Bernalda e Pisticci, due borghi della Basilicata da riscoprire

Tra Bernalda e Pisticci si sta scrivendo una storia di rinascita: restauri curati, ospitalità diffusa e un tocco hollywoodiano. Ecco cosa vedere.
bernalda pisticci
Cinzia astorino, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Una nuotata al tramonto, quando il mare si fa di rame e il caldo settembrino resiste. A Metaponto capita spesso di fare quest'esperienza. Intorno, un territorio che oggi parla il linguaggio del restauro fatto bene, dell'ospitalità diffusa e di una bellezza sobria. È a Bernalda e Pisticci che il passato torna utile al presente, tra palazzi riportati alla luce e bianchi allineamenti di case che fanno scena quanto un set cinematografico.

Dove si dorme fa la differenza: antichi mestieri e ospitalità diffusa

A Bernalda gli indirizzi parlano del territorio prima ancora di aprire la porta. L'Hotel Giardino Giamperduto nasce in un ex caseificio. Nel cuore più antico del borgo, anche Borgo San Gaetano è un caso virtuoso di recupero architettonico: le antiche case sono tornate a vivere come dimore per viaggiatori, con comfort attuali e una scenografia urbana che invita a rallentare. 

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Metaponto, la pausa di fine estate che profuma di cinema

A pochi chilometri, il Lido di Metaponto regala tramonti capaci di trattenere l'estate. La costa ionica qui mantiene un equilibrio discreto: mare accessibile, orizzonti larghi e un entroterra che, rientrando, offre borghi compatti e vivi. La combinazione funziona perché mette in fila mare, cultura materiale e architetture rimesse a nuovo, elementi che alimentano un turismo attento e curioso.

Pisticci, tra lamie bianche e tesori barocchi nascosti

Salendo verso Pisticci, la geografia cambia e si apre a una skyline sorprendente. Il Castello di San Basilio rievoca le stagioni difensive di questo territorio, mentre la Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo conserva un campanile di valore, eretto nel 1542 dai maestri Pietro e Antonio Laviola, artigiani di origine lombarda. All'interno si incontrano cappelle e altari barocchi intagliati nel legno e dorati, con tele e statue in cartapesta attribuite a Salvatore Sacquegna, a segnare un artigianato devozionale di pregio. Sotto, gli ipogei ricordano l'antico uso di sepoltura riservato alle personalità più importanti del paese.

I Rioni Dirupo e Terravecchia raccontano un impianto urbano che alterna emergenze monumentali e scorci domestici. Tra l'antica porta del paese, la chiesetta dell'Annunziata, i ruderi della Madonna della Stella, alcuni palazzi gentilizi e il torrione dell'acquedotto dell'Agri di epoca fascista, l'occhio si ferma soprattutto sul candore delle lamie: casette allineate, semplici e luminose, che circondano la chiesetta dell'Immacolata Concezione, riconoscibile per il soffitto in legno affrescato e un piccolo organo. 

Come muoversi tra i due borghi: ritmo lento e soste mirate

Tra le case di Bernalda e le lamie di Pisticci conviene adottare un passo lento. Lungo Corso Umberto I si leggono le facciate ottocentesche prima di infilarsi tra gli isolati storici. A Pisticci, si alternano soste nei rioni Dirupo e Terravecchia a ingressi nelle chiese e occhiate al paesaggio, che cambia a ogni curva. Il mare di Metaponto resta lì, a poca distanza, come parentesi da aprire quando la luce chiama.

Articolo visto su (ilsole24ore.com) Bernalda cinematografica e le Lamie bianche di Pisticci

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