Una cuccia che rinfresca senza presa di corrente. Un’altra che, grazie alle nanotecnologie, aiuta a ripulire l’aria dai principali inquinanti. Non è fantascienza, ma una delle sorprese della Milano Design Week, il Pet Design District, che per la prima volta dedica un vero e proprio distretto al mondo a quattro zampe. In un panorama sempre più attento al rapporto tra abitare e benessere, cani e gatti escono dalla nicchia degli accessori e entrano nel cuore del progetto d’interni. Il risultato? Oggetti pensati per il comfort degli animali, ma capaci di dialogare con l’arredo di casa e con l’ambiente urbano, fino a toccare il tema dei “rifugi climatici”.
- Perché il design guarda (sul serio) agli animali domestici
- Ciotole-scultura e accessori che educano alle buone abitudini
- Cucce che raffrescano e arredi doppio uso
- Arredi verticali per gatti: tra “caverne” e “cespugli” tecnici
- Dal distretto alla città: all’ADI Museum la cuccia che “mangia” lo smog
- Progetti, ricerca e formazione: il ruolo del Politecnico
Perché il design guarda (sul serio) agli animali domestici
Non si tratta più di accessori di servizio relegati a un angolo, ma di elementi pensati per integrarsi nell’estetica di un soggiorno o di una cucina. Il Pet Design District allestito da GreenHub, agenzia di comunicazione che per la settimana si trasforma in spazio espositivo, seleziona dodici realtà con un criterio preciso: il benessere dell’animale, a partire dai materiali.
Si parla di componenti atossici, anallergici, resistenti, capaci di durare e di non creare problemi a contatto con cibo, acqua o pelle. Il messaggio è chiaro: se le case sono sempre più abitate anche da cani e gatti, l’arredo deve dialogare con loro. Da qui la ricerca su forme, finiture e soluzioni salvaspazio che eliminano l’effetto “oggetto provvisorio”.
Ancora, all’ADI Design Museum, in piazza Compasso d’Oro (zona Monumentale), l’installazione “GooDesign Cities” immagina la città del futuro con tecnologie di purificazione applicate dagli edifici… alla cuccia del cane. Un cortocircuito creativo che racconta come il design stia ridisegnando le case e le abitudini di chi convive con gli animali.
Ciotole-scultura e accessori che educano alle buone abitudini
Un esempio su tutti: la ciotola. Quella appoggiata a terra in plastica o metallo svolge la sua funzione, ma oggi il design la trasforma in un micro-arredo.
- Musonero combina una ciotola in ceramica smaltata dal piglio pop con un alzaciotole in acciaio dal taglio pulito, per un set che richiama i mattoncini da costruzione senza scadere nell’effetto giocattolo.
- Sul fronte delle finiture “alta gamma” compaiono proposte firmate Poltrona Frau, Giobagnara e Cloud7, dove linee essenziali e materiali ricercati puntano a inserirsi con discrezione in contesti eleganti.
- C’è anche chi spinge la dimensione iconica, come “Elizabeth” di United Pets: la ciotola si appoggia a una sagoma che raffigura un cane seduto, trasformando il momento del pasto in un piccolo gesto di stile quotidiano.
- Dog Copenhagen presenta “Libra Slowfeeder”, un inserto in gomma che si adatta a molte ciotole grazie a una base flessibile e a una serie di paratie. Le crocchette si distribuiscono tra solchi e anfratti, così l’animale è indotto a mangiare più lentamente.
Cucce che raffrescano e arredi doppio uso
Capitolo cucce: qui la sorpresa arriva con “JustChillingPaw” di Justmed, presentata in anteprima mondiale. Il cuore del cuscino nasconde un inserto termico capace di aiutare a regolare la temperatura corporea dell’animale. Non servono prese né batterie: si sfrutta una reazione legata ai materiali utilizzati, sensibili agli sbalzi termici. L’inserto, inoltre, può essere usato anche in borse e trasportini, quindi accompagna gli spostamenti con una funzione di comfort climatico che interessa tutte le stagioni.
La convivenza è l’altro filone forte. United Pets propone “Pancuccia”, una seduta per l’umano che ricava sotto di sé un rifugio comodo per il pet: un solo oggetto, due funzioni, con il relax condiviso come principio guida. Nella stessa direzione va “Sandy” di Musonero, tavolino da caffè con piano superiore per gli appoggi e un vano inferiore pensato come zona riposo per il gatto, completo di pendente gioco.
Arredi verticali per gatti: tra “caverne” e “cespugli” tecnici
Per i felini si lavora in verticale, assecondando l’istinto di esplorazione. United Pets porta “Cat Cave”, una micro-architettura a due piani: sopra la cuccia, sotto l’area gioco, per sfruttare la stratificazione degli ambienti senza sottrarre spazio utile al soggiorno.
C’è poi “Cat Bush”, un giaciglio racchiuso in un intreccio di foglie in fibre di polietilene ad alta densità. L’effetto è quello di un cespuglio artificiale, studiato per offrire protezione visiva e tattile, favorendo il senso di sicurezza tipico dei gatti quando si appostano in anfratti e rientranze.
Dal distretto alla città: all’ADI Museum la cuccia che “mangia” lo smog
La Design Week non si ferma alle case. All’ADI Design Museum l’installazione “GooDesign Cities”, curata dall’architetto Massimiliano Mandarini, propone una visione della città come ecosistema tra persone, edifici e ambiente. Qui si parla di mobilità, natura in città e – soprattutto – abitazioni intese come rifugi climatici, rese più vivibili da materiali e tecnologie capaci di migliorare la qualità dell’aria e ridurre i costi di manutenzione. In questo contesto si inserisce “Grey Thiny Home”, presentata come la prima cuccia in grado di purificare l’aria sfruttando la fotocatalisi sviluppata da REair.
Il principio è quello applicato anche alle superfici indoor e outdoor dell’edificio: rivestimenti nanotecnologici attivati dalla luce, in grado di disgregare ossidi di azoto e altri inquinanti organici presenti nell’aria.
Progetti, ricerca e formazione: il ruolo del Politecnico
Accanto all’esposizione, il Pet Design District affianca un programma di talk realizzati con il Politecnico di Milano, partner accademico dell’iniziativa. La curatela è di Amelia Valletta, architetta e zooantropologa, docente di corsi di Pet Design e fondatrice di The Had Human Animal Design.
Nel cuore dello showroom spicca anche un divano combinato per cani e umani, concepito per ribaltare la prospettiva abituale: per una volta l’ospite è l’uomo, ospitato in un arredo pensato innanzitutto per l’animale.



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