Un castello che avrebbe ispirato Palazzo Vecchio, una biblioteca con migliaia di volumi antichi e un ciclo di affreschi trecenteschi firmato dalla scuola di Giotto. Sembra Firenze, invece siamo nel cuore verde del Casentino. Poppi, arroccata a 475 metri sul colle, mostra quanto la Toscana meno battuta possa sorprendere: mura integre, portici ombrosi e vedute su foreste fitte. Qui il ritmo resta legato alle stagioni e il turismo è ancora misurato.
Il Castello dei Conti Guidi, modello per Palazzo Vecchio?
La sagoma del Castello dei Conti Guidi domina Poppi e apre subito un interrogativo: davvero ispirò Palazzo Vecchio? Diversi storici lo considerano un riferimento per la sede del potere fiorentino, e la parentela stilistica si intuisce tra torre merlata, volumi compatti e aperture bifore. Le origini documentate risalgono al XII secolo, ma la svolta arriva nel 1274 con il conte Simone da Battifolle, che lo trasforma da rocca a residenza signorile chiamando maestri come Lapo di Cambio e, nella fase successiva, Arnolfo di Cambio.
Si entra dalla Porta del Leone, sormontata da un bassorilievo quattrocentesco. Dentro, il cortile sorprende per ballatoi e scale lignee, una rarità nel panorama italiano, incorniciati da una teoria di stemmi in pietra dei vicari fiorentini. Uno scalone in pietra sale verso sale con grandi camini, esposizioni e ambienti museali dedicati alla storia locale. La visita si chiude spesso in alto, con i 104 gradini in legno che portano alla cella campanaria: ripidi, ma ripagati da una vista ampia sul fondovalle, le foreste e, nelle giornate terse, il crinale appenninico.
Tesori nascosti: Biblioteca Rilliana e Cappella affrescata
Tra le sorprese più forti c'è la Biblioteca Rilliana, nata dalla donazione ottocentesca del conte Fabrizio Rilli Orsini. In scaffali di legno scuro sono conservati oltre 25.000 volumi, più di 700 incunaboli del XV secolo e circa 800 manoscritti, alcuni miniati già dall'XI secolo. Alle raccolte originarie si sono aggiunte quelle provenienti dall'Eremo di Camaldoli e dal convento dei Cappuccini di Poppi, rendendo il fondo uno dei più preziosi dell'Appennino.
Poco distante, la Cappella dei Conti Guidi custodisce un ciclo di affreschi del Trecento attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto. Le scene dedicate a San Giovanni Battista, alla Vergine e a San Giovanni Evangelista si distinguono per la chiarezza narrativa e i colori pieni: blu intensi, violetti, rosa e verdi chiari. Una piccola nicchia dipinta con due ampolle, resa a trompe l'oeil, tradisce una sorprendente attenzione agli effetti illusionistici per l'epoca.
Dante e il campo di battaglia ai piedi del colle
Il legame con Dante Alighieri dà un'ulteriore profondità al borgo. L'11 giugno 1289, ai piedi del colle, si combatté la Battaglia di Campaldino tra Guelfi fiorentini e Ghibellini aretini, con un giovane Dante tra i combattenti guelfi.
Tra il 1307 e il 1311 il poeta soggiornò nel castello durante l'esilio: la tradizione locale vuole che qui abbia lavorato ad alcune parti della Commedia. Una sala espone un plastico che ricostruisce schieramenti e movimenti della battaglia, mentre un busto accoglie i visitatori all'ingresso.
Oltre il castello: chiese e oratori da non perdere
Scendendo verso il centro si incontra la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo, chiesa settecentesca con opere di artisti come Jacopo Ligozzi e Morandini. Nella piazza principale spicca l'Oratorio della Madonna del Morbo, seicentesco, riconoscibile per la pianta esagonale, la cupola a squame e il portico: un raro esempio di barocchetto toscano legato al culto mariano contro la peste.
Lungo la via porticata si arriva all'Abbazia di San Fedele, documentata dall'XI secolo, con un interno che conserva un crocifisso di scuola giottesca e tele di Ligozzi, Portelli, Davanzati, Morandini e Solosmeo. Poco oltre, il Monastero delle Agostiniane custodisce terrecotte robbiane dai bianchi e azzurri tipici dei Della Robbia.
Foreste, cammini ed eremi
Poppi non vive solo di pietra. Appena fuori dalle mura comincia il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: faggete, abetine, ruscelli e punti panoramici verso il Monte Falterona, raggiungibili con una rete di sentieri e sterrate. In pochi minuti d'auto si imboccano percorsi per camminatori allenati e per chi desidera poche ore nella quiete del sottobosco, tra odore di resina e umidità di felci.
La dimensione spirituale è parte del paesaggio: l'Eremo e il monastero di Camaldoli sono immersi nelle foreste, il Santuario della Verna sorge su un masso isolato, la Fraternità di Romena anima l'antica pieve con incontri e momenti di condivisione. Poppi, al centro, è una base pratica per muoversi tra valli e crinali e rientrare la sera in un contesto più urbano, con ristoranti e servizi.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo medievale in Toscana con il castello leggendario che ha ispirato Palazzo Vecchio








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