Colline pettinate dai filari, borghi in pietra e un passo di montagna a poco più di un'ora di curve: la Valpolicella non è solo vino. Qui, tra Negrar, Fumane e San Pietro in Cariano, il paesaggio cambia bruscamente fino alla Lessinia, dove compaiono malghe e pascoli d'alta quota. Un itinerario che va bene in ogni stagione, con sorprese diverse tra ciliegi in fiore, vigne dorate e boschi che arrossano in autunno.
Dove si trova la Valpolicella
La Valpolicella si estende a nord-ovest di Verona, tra la città e le prime montagne della Lessinia. L'area storica comprende soprattutto Negrar di Valpolicella, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant'Ambrogio di Valpolicella. Pochi chilometri dopo la pianura, la strada inizia a salire tra filari ordinati, muri in pietra e nuclei rurali.
Ville con giardini appartati si alternano a corti agricole e a strade secondarie che seguono il profilo delle colline. Salendo, i vigneti si diradano e i boschi diventano più fitti: è il preludio alla Lessinia.
I borghi da vedere: San Giorgio e il cuore della Valpolicella Classica
Tra le soste più significative va inserito San Giorgio di Valpolicella, noto anche come San Giorgio Ingannapoltron. Il centro si raccoglie attorno alla pieve romanica, circondato da case in pietra, corti e vicoli. La posizione rialzata regala una veduta ampia sulla pianura veronese e, nelle giornate limpide, uno sguardo che può spingersi fino al Lago di Garda.
Per la parte più classica del territorio conviene muoversi tra Negrar, Fumane e San Pietro in Cariano, dove vigneti, aziende agricole e dimore storiche disegnano la mappa del vino.
Ville storiche tra vigne e giardini
A Novare di Arbizzano si incontra Villa Mosconi Bertani, circondata da filari e da un parco storico, legata alla storia produttiva dell'Amarone. A Gargagnago, nel territorio di Sant'Ambrogio di Valpolicella, le Possessioni Serego Alighieri riportano ai discendenti di Dante dal XIV secolo.
Queste dimore mostrano un paesaggio costruito nel tempo: non solo vino, ma anche giardini, poderi e spazi agricoli che hanno modellato colline e corti.
Dalla Valpolicella alla Lessinia: il salto di quota
Procedendo verso nord, i filari lasciano spazio ai boschi e alle dorsali erbose dell'altopiano. Il Passo Fittanze, a 1.399 metri, è uno dei punti più immediati per comprendere la varietà del territorio: prati, malghe, mandrie in estate e temperature sensibilmente più fresche rispetto al fondovalle.
In meno di un'ora si passa da un paesaggio collinare a un ambiente già montano.
Cosa vedere in Lessinia
Dalla zona del Passo Fittanze si può proseguire verso Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Velo Veronese e Selva di Progno. Si tratta di centri piccoli, distribuiti tra boschi, pascoli e contrade sparse, con un paesaggio più aperto rispetto alla fascia collinare.
In estate si presta a camminate ed escursioni senza quote estreme, mentre in autunno i boschi cambiano colore con settimane di anticipo rispetto alla pianura.
Vini iconici: Amarone, Valpolicella e Recioto
La triade che identifica la zona è composta da Amarone della Valpolicella, Valpolicella e Recioto della Valpolicella. L'Amarone nasce da uve appassite prima della vinificazione: la perdita di parte dell'acqua concentra zuccheri e aromi, dando un vino strutturato e complesso.
Il Recioto utilizza anch'esso uve appassite, ma conserva zuccheri residui, con un profilo dolce. Il Valpolicella, in genere più immediato e fresco, completa la gamma. Tra le uve principali si trovano Corvina, Corvinone e Rondinella, protagoniste di uno stile legato al territorio.








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