Nel Parco d’Abruzzo c'è un lago artificiale dove i cervi passeggiano

Weekend tra natura e borghi di pietra: un lago nato da una diga, oggi oasi protetta, con belvederi spettacolari, spiaggette, musei e aree faunistiche.
Nel Parco d’Abruzzo il lago artificiale dove i cervi passeggiano
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Sembra naturale, ma è nato da una diga nel 1951. Nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il Lago di Barrea unisce tre borghi di pietra e una biodiversità rara, creando un paesaggio che sorprende a ogni curva. Si può camminare lungo l'acqua, remare davanti alle vette, osservare rapaci e, al tramonto, capita di incontrare cervi che pascolano tra le case. Un mosaico di esperienze che rende questo angolo d'Italia uno dei più fotogenici e autentici dell'Appennino.

Un lago nato da una diga, oggi santuario di biodiversità

Il Lago di Barrea si è formato dopo lo sbarramento del fiume Sangro nella stretta gola calcarea de La Foce. Si trova a circa 980 metri di quota, si estende per quasi cinque chilometri e alimenta un importante impianto idroelettrico. Oggi è un habitat protetto di valore internazionale, dove zone umide, canneti e rive boscose offrono rifugio a una fauna ricchissima.

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Lungo le sponde si riconoscono specie vegetali preziose: spiccano il Pino Nero di Villetta Barrea, relitto glaciale rimasto dall'Era Terziaria, e la spettacolare Scarpetta di Venere, tra le orchidee selvatiche più belle del continente. 

Nella stagione calda il lago svela la sua anima più balneare: l'area della Gravara propone una spiaggetta attrezzata e il noleggio di canoe, kayak, pedalò e SUP, con vedute che abbracciano la Meta e il Monte Greco. 

Barrea: belvederi sul blu e una chiesa ricostruita pietra su pietra

Barrea domina la sponda orientale come un presepe di roccia. Il centro storico, d'impianto medievale, conserva due torri simbolo del suo passato difensivo: una a pianta quadrata, risalente intorno all'anno Mille per volontà dei benedettini, e una a pianta circolare, la cosiddetta Torre dell'Orologio, eretta nel Quattrocento dalla famiglia D'Afflitto. Dal belvedere del complesso monumentale, lo sguardo scivola sul lago e cattura tramonti che accendono l'acqua di rosa e arancio.

In piazza, un dettaglio svela la tenacia del paese: la Congrega di Santa Maria delle Grazie fu smontata dal fondovalle, dove oggi si estende il lago, e ricostruita negli anni Cinquanta nella posizione attuale, riutilizzando portale e altari originali. 

Villetta Barrea: il paese dove i cervi sono di casa

Sulla sponda opposta, tra il Monte Mattone e il Sangro, Villetta Barrea è diventata celebre per un fenomeno unico: i cervi vivono a ridosso del paese e, alle prime e alle ultime luci del giorno, capita spesso di vederli brucare nei prati e lungo il lungofiume. È il risultato di decenni di tutela dentro il Parco, che ha reso possibile una convivenza esemplare.

Per osservazioni memorabili, si può puntare su tre aree: la passeggiata lungo il fiume Sangro, i dintorni del camping Natura Le Quite e le pinete appena fuori dal centro. Bisogna mantenere una distanza di sicurezza e non offrire cibo agli animali: il rispetto garantisce benessere alla fauna e incontri autentici a chi visita.

Il borgo custodisce anche la sua storia d'acqua e lana: il Museo dell'Acqua, allestito in un mulino del Quattrocento rimasto attivo fino a metà Novecento, mostra strumenti d'epoca e una gualchiera, macchina azionata dall'energia idraulica per la follatura dei tessuti di lana, memoria dell'epoca della Transumanza. 

Civitella Alfedena: lupo e lince, il cuore dell'ecoturismo

Vicoli stretti, archi e botteghe: Civitella Alfedena è una bomboniera medievale che ha fatto scuola nell'ambientalismo italiano. Qui, dagli anni Settanta, sono partite azioni decisive per salvaguardare il lupo appenninico, allora a rischio serio di estinzione, aprendo la strada a un modello di convivenza e conoscenza.

Il Centro Visite del Parco e il Museo del Lupo Appenninico guidano in un percorso immersivo tra biologia, etologia e storia del rapporto millenario tra uomini e predatori. Subito fuori, l'Area Faunistica del Lupo - quattro ettari di bosco recintato - consente, dai belvederi segnalati e in silenzio, di osservare esemplari recuperati che vivono in stato di semilibertà.

Trekking imperdibili: Camosciara e Val di Rose

Da Civitella partono alcuni dei sentieri più iconici del Parco. La Camosciara, nucleo storico dell'area protetta, mostra pinnacoli dolomitici come il Balzo della Chiesa e un'area centrale chiusa al traffico veicolare. Si può entrare a piedi, in mountain bike o con un trenino turistico, quindi imboccare un facile tracciato nel bosco che conduce alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

Chi possiede passo più allenato punta alla Val di Rose: tra rocce d'alta quota e praterie sospese, l'incontro con il camoscio d'Abruzzo diventa probabile, mentre il panorama dall'alto restituisce una prospettiva ampia sul Lago di Barrea e sulle creste circostanti.

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