Due basiliche che svettano su una vallata di tufo, un labirinto di necropoli etrusche e scorci da cartolina a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro: in Lazio c'è un borgo che sorprende per densità di storia e bellezza. A Tuscania si incontra una sintesi rara tra l'Etruria più antica e il Medioevo romanico, con un centro storico raccolto e un paesaggio agricolo rimasto autentico.
Cosa vedere nel centro storico
Conviene lasciare l'auto fuori dalle mura e salire a piedi. In pochi minuti si entra in un reticolo di vicoli stretti, con case in tufo e palazzi intonacati che richiamano il Rinascimento.
Il primo orientamento si ottiene al Parco della Torre di Lavello: un giardino pensato come balcone sulla valle. Da qui la vista corre verso le basiliche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, scende lungo i campi e risale sui casali isolati. Nelle giornate terse si distinguono filari, strade bianche e macchia mediterranea, una mappa a cielo aperto della Tuscia.
Nel dedalo urbano vale una sosta il Vicolo degli Artigiani, stretto e raccolto, che conserva l'atmosfera delle antiche botteghe. Lungo il percorso si riconoscono portali scolpiti, archi in tufo che uniscono gli edifici e tratti di mura con radici etrusche, ben visibili avvicinandosi verso la zona delle basiliche.
Le due basiliche che valgono il viaggio
Appena oltre il centro fortificato, il colle di San Pietro e la vicina Santa Maria Maggiore formano un insieme scenografico e coerente. La Basilica di San Pietro occupa l'area dell'acropoli etrusca e si raggiunge attraversando uno spiazzo erboso affiancato dal Palazzo dei Canonici e da tre torri superstiti.
La facciata è un catalogo di scultura medievale: grande rosone cosmatesco, portale centrale affiancato da due ingressi laterali, inserti che mescolano mani diverse e memorie antiche. Dentro, tre navate e un pavimento cosmatesco frammentato restituiscono l'impianto originario. La micro-sorpresa è sotto: la cripta del XII secolo, bassa e a volte a crociera, sostenuta da 28 colonne in gran parte di reimpiego romano, con capitelli tutti diversi, una Madonna in trono fra angeli e un affresco trecentesco con i Santi protettori di Tuscania.
Sulla pendice del colle si incontra Santa Maria Maggiore, documentata già nel IX secolo e consacrata nel 1206. La facciata colpisce per i tre portali riccamente decorati: quello centrale, in marmo bianco, è sorvegliato da due leoni e da una lunetta sostenuta da colonne con capitelli dissimili. Sopra, il grande rosone dialoga con inserti scultorei di riuso. L'interno, a tre navate in sei campate, alterna pilastri affrescati, capitelli romanici e arcate cieche; nella navata destra spiccano un fonte battesimale ottagonale e la tipica "fenestrella" delle confessio, il piccolo varco che collegava all'area delle reliquie.
Necropoli, strade bianche e paesaggi della Tuscia
Fuori dal borgo si apre una campagna mista: coltivi, boschetti e forre scavate dall'acqua. Qui si nasconde il patrimonio più sorprendente, le necropoli etrusche disseminate in diversi siti: Pian di Mola, Madonna dell'Olivo con la Tomba della Regina, Ara del Tufo, le Scalette, Peschiera, Guado Cinto.
La Tomba della Regina, in particolare, è un complesso scavato nel tufo con ambienti e passaggi che ricordano un labirinto. È un luogo che richiede attenzione e rispetto: si dovrebbe programmare la visita con guide esperte o con un minimo di preparazione sul territorio.
Dintorni imperdibili in breve
Nei pressi del borgo spiccano tappe che completano la visita con storie diverse e ambienti isolati. Una deviazione conduce alle rovine di Castel Cardinale (o Castello del Marchese), struttura in pietra sospesa nel paesaggio della Maremma interna. Poco più a sud si trova l'Abbazia di San Giusto, fondata nel X secolo e oggi agriturismo e country house. Tra i campi appare poi la seicentesca Rocca Respampani, imponente e inattesa tra i filari.
Se si dispone di un weekend, la rete di escursioni è ricca: Tarquinia con le necropoli dipinte, il lago di Bolsena con i borghi di Capodimonte, Bolsena e Marta, Vetralla e il lago di Vico, Bagnaia con la straordinaria Villa Lante, fino al minuscolo Pianiano, compatto nella sua struttura medievale.
Storia in pillole: dalle origini al terremoto del 1971
Le alture di tufo della valle del Marta sono abitate almeno dall'Età del Bronzo, scelte per il controllo dei passaggi tra Tirreno ed entroterra. Tra IV e III secolo a.C. l'abitato etrusco prospera grazie alla posizione lungo la Via Clodia, l'asse che collegava le città costiere a quelle interne. Con l'espansione di Roma l'area entra nella sfera romana, mantenendo però un ruolo di rilievo.
Nel Medioevo Tuscania diventa sede vescovile fiorente e teatro di tensioni tra famiglie nobiliari, fino all'occupazione da parte di Roma nel Trecento e al successivo rientro stabile sotto lo Stato della Chiesa. Il 6 febbraio 1971 un forte terremoto ferisce il centro urbano: la ricostruzione dà vita a una "città nuova", ma il nucleo antico conserva gran parte della trama originaria, leggibile ancora oggi passeggiando.
Come arrivare e muoversi
In auto l'accesso è semplice: Tuscania si trova in provincia di Viterbo, vicino alla costa tirrenica e lungo gli assi che collegano il capoluogo con Tarquinia e il lago di Bolsena. In treno si arriva di norma fino a Viterbo o Tarquinia e si prosegue in autobus o con mezzi privati.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Chiamata la “città dei sarcofagi”, questo magico borgo nel Lazio è un labirinto di tufo e basiliche che ti lascerà senza fiato







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