Apice Vecchia, il paese con rovine anni ’60 e un castello vivo

Nel Sannio c’è un borgo fermo agli anni ’60: le rovine da esplorare in sicurezza e un castello restaurato aperto per eventi e visite.
apice vecchia
Bocassina, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Apice Vecchia, in provincia di Benevento, si presenta con rovine ferme agli anni '60 e un castello medievale tornato a nuova vita. Qui il tempo si è interrotto dopo i terremoti che hanno segnato il Sannio e l'Irpinia, ma non la memoria dei luoghi. Oggi si cammina in sicurezza tra vicoli e scorci sospesi, si entra nel Castello dell'Ettore per eventi e mostre, si scoprono chiese e conventi che hanno ancora molto da dire. 

Dai longobardi ai sismi: la storia di Apice

Le radici di Apice Vecchia affondano almeno nell'VIII secolo, quando il borgo viene citato in un atto del principe longobardo Grimoaldo. La posizione, vicino al fiume Calore e alla via Appia, ne ha scandito fortune e passaggi di potere nel Medioevo. Tra il VII e l'XI secolo si costruisce il Castello dell'Ettore, presidio che domina il centro storico e che oggi è visitabile dopo un accurato restauro. La svolta arriva il 21 agosto 1962: due forti scosse colpiscono Sannio e Irpinia e il borgo viene dichiarato inagibile. Circa 6.500 residenti si spostano ad Apice Nuova; chi resiste verrà fermato dal terremoto del 1980, che segna l'abbandono definitivo del vecchio abitato.

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Cosa vedere oggi: tra vicoli sospesi e un castello vivo

La visita ad Apice Vecchia si muove tra memoria e sicurezza. Le strade mostrano botteghe sigillate e insegne sbiadite, mentre alcuni arredi appaiono ancora al loro posto. 

Castello dell'Ettore: cuore medievale e attività

Il Castello dell'Ettore è la prima tappa consigliata. Restaurato e aperto, ospita eventi culturali, mostre e manifestazioni stagionali, compresi i mercatini di Natale che trasformano le sale e i cortili in un percorso tematico. La cornice storica, unita alla programmazione, offre un motivo concreto per tornare più volte nel corso dell'anno. Ed è il punto migliore da cui iniziare l'esplorazione dei vicoli.

Tesori sacri: la Collegiata e il Convento

Accanto alle rovine urbane spiccano i luoghi di culto che hanno segnato la vita civile e religiosa di Apice Vecchia. La Collegiata di Santa Maria Assunta conserva un coro ligneo e dipinti cinquecenteschi, testimonianze preziose di un'epoca che ha lasciato tracce eleganti. Il Convento di Sant'Antonio domina dall'alto e custodisce la memoria della devozione locale, offrendo prospettive suggestive sull'impianto urbano. 

I sapori del Sannio ad Apice Nuova

Dopo la visita, il consiglio è spostarsi ad Apice Nuova per una sosta gastronomica. Ristoranti e agriturismi propongono piatti legati alla tradizione contadina del territorio. La cucina locale celebra ricette come i migliatielli, la fianchetta di agnello e i cicatielli con il puliéio, un'erba aromatica molto usata in zona. 

Come arrivare e quando visitare

Il modo più comodo per raggiungere Apice Vecchia è l'auto. Dall'autostrada A16 Napoli-Canosa si esce a Benevento - Castel del Lago e si prosegue per circa 6 km seguendo le indicazioni per Apice Nuova. Qui si parcheggia e si utilizza il servizio navetta che conduce direttamente al borgo storico, quando attivo. In treno si arriva alla stazione di Benevento, collegata con Napoli e Foggia, e si prosegue in taxi o autobus verso Apice. 

Articolo visto su (turistipercaso.it) La “Pompei del ‘900”: il borgo abbandonato più affascinante d’Italia è un viaggio nel tempo immobile

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