Una villa di oltre mille metri quadrati che sembra dissolversi nella collina e poi riapparire a filo dell'acqua. In Brasile, a Delfinópolis (Minas Gerais), uno studio locale ripensa l'archetipo del fienile con una casa in legno affacciata su un grande bacino. Il progetto, firmato da Filipi e Mariana Oliveira con MF+Arquitetos, gioca con spazio, luce e orizzonte per creare una sequenza di ambienti che alternano intimità e apertura. Due volumi perpendicolari disegnano un percorso che porta dall'ombra dei portici alla trasparenza del padiglione basso, fino alla piscina e alla vista senza ostacoli.
Dove nasce Casa Celeiro e l'idea che la guida
La casa sorge su un lotto fronte acqua a Delfinópolis, nello Stato di Minas Gerais, e si sviluppa per circa 1.108 m2. L'impianto generale è dato da due corpi disposti ad angolo retto nel paesaggio, assecondando pendenze e orizzonte. L'approccio non è monumentale: è lo spazio a parlare, con volumi netti che usano le distanze e i pieni/vuoti per costruire la scena domestica. Il rapporto con il bacino è continuo, ma mediato: mai un affaccio brusco, piuttosto un avvicinamento graduale gestito da portici, rampe e terrazze.
Il "fienile" superiore: privacy, ombra e aria
Il piano alto è il regno della vita privata. Un tetto a una falda doppia, sviluppato in direzione nord-sud e costruito con telai in legno lamellare, deborda rispetto ai muri per generare portici profondi lungo tutti i lati. Le verande funzionano come cuscinetto climatico: filtrano il sole, favoriscono la ventilazione e ospitano i percorsi, con pannellature vetrate e frangisole orientabili che si aprono e si richiudono secondo le necessità. Sotto la grande copertura, un nucleo interno rivestito in acciaio raccoglie cinque camere con bagno, organizzate in sequenza.
All'estremità nord, la suite principale è pensata come un punto di osservazione sul paesaggio: due pareti scorrevoli in vetro permettono di dilatare lo spazio verso l'esterno quando il clima lo consente. In posizione centrale, il soggiorno del "fienile" è l'unico ambiente a tutta altezza, dove la sezione a capanna del tetto diventa protagonista e definisce un'atmosfera raccolta ma scenografica.
La scala scenografica e il varco che porta nella natura
Dal cuore del piano superiore si scende verso l'acqua tramite una scala ampia che orienta il movimento a est, in direzione del bacino. A questa si affianca una sequenza di gradoni in pietra grezza, incastonati tra essenze mature e terreno modellato: un gesto di paesaggio che trasforma il tragitto in un passaggio sensoriale. Il percorso non è un semplice collegamento, ma una soglia: per alcuni tratti la costruzione si fa da parte e sono suolo, rocce e vegetazione a guidare, attenuando la percezione dell'intervento edilizio.
Il livello basso: convivialità, cucina e acqua sullo sfondo
La parte pubblica della casa è incassata per metà nella collina: qui trovano posto la cucina principale e un grande soggiorno, completamente orientati verso l'esterno. Tre grandi pareti vetrate scorrevoli mettono in continuità gli interni con la terrazza della piscina e, subito oltre, con l'acqua del bacino. Guardando dal basso, la massa del corpo superiore scompare quasi del tutto: la copertura piana in calcestruzzo del livello interrato è piantumata, così da confondersi nel verde e ridurre l'impatto visivo.
L'organizzazione funzionale include anche una sauna e spogliatoi a servizio dell'area piscina, oltre a vani di deposito e una cantina collocati nella porzione più protetta e fresca. Interno ed esterno scorrono l'uno nell'altro senza dislivelli marcati, e l'acqua diventa il vero fondale delle attività diurne, mentre il terreno e la copertura verde regolano microclima e privacy.
Materiali in dialogo sotto un'unica figura
La forza del progetto sta nel contrasto controllato: in alto una figura lignea quasi archetipo, in basso un padiglione che si mimetizza nel suolo. Il tetto in legno lamellare richiama l'immagine del fienile, ma l'interno alterna acciaio, calcestruzzo e pietra, con la vegetazione a fare da cerniera tra le parti.
La luce filtra tra i portici, disegna ombre profonde e cambia la percezione dei volumi durante il giorno; le superfici vetrate scorrono e modulano gradi di apertura e protezione. L'acqua della piscina e del bacino completa il quadro, portando riflessi e respiro al centro della scena domestica. L'insieme restituisce un'abitazione che coniuga riparo e permeabilità, permanenza e trasformazione, senza enfasi superflue.








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