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Rimborso Imu e Tasi, il termine di decadenza di 5 anni scatta dall’acconto

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Autore: Redazione

Con la sentenza 826 dell’11 luglio 2018, la commissione tributaria regionale di Venezia, quarta sezione, ha stabilito che il termine di decadenza di 5 anni per richiedere il rimborso di Ici, Imu e Tasi decorre dal versamento dell’acconto di giugno e non dal saldo che va pagato a dicembre. La rata di giugno non è da considerare un pagamento provvisorio, in attesa di definire l’obbligazione con il versamento a saldo. Il termine per la restituzione decorre sempre dall’eseguito pagamento.

La tesi del contribuente, secondo il quale l’obbligazione tributaria si esaurirebbe con il solo pagamento del saldo e sarebbe quella la data di decorrenza del termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso di quanto pagato in eccedenza rispetto al dovuto, è stata ritenuta infondata dai giudici di appello.

La commissione regionale ha ritenuto sussistere “l’interesse e la possibilità di richiedere il rimborso fin dal momento del pagamento dell’acconto”. Di conseguenza, le domande di rimborso relative alle somme versate in acconto vanno valutate come tardive se prodotte oltre il termine di legge.

Il termine di decadenza per l’Imu e gli altri tributi comunali è di 5 anni, decorrenti dall’eseguito versamento. In caso contrario, non si forma il silenzio-rifiuto e si determina l’inammissibilità del ricorso al giudice tributario, per difetto del provvedimento impugnabile. Se invece l’istanza è prodotta nei termini, la tutela del diritto al rimborso può essere chiesta entro il termine di prescrizione decennale.

In merito alle istanze tardive, il giudice tributario non ha il potere di sollevare questioni d’ufficio che non attengano alla regolarità del processo, ad eccezione delle domande di rimborso perché riguardano diritti non disponibili. Può quindi rilevare la decadenza del contribuente per il mancato rispetto dei termini fissati. Come stabilito dalla sentenza 3234/2018 della Ctr Palermo, la tardività dell’istanza può essere accertata d’ufficio.

Con la sentenza del 12 gennaio 2018, il Tribunale civile di Bologna ha inoltre chiarito che qualora un’amministrazione si rifiuti di restituire un tributo versato dal contribuente in seguito alla presentazione di un’istanza tardiva non pone in essere un comportamento illecito e non dà luogo a un ingiustificato arricchimento. In questi casi l’interessato non può proporre un’azione civilistica di risarcimento danni, di indebito oggettivo o di arricchimento senza causa innanzi al giudice ordinario nel più ampio termine di prescrizione decennale. La competenza esclusiva a decidere spetta sempre al giudice tributario.

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Imu, decadenza dall’acconto (Italia oggi)