In Veneto c'è un lago color “latte alla menta” che sembra un filtro ma è vero

Sembra latte alla menta ma è un lago glaciale vero. Indicazioni pratiche, sentieri e regole per vederlo al meglio.
Veneto, il lago “latte alla menta” che non è un filtro
Photo by Enrico Maioni on Pexels

Sembra un filtro, e invece è geologia allo stato puro. Nelle Dolomiti ampezzane esiste uno specchio d'acqua che appare color latte alla menta, un azzurro lattiginoso che sorprende anche chi lo ha visto mille volte in foto. È il Lago di Sorapis, bacino glaciale tra i più fotografati del Veneto, sospeso poco sotto i duemila metri e racchiuso in un anfiteatro di pareti nude. Il suo colore non è un'illusione: è il risultato di polveri minerali in sospensione che rifrangono la luce in modo unico. Ecco dove si trova e come raggiungerlo davvero in sicurezza.

Dove si trova e perché l'acqua è color "latte alla menta"

Il Lago di Sorapis si trova nelle Dolomiti Bellunesi, nel territorio di Cortina d'Ampezzo, incastonato nel Gruppo del Sorapis a circa 12 chilometri dal centro, in direzione Passo Tre Croci e Misurina. La quota è appena sotto i 2.000 metri e, lungo il percorso, la vista abbraccia alcuni simboli delle Dolomiti: il Monte Cristallo, il gruppo del Popena, i Cadini di Misurina e, sullo sfondo, le Tre Cime di Lavaredo. 

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Il bacino è piccolo, circa 2,5 ettari di superficie, e poco profondo per gli standard alpini, con un massimo di circa 2,6 metri. Non esiste un emissario visibile: l'acqua scompare nel sottosuolo e riemerge più in basso in una cascata chiamata "el Piss", dettaglio che spiega l'etimologia locale del massiccio ("Sora el Piss": sopra la cascata). 

Il colore lattiginoso che rende il lago celebre è spiegato dalla sua origine glaciale: le acque di fusione trascinano finissime polveri minerali che, in sospensione, diffondono la luce e generano quella tonalità menta-ghiaccio. 

Quando andare: il livello dell'acqua cambia, anche il colore

In genere tra giugno e agosto il lago si presenta pieno e il colore raggiunge l'intensità più netta, complice l'alimentazione glaciale attiva. A inizio giugno, specie dopo inverni nevosi, alcuni tratti dei sentieri possono restare innevati o ghiacciati e la difficoltà cresce sensibilmente per chi non ha esperienza. Dalla fine di agosto verso l'autunno il livello dell'acqua tende ad abbassarsi: emergono porzioni di fondale e l'effetto cromatico risulta meno uniforme, senza che questo indichi un "problema" al lago. 

In inverno la conca si copre di neve, la superficie può ghiacciare e il turchese scompare quasi del tutto sotto il bianco; in questa stagione i percorsi diventano delicati per ghiaccio e, su alcuni tratti, pericolo valanghe, motivo per cui la salita è sconsigliata agli escursionisti non esperti. 

Lago di Sorapis
Unsplash

Come arrivare al lago di Sorapis: i sentieri 215 e 217

Il Sorapis non è accessibile in auto: si arriva solo a piedi lungo percorsi di montagna. Va chiarito senza equivoci: non si tratta di una passeggiata urbana. I tracciati presentano dislivelli, esposizione e passaggi dove serve passo sicuro. 

Gli itinerari principali sono due, entrambi segnalati: il 215 da Passo Tre Croci, più frequentato, e il 217 dalla Val d'Ansiei, più ripido e "montanaro". 

Sentiero 215 da Passo Tre Croci

Dal Passo Tre Croci (circa 1.800 metri di quota) il 215 entra in un bosco di conifere con pendenze inizialmente dolci e scorci sul Cristallo. Poi il ritmo cambia tra saliscendi, gradini di roccia e radici affioranti, fino ai tratti attrezzati con brevi scalette metalliche, passerelle e cavi di sicurezza su cenge strette. 

Non è una ferrata, ma chi soffre di vertigini o viaggia con bambini piccoli dovrebbe valutare con attenzione. Il dislivello positivo complessivo è intorno a 300 metri, per circa 11 chilometri tra andata e ritorno. I tempi medi indicativi sono di circa 2 ore per salire e altrettante per scendere, variabili in base al passo e all'affollamento. Poco prima del lago si incontra il Rifugio Alfonso Vandelli, affacciato come un balcone sulle valli e visibile lungo il tratto finale.

Sentiero 217 dalla Val d'Ansiei

L'accesso avviene nei pressi dell'ex Albergo Cristallo, con partenza tra prati e vecchie strutture in legno. Dopo un lungo falsopiano nel bosco, la strada si impenna: il guadagno di quota arriva a circa 550 metri distribuiti su poco più di 4 chilometri. Compaiono cenge esposte e facili roccette dove, a tratti, serve aiutarsi con le mani. 

Non ci sono catene o scalette come sul 215, ma l'ambiente è più austero e la pendenza richiede gamba allenata e attenzione costante. La ricompensa sta nei panorami alle spalle, con i Cadini di Misurina, le Tre Cime e il Lago di Misurina alti nella valle, prima di ricongiungersi al 215 poco prima del Rifugio Vandelli.

Varianti per chi conosce la montagna

Esiste un anello lungo e meno battuto che da Passo Tre Croci sale alla Forcella Marcoira lungo il 213 e il 216, attraversa il Ciadin del Loudo e rientra sul 215. È un percorso con dislivello attorno ai 700 metri, che include brevi tratti attrezzati e panorami più aperti su Cristallo, Tofane e Dolomiti di Sesto. 

È una soluzione da valutare solo in caso di buona esperienza escursionistica e meteo stabile, tenendo conto della maggiore esposizione e del tempo necessario.

Cosa c'è in riva al lago: Dito di Dio, rifugio e regole

L'arrivo al Sorapis è scenografico: il sentiero si apre all'improvviso sulla riva e lo sguardo si ferma su tre elementi chiave, l'acqua lattiginosa, il pinnacolo del "Dito di Dio" che supera i 2.600 metri e un silenzio che, nelle ore di punta, lascia spazio al brusio dei tanti visitatori. A pochi minuti, il Rifugio Alfonso Vandelli offre ristoro, piatti tipici e informazioni sui percorsi; il pernottamento è possibile su prenotazione, con posti limitati e servizi in comune, e l'apertura si concentra nella piena stagione estiva.

In un luogo così fragile esistono regole precise: dal 1° agosto 2019 una ordinanza del Comune di Cortina d'Ampezzo vieta la balneazione, con sanzioni fino a 500 euro, perché l'immersione comprometterebbe il delicato equilibrio dell'acqua e il fondale non è visibile. Non è consentito campeggiare lungo le sponde o nelle immediate vicinanze, e non si può raggiungere il lago in bicicletta, vista la strettezza e l'esposizione dei sentieri. 

Trasporti e logistica: arrivare al punto di partenza

Per il sentiero 215 si raggiunge il Passo Tre Croci da Cortina d'Ampezzo seguendo la statale verso Misurina, oppure dalla Val Pusteria (ad esempio da Dobbiaco) attraversando la Val di Landro e deviando prima di entrare a Cortina. 

In alta stagione i parcheggi si riempiono presto: partire la mattina molto presto aiuta a evitare code e affollamento lungo il tracciato. Per chi viaggia senza auto, è possibile avvicinarsi con autobus di linea fino al Passo Tre Croci, con collegamenti da Cortina o dall'area Dobbiaco/Misurina variabili in base al periodo.

Per il 217 si parte dalla Val d'Ansiei, nei pressi dell'ex Albergo Cristallo, dove si può parcheggiare lungo la strada o negli spazi antistanti la struttura.

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