Santarcangelo, il borgo a 10 km da Rimini con la città sotterranea

Oltre 150 grotte sotto un centro vivo: cosa vedere, quando andare e come visitare le cavità guidate e le fiere 2026.
Santarcangelo di Romagna
Jane Samoilova Pexels

Una città sopra, un'altra sotto. A Santarcangelo di Romagna, pochi chilometri dalla costa, il centro medievale convive con una rete di oltre 150 cavità scavate nel Colle Giove. Piazze animate, botteghe storiche e installazioni d'autore in superficie; gallerie, cunicoli e sale monumentali nel sottosuolo. Si tratta di uno dei borghi più sorprendenti lungo la Via Emilia, dove tradizioni secolari e festival contemporanei cambiano volto alle strade a seconda della stagione.

Un borgo sulla Via Emilia che ne nasconde un altro sotto

Collocata sul Colle Giove, lungo l'asse della Via Emilia e alle porte della Valmarecchia, Santarcangelo si raggiunge in pochi minuti da Rimini (circa 10 km) e Cesena (circa 17 km). La parte alta conserva l'impianto medievale, con vicoli in salita e porte malatestiane; l'espansione verso la pianura è successiva, soprattutto dal Settecento. 

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Sotto le case si estende un dedalo di grotte e passaggi che ha alimentato ipotesi e racconti: un secondo volto della città, utile per conservare cibo e vino e punteggiato da ambienti dalla struttura insolitamente elaborata.

Piazza Ganganelli e l'arco che mette alla prova la fedeltà

La visita si apre in Piazza Ganganelli, grande spazio ai piedi del borgo. Qui svetta l'Arco Ganganelli, eretto nel 1772 in onore di Clemente XIV, pontefice nato in città nel 1705. Fino alla fine degli anni Ottanta, il tracciato della Via Emilia passava proprio sotto l'arco. 

Ogni novembre la struttura diventa il simbolo della Fiera di San Martino: viene appeso un grande paio di corna bovine e, secondo la tradizione popolare, se si muovono al passaggio di qualcuno bisognerebbe farsi qualche domanda in più sulla fedeltà del partner.

 La festa è nota non a caso come Fira di Becc, la Fiera dei Cornuti. In piazza si incontra anche una fontana disegnata nel 1989 da Tonino Guerra, figura centrale dell'immaginario cittadino.

Dal Paese Vecchio alla Rocca: porte, torri e leggende

Salendo dalla piazza si entra nel Paese Vecchio, nucleo storico dove affiorano le tracce delle antiche difese. Porta Cervese, detta anche Porta del Sale, è l'unico accesso integro della seconda cinta muraria medievale: il nome richiama l'asse verso Cervia e le sue saline. 

Le fortificazioni furono iniziate sotto Carlo Malatesta e rafforzate nel 1447 da Sigismondo Pandolfo Malatesta. Poco oltre si apre Piazza delle Monache, con Palazzo Cenci - oggi sede del MUSAS - e il monastero delle Sante Caterina e Barbara. Il profilo della città è dominato dal Campanone, torre neogotica che introduce all'area della Rocca Malatestiana.

La Rocca Malatestiana

La rocca occupa la sommità del Colle Giove. Le prime difese in questo punto risalgono all'Alto Medioevo, ma l'aspetto attuale deriva in gran parte dagli interventi voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447: il mastio venne abbassato e l'insieme potenziato con nuove torri, adeguando il complesso alle esigenze belliche dell'epoca. 

Nei secoli, la proprietà è passata di mano più volte; oggi la rocca appartiene alla famiglia Colonna di Paliano. L'accesso è regolato e conviene informarsi presso l'ufficio turistico per eventuali aperture e visite. Alla rocca è legata anche la celebre vicenda di Paolo e Francesca: si tratta però di una tradizione locale priva di conferme storiche.

La città sotto la città: grotte, cunicoli e visite guidate

Il vero colpo di scena è nel sottosuolo: oltre 150 cavità mappate - alcune fonti locali parlano di circa 160 ambienti - tra gallerie, cunicoli e sale. Molti spazi furono usati come cantine, sfruttando la temperatura costante; altre cavità presentano forme ricercate che hanno alimentato studi e ipotesi. 

È il caso della Grotta Felici, con una sala centrale su pilastri e copertura a cupola, esempio di architettura sotterranea che sorprende per regolarità e proporzioni. Oggi si accede alle grotte solo con tour guidati organizzati dallo IAT-Pro Loco: il percorso dura circa due ore e include almeno una delle cavità monumentali, dove la temperatura si mantiene intorno ai 13 gradi in ogni stagione.

Musei e memorie: dal MUSAS al MET, passando per il Museo del Bottone

Per dare cornice al percorso, si dovrebbe entrare al MUSAS, il Museo Storico Archeologico allestito a Palazzo Cenci: dalle tracce preistoriche fino all'età moderna, con tappe su periodo romano, Medioevo e Rinascimento. 

Il MET, Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna, racconta invece la società rurale attraverso oggetti del lavoro nei campi, della casa e delle tradizioni. A questi si aggiungono spazi dedicati a Tonino Guerra e il Museo del Bottone, tassello curioso in un mosaico culturale più ricco di quanto le dimensioni del borgo lascino immaginare.

Arte sacra: la Collegiata, la Pieve e un Cagnacci certo

Il principale edificio religioso è la Chiesa Collegiata, iniziata nel 1744, che conserva un dipinto firmato e datato 1635 da Guido Cagnacci - Gesù Bambino, San Giuseppe e Sant'Eligio - e un crocifisso trecentesco della scuola riminese proveniente dall'antica pieve. 

Fuori dal centro, la Pieve di San Michele Arcangelo rimanda alle origini dell'insediamento, precedenti allo sviluppo sul Colle Giove.

Stamperia Marchi: il mangano del 1633 che ancora lavora

In via Cesare Battisti, l'Antica Stamperia Artigiana Marchi custodisce un mangano monumentale costruito nel 1633 e ancora operativo. La macchina serve a stirare e preparare i tessuti prima della stampa, testimonianza rara di continuità artigianale.

Qui si mantiene viva la stampa a mano su tela, con matrici lignee e colori preparati secondo ricette tramandate, tra cui il caratteristico color ruggine. Il mangano si può vedere durante gli orari di apertura; per assistere al funzionamento e visitare il laboratorio sono previste visite guidate su prenotazione.

Eventi 2026: festival e fiere da non perdere

L'estate si accende con il Santarcangelo Festival, storico appuntamento internazionale di arti performative e teatro contemporaneo: la 56a edizione si è svolta dal 3 al 12 luglio 2026, trasformando piazze e spazi urbani per dieci giorni. 

L'autunno è la stagione delle grandi fiere: la Fiera di San Michele è in calendario il 26 e 27 settembre 2026, con focus su animali, ambiente, storia locale ed enogastronomia; la Fiera di San Martino si terrà dal 7 all'11 novembre 2026, con le celebri corna appese sotto l'Arco Ganganelli, cantastorie e prodotti della tradizione contadina.

Come arrivare a Santarcangelo 

Santarcangelo si inserisce sulla direttrice Bologna-Rimini e risulta comoda sia in treno sia in auto. 

  • In treno: la stazione ferroviaria locale, sulla linea Bologna-Rimini, offre collegamenti regionali diretti con Rimini, Cesena, Forlì, Imola e Bologna, con frequenze variabili nell'arco della giornata. Dalla stazione si raggiunge a piedi il centro storico, situato in altura rispetto al piano della valle.
  • In auto: chi arriva dall'A14 può utilizzare gli svincoli dell'area riminese e proseguire per Santarcangelo. La parte alta è soggetta a ZTL: si dovrebbe lasciare l'auto nelle aree di sosta esterne e continuare a piedi.

Articolo visto su (travel.thewom.it) A pochi km da Rimini c’è un borgo magico che nasconde una città segreta sottoterra

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