Un castello che alterna archi moreschi e merli medievali, immerso in un parco monumentale grande come un piccolo borgo. In Piemonte, sulle colline di Busca (Cuneo), il Castello del Roccolo unisce architettura neogotica e paesaggio romantico in modo sorprendente: serre ottocentesche con tetto-terrazza, affreschi e trompe-l'oeil negli interni, sentieri tra grotte, cascatelle e statue. Qui sono passati protagonisti della storia italiana ed europea, da Silvio Pellico ai sovrani Umberto I e Margherita. Oggi il complesso apre con una stagionalità definita, propone visite, eventi e attività didattiche, ed è una meta che si presta a una gita in giornata con sosta nel centro storico di Busca.
- Un neogotico sabaudo con vista sulla pianura cuneese
- Un parco romantico di 50 ettari, pensato per stupire
- Le Serre monumentali: un tetto che diventa terrazza
- Visite, aperture ed eventi: cosa aspettarsi
- Come arrivare al Castello del Roccolo a Busca
- I dintorni: dal medioevo ai Biazaci, fino alle cave di alabastro
Un neogotico sabaudo con vista sulla pianura cuneese
Costruito a partire dal 1831 per volontà dei marchesi Taparelli d'Azeglio, il Castello del Roccolo è tra gli esempi più rappresentativi del revival neomedievale in Piemonte. La posizione è stata scelta con cura: una collina riparata dai venti, affacciata sulla pianura cuneese e contornata dalle Alpi all'orizzonte. Le facciate alternano pieni e vuoti con ritmo quasi scenografico: merli ghibellini, archi di gusto moresco, rosoni, bifore e trifore che cambiano prospettiva a ogni passo.
All'interno si riconosce il gusto aristocratico ottocentesco: saloni con vedute dipinte, soffitti in trompe-l'oeil che simulano architetture più complesse e stucchi chiari che alleggeriscono le sale. La dimora fu anche luogo d'incontro e rappresentanza: tra gli ospiti documentati figurano Silvio Pellico, alcuni primi ministri britannici e la coppia reale Umberto I e Margherita.
Un parco romantico di 50 ettari, pensato per stupire
Il cuore dell'esperienza è il parco monumentale, circa 50 ettari impostati secondo il gusto romantico ottocentesco. I camminamenti in terra e ghiaia alternano tratti ombrosi e radure, incontrando nicchie con statue, piccoli ponti, cascatelle, fontane e laghetti.
Tra gli interventi nel verde spicca la mano del paesaggista Xavier Kurten, nome noto nei giardini storici piemontesi, che qui tradusse l'ideale del paesaggio "pittoresco" in un percorso a effetto sorpresa. Il fondo collinare e alcuni tratti sterrati richiedono scarpe chiuse e comode, indicazione suggerita anche dai gestori del sito.
Le Serre monumentali: un tetto che diventa terrazza
Tra gli spazi più particolari spiccano le Serre, costruite tra il 1846 e il 1850 per ospitare specie esotiche e piante delicate. Dopo il restauro del 2003, colpiscono per il grande volume vetrato e per la terrazza sommitale: una piattaforma ampia da cui si osservano il disegno geometrico del parco e, oltre, la pianura cuneese.
Al tramonto i mattoni del castello si scaldano e i riflessi sull'acqua rendono la sosta uno dei momenti più scenografici della visita.
Visite, aperture ed eventi: cosa aspettarsi
Il complesso segue un calendario stagionale comunicato sul sito ufficiale. Per il 2026 viene indicata un'apertura da maggio a ottobre. Durante l'anno si organizzano aperture straordinarie, visite a tema - inclusi percorsi dedicati a Massimo d'Azeglio - e iniziative per congressi, convention e attività culturali.
Un capitolo a parte riguarda la didattica: le proposte per l'anno scolastico 2025/2026 hanno come filo conduttore luce e colore, utilizzati per raccontare come nasce l'atmosfera di un edificio storico attraverso ambienti, decori e soluzioni scenografiche.
Come arrivare al Castello del Roccolo a Busca
Il Castello del Roccolo si trova a breve distanza dal centro di Busca, in posizione defilata rispetto al traffico. Conviene impostare il navigatore su Strada Romantica 17 (12022 Busca) e programmare l'ultimo tratto su viabilità locale.
- In auto: da Cuneo si seguono le indicazioni per Busca, con avvicinamento finale sulla collina del castello. Per chi proviene da più lontano, l'asse autostradale da Torino verso la provincia di Cuneo consente un collegamento rapido.
- In treno: il riferimento principale è la stazione di Cuneo, servita da linee regionali da Torino e dal resto del Piemonte. Il trasferimento verso Busca avviene con autobus locali o taxi; gli orari del TPL variano tra feriali e festivi e andrebbero controllati in anticipo.
- In aereo: gli scali più prossimi sono nell'area torinese, con proseguimento su rotaia o su gomma verso Cuneo e, da lì, su Busca.
I dintorni: dal medioevo ai Biazaci, fino alle cave di alabastro
La visita al castello di Busca si integra bene con una sosta nel centro storico di Busca, di impianto medievale e ancora riconoscibile nella trama degli isolati. L'accesso tradizionale è segnato dalla Porta di Santa Maria lungo corso Giolitti, realizzata tra Quattro e Cinquecento.
Il patrimonio religioso include due luoghi simbolo del barocco piemontese: la chiesa della Santissima Trinità, detta "La Rossa" per il mattone a vista, e la chiesa della Santissima Annunziata, "La Bianca", con pianta a croce greca e legata all'architetto Francesco Gallo.
Sulle alture emergono piccole cappelle che raccontano un capitolo importante della pittura locale. La cappella di San Martino, edificata prima dell'anno Mille, conserva una delle facciate più antiche del Cuneese; gli interni sono decorati dai fratelli Biazaci, pittori buschesi attivi nel Quattrocento. La cappella di Santo Stefano è accessibile grazie al sistema "Chiese a porte aperte", con apertura automatizzata e narrazione multimediale.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra uscito da un libro di fiabe: il castello neogotico in Piemonte con un parco immenso e grotte segrete







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