra le fronde, pietre scure levigate dal fiume. A nord di Roma, nel territorio di Mazzano Romano, le Cascate di Monte Gelato offrono uno dei paesaggi più iconici del Lazio, incastonate nel Parco Naturale Regionale Valle del Treja. Non è però un luogo da trattare come una piscina: la balneazione è vietata e le regole sono parte del fascino, perché proteggono un ambiente fragile e sorprendente. Ecco cosa conviene sapere per organizzare una visita piacevole.
Dov'è il Monte Gelato con la sua cascata
Le Cascate di Monte Gelato si trovano nel Comune di Mazzano Romano, all'interno del Parco Valle del Treja, tra il quadrante nord di Roma e la Tuscia viterbese. Il fiume, affluente del Tevere, ha inciso il tufo creando forre fresche e ombrose. Qui l'attrazione non è l'altezza del salto, ma le sponde coperte di felci e le trasparenze dell'acqua.
L'area concentra in poco spazio natura, storia e percorsi accessibili, motivo per cui è tra le più fotografate e frequentate del Lazio. Proprio l'alta popolarità rende ancora più importante muoversi con attenzione e rispetto, seguendo la segnaletica del Parco.
Il set naturale che di molte opere cinematrografiche
Il mix di rocce scure, vegetazione fitta e il profilo del vecchio mulino ha convinto negli anni molte produzioni. Tra i titoli passati da qui compaiono il film "Lo chiamavano Trinità", "Per grazia ricevuta", "Superfantozzi", "Storia di una capinera" e un "Don Chisciotte" firmato da Orson Welles con Jesús Franco.
Perché la balneazione vietata
Monte Gelato è area naturale protetta. La balneazione è vietata: non si può fare il bagno né sostare in acqua. Il divieto tutela sicurezza ed ecosistemi, perché il fondo può essere scivoloso, i livelli del fiume variare rapidamente e la valle ospita habitat delicati. Inoltre, l'acqua del Treja non è potabile. Sono vietati anche fuochi, barbecue e bivacchi; il pic-nic è consentito solo nelle aree attrezzate, con rifiuti sempre riportati via.
I cani sono ammessi al guinzaglio e si dovrebbe evitare che entrino nel fiume o bevano dal corso d'acqua. L'accesso è indicato nella fascia 7.00-20.00, ma orari e modalità possono essere aggiornati da Parco e Comuni.
Passeggiate e sentieri nella Valle del Treja
La camminata più semplice porta dalle aree di sosta all'anfiteatro delle cascate in pochi minuti, immersi nel verde. Il fondo può però diventare fangoso o irregolare dopo la pioggia: calzature chiuse con buona aderenza sono la scelta più prudente.
Per chi desidera andare oltre, c'è il percorso escursionistico che unisce Monte Gelato a Calcata passando per Mazzano Romano misura circa 7 chilometri, con tempi di percorrenza indicativi di 3 ore e mezza. Non è un trekking estremo, ma non va confuso con una passeggiata urbana: servono passo sicuro, attenzione nei tratti stretti o esposti e capacità di gestire fango e saliscendi.
La Mola e le tracce di storia
A ridosso dei salti d'acqua sorge la Mola di Monte Gelato, mulino ottocentesco voluto dalla famiglia Del Drago su strutture preesistenti. Attivo fino ai primi anni Sessanta del Novecento, è stato poi recuperato e oggi ospita un punto informativo del Parco, visitabile quando aperto o su richiesta.
La valle custodisce inoltre un importante patrimonio archeologico legato all'antica città di Narce, con necropoli, luoghi di culto e cavoni scavati nel tufo. Da considerare il santuario di Monte Li Santi e il MAVNA, Museo Archeologico Virtuale di Narce a Mazzano Romano.
Come arrivare alla cascate e dove parcheggiare
Da Roma si può seguire la Cassia bis Veientana e poi le indicazioni per Mazzano Romano e Monte Gelato. I tempi dipendono molto dal traffico, ma la meta resta tra le più accessibili per una gita dal quadrante nord.
Nei pressi dell'ingresso è presente un parcheggio comunale: usare solo spazi consentiti, evitando soste lungo la carreggiata o in punti non autorizzati. Con i mezzi pubblici, alcuni collegamenti Cotral servono Mazzano Romano e i centri vicini.
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