Scenari che sembrano usciti da un documentario nordamericano, ma si è nel cuore dell'Appennino meridionale. Il Lago del Matese, con le canne al vento e le pareti chiare della Gallinola e del Monte Miletto sullo sfondo, è il fulcro di un paesaggio dove l'acqua scava grotte e forre e i sentieri puntano a creste oltre i 1.900 metri. È qui che si trova il lago carsico più alto d'Italia, circondato da faggete, valloni e borghi che aprono le porte del massiccio.
Lago del Matese: come viverlo dall'acqua e da riva
Il Lago del Matese si trova a circa 1.014 metri e, secondo gli enti territoriali, è il lago carsico più alto d'Italia. La conca erbosa ai piedi del Monte Miletto e della Gallinola rende facile un primo contatto con l'area. Nei mesi miti vengono proposte escursioni guidate in canoa canadese e kayak, anche al tramonto: i calendari dipendono da stagione e meteo, quindi conviene verificare disponibilità e condizioni prima di partire.
I trekking imperdibili: tre itinerari chiave
Intorno al lago il carattere del territorio cambia bruscamente: si passa dai pascoli alle faggete, fino alle creste oltre i 1.900 metri. I percorsi principali richiedono esperienza, scarponi e preparazione adeguata. Di seguito tre itinerari documentati dal CAI che aiutano a costruire un programma con livelli crescenti di impegno.
San Gregorio Matese-Campitello Matese (SI CAI S21)
La tappa del Sentiero Italia collega San Gregorio Matese (751 m) a Campitello Matese (circa 1.432 m) in 13,1 km, con 1.162 metri di dislivello positivo e 482 negativi. Si sale al valico del Monte Raspato, si scende fino alle rive del Lago del Matese e poi si affronta la salita più decisa verso il passo tra Colle del Monaco e Monte Crocetta, prima della discesa finale.
Il CAI indica circa 5 ore in direzione San Gregorio-Campitello e segnala tratti con vegetazione fitta e segnaletica poco evidente: è raccomandato l'uso di una traccia GPS aggiornata e un'attenzione particolare all'orientamento.
Gallinola e Punta Giulia: cresta oltre i 1.900 metri
La Gallinola tocca i 1.923 metri, con Punta Giulia a 1.917 metri sul versante campano. L'itinerario documentato dal CAI parte dalla chiesetta di San Michele (circa 1.014 m), sale tra fasce di bosco e radure fino al Rifugio dell'Esule (circa 1.360 m), prosegue verso il versante meridionale del Monte Crocetta e raggiunge il Piano della Gondola (o Campo del Pozzo).
Gli ultimi 300 metri di dislivello sono i più impegnativi, con traccia discontinua e segnaletica talvolta poco evidente, fino alla cresta che tocca Punta Giulia e quindi la vetta. La discesa rientra per Piano di Campolungo, Piano della Corte, belvedere sul lago, zona della Grotta dell'Orso, Rifugio Concone delle Rose e torrente Cerasello, che forma piccole cascate, fino a Capo di Campo. La classificazione è EE, circa 1.100 metri di dislivello e 8 ore complessive; non risultano sorgenti affidabili lungo il percorso, quindi bisogna portare acqua in quantità adeguata.
Monte Miletto: la cima più alta del Matese
Con i suoi 2.050 metri, il Monte Miletto è la vetta simbolo del gruppo. Un circuito segnalato dal CAI consente di partire dal Lago del Matese, in prossimità della chiesetta di San Michele (1.014 m), salire verso Piano dell'Esule e Colle del Monaco, toccare la cima e rientrare passando per Campo dell'Arco. Il tracciato misura circa 15 km con 1.100 metri di dislivello positivo e negativo; il tempo medio indicato è di circa 6 ore e mezza.
Castello del Matese: torri, passerelle e forre
Arroccato a circa 476 metri, Castello del Matese conserva due torri normanne e tratti delle mura medievali. Nel centro si riconoscono i caratteristici suppigni, le chiese di Santa Croce (ricostruita in forme barocche dopo il sisma del 1688), Santa Maria di Ogni Grazia e Sant'Antonio.
Alle spalle dell'abitato si apre Valle Orsara, nodo di sentieri tra cui il suggestivo Sentiero di Dante: un percorso a libero accesso che collega la Valle dell'Inferno alla Cappella del Purgatorio e offre una passerella panoramica sospesa sulla rupe. Più impegnativa la discesa nella Valle del Torano fino alla cascata del Malopasso: il Parco ha regolamentato la fruizione del tratto in forra, dove sono richiesti equipaggiamento adeguato e capacità tecniche, o l'accompagnamento di guide o associazioni abilitate.
San Gregorio Matese: porta d'ingresso al lago
San Gregorio Matese, affacciato su terrazze e scalinate, è la base naturale per raggiungere il lago e puntare alle quote più alte. Nel centro si incontrano la Villa comunale con giardino botanico, i Palazzi Del Giudice e Caso, la chiesa di San Michele di origine cinquecentesca e opere legate a Gioacchino Toma conservate in parrocchia. Poco fuori, i ruderi noti come Le Mura ricordano un antico insediamento monastico.
Il paese custodisce anche memorie del brigantaggio postunitario, che interessò a lungo queste montagne. Da qui parte la tappa del Sentiero Italia diretta a Campitello Matese e, in pochi chilometri, si raggiungono le rive e gli imbocchi per Gallinola e Miletto.
Cascate e canyon: l'Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro
Un'aggiunta perfetta a un weekend nel Matese si trova sul lato molisano, nell'Oasi WWF Guardiaregia-Campochiaro, oltre 3.000 ettari di boschi, cavità carsiche e cime come il Monte Mutria. Qui il torrente Quirino ha scavato un canyon lungo circa 4 chilometri e dà origine alla Cascata di San Nicola, che raggiunge complessivamente circa 100 metri di salto. Il WWF segnala la natura stagionale del flusso: in genere tra luglio e agosto la cascata resta asciutta, mentre primavera e inizio estate sono i periodi più favorevoli alla visita.
Quando andare e come pianificare
La primavera è il momento ideale per vedere torrenti e cascate alla massima portata e per iniziare a puntare ai percorsi in quota, verificando sempre l'eventuale presenza di neve residua tra maggio e giugno. L'estate favorisce le esperienze sul lago e le uscite in canoa o kayak, con la consapevolezza che alcuni corsi d'acqua stagionali possono ridursi sensibilmente. Tra settembre e ottobre le temperature tornano adatte ai trekking e le faggete si accendono di colori. In inverno, neve e ghiaccio interessano spesso le quote alte: i tracciati estivi non vanno affrontati senza esperienza specifica e attrezzatura invernale.
Come arrivare e muoversi
Per esplorare il territorio conviene spostarsi in auto: i sentieri e i borghi di riferimento si distribuiscono su un'area ampia. Dal versante campano il punto di accesso principale è Piedimonte Matese; da qui la strada sale verso Castello del Matese, prosegue per San Gregorio Matese e raggiunge infine la zona del lago.








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