Tra i boschi autunnali che si tingono di rosso e oro, un itinerario di quattro giorni a passo lento svela una versione più intima di Monteriggioni e della Via Francigena. Si cammina senza fretta, tra castelli medievali che appaiono tra le colline e di mura perfettamente conservate che raccontano storie secolari. Si parte da una casa colonica immersa nei boschi di Monte Maggio e si raggiungono luoghi come Strove, Castel Petraio e il Castello della Chiocciola, fino all'icona fortificata di Monteriggioni.
Un percorso sulla Francigena tra borghi e castelli
Il tracciato selezionato ricalca alcuni dei passaggi più suggestivi della Via Francigena toscana, combinando la quiete dei boschi di Monte Maggio con l'architettura difensiva di Monteriggioni. La partenza da una casa colonica isolata definisce subito come sarà l'esperienza: ci si muove lontano dal traffico, si segue il ritmo del passo, si entra e si esce dal bosco tra radure e filari.
Lungo il cammino si incontrano luoghi che condensano secoli di storia locale e che, in autunno, si presentano con una luce diversa. Dal mondo dei borghi, andando avanti si arriva alla monumentalità delle mura, con due manieri carichi di fascino.
Strove: un medioevo raccolto
Strove è un punto di passaggio che introduce al carattere medievale dell'itinerario. Qui il tessuto storico appare misurato, fatto di pietra e proporzioni semplici. In autunno, l'insieme prende un colore che valorizza ogni dettaglio architettonico in modo nuovo. È una sosta che funziona da cerniera tra la natura del bosco e l'architettura fortificata che arriverà più avanti.
Le mura di Monteriggioni: un'icona intatta
Monteriggioni si presenta con una cinta muraria celebre e perfettamente conservata, vera protagonista del paesaggio. Vederla comparire tra le colline, in controluce, ha un effetto sorpresa: si avverte cosa significa un borgo fortificato pensato per difendersi ma anche per dichiarare la propria presenza nel territorio. Camminando sotto le mura, l'impressione è quella di un organismo storico integro, che ancora oggi definisce l'identità del luogo.
Castel Petraio e Castello della Chiocciola: due manieri, due caratteri
Nel percorso trovano spazio due castelli che aggiungono un tassello narrativo: Castel Petraio e il Castello della Chiocciola. Il primo colpisce per l'impianto che si lega con naturalezza al paesaggio agricolo; il secondo sorprende già dal nome, evocando forme interne che si avvolgono su sé stesse.
La sorpresa della Chiocciola
Durante il viaggio, il Castello della Chiocciola lascia spesso un segno inatteso. Il nome evoca una forma interna che incuriosisce ancora prima di arrivare, e l'incontro dal vivo ripaga l'attesa. In autunno, la sua sagoma emerge tra i colori del bosco come un dettaglio fuori dal tempo, capace di spostare il baricentro della giornata.
Articolo visto su (ilsole24ore.com) Camminate d’autunno a Monteriggioni








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